I tre sold out di Kid Yugi a Milano dimostrano che quello che pensate dei giovani d’oggi è falso
Ieri sera all’Unipol Forum è andata in scena la prima delle tre date del rapper di Massafra, che sul palco porta uno show finalmente non innocuo
Kid Yugi in concerto a Milano, foto di Lorenzo Ricchiuto
Pensate a un palazzetto pieno fino all’ultimo seggiolino di giovani e giovanissimi (e sì, per giovanissimi intendiamo in età in cui è ancora necessario essere accompagnati da un genitore) che cantano sì di cose turpissime, ma nel frattempo rappano di letteratura, filosofia, mitologia, teatro e cinema. Ragazzini che sanno a memoria pezzi come Chuck Norris, Bianca, Paganini, Il Signore delle Mosche e allo stesso tempo non perdono una parola di brani come Il Filmografo, Il ferro di Cechov o Davide e Golia. Ora pensate a quale artista della nuova generazione riesce a unire in modo tanto credibile attitudine street, crudezza delle barre, riferimenti e intimismo.
Mettendo insieme tutti questi puntini, si capisce perché i tre sold out di Kid Yugi all’Unipol Forum di Milano non sono solo il raggiungimento di un traguardo importantissimo per un rapper venuto su qualche anno fa dal profondo Sud dell’Italia, quello che nessuno aveva ancora raccontato come lui, ma la dimostrazione che tutto ciò che pensate dei giovani d’oggi è falso. Da anni, infatti, vogliono convincerci che il continuo rimpinzarci di musica junkie e senza contenuto che dura una settimana per poi essere spazzata via da altra musica junkie e senza contenuto sia un’offerta alla domanda del pubblico, ma il successo di Kid Yugi mostra che se a quel pubblico offri contenuti e complessità di qualità, allora quella sarà la tua arma sovversiva per rimanere a galla in un mare di nulla.
E non è un caso nemmeno se, tra la moltitudine di dischi usciti nel 2026 circondati da un hype smisurato, quello del rapper di Massafra – Anche gli eroi muoiono, di cui il 30 ottobre uscirà la deluxe – sarà uno dei pochissimi di cui, al momento di tirare le somme a dicembre, ci ricorderemo davvero.
Kid Yugi a Milano: uno show che non scende a compromessi
Entrando sul palco avvolto da una scenografia e da un’atmosfera cupa, funerea e squisitamente macabra (grazie anche ai visual incredibili realizzati da Alessio Mariano e Francesco Aiena) Kid Yugi a Milano porta uno show che non scende a compromessi, finalmente per nulla accomodante o innocuo. La morte, ad esempio, è presentissima non come mero espediente narrativo, ma come tema di riflessione che è stato ampiamente e lucidamente sviscerato dall’autore.
Ma soprattutto porta sul palco il potere della parola, come dimostra con Il Ferro di Cechov, dal suo primo, deflagrante album The Globe. Un pezzo che fino a qualche anno fa non avremmo mai pensato di sentire in un palazzetto, da sempre luogo deputato al pop più vacuo ma in cui ora un certo tipo di rap è possibile anche grazie ad artisti come Kid Yugi. Uno spettacolo imponente, ricco di storytelling, che consacra il rapper di Massafra come l’artista più influente della sua generazione. Forse un genio non ripeterà, ma per vedere Kid Yugi a Milano avrete altre due occasioni, stasera e domani. E noi vi consigliamo di non perderlo.

