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William Gay sul Monsterland: «Vorrei che l’Autodromo di Imola diventasse la casa dell’evento per i prossimi quattro anni»

A pochi giorni dall’inizio del festival, abbiamo incontrato il CEO di Unconventional Events per scoprire cosa aspettarci dalla notte del 31 ottobre

  • Il28 Ottobre 2026
William Gay sul Monsterland: «Vorrei che l’Autodromo di Imola diventasse la casa dell’evento per i prossimi quattro anni»

Monsterland

Spesso si pensa già al passo successivo prima ancora di aver concluso quello presente. William Gay, però, si spinge oltre: lui comincia a guardare al futuro ancora prima di aver iniziato. Così, il CEO di Unconventional Events –  nonché ideatore, produttore e direttore creativo di Monsterland – ci parla di uno degli eventi più grandi a livello europeo capace di riunire migliaia di spettatori in un unico posto. La notte del 31 ottobre l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola si prepara ad accogliere persone da ogni parte d’Italia (ma anche d’Europa e oltreoceano) per festeggiare Halloween.

Anche quest’anno la manifestazione torna in Emilia Romagna per la sua sedicesima edizione. Attenzione però: non mancheranno le novità. Ad accompagnare il pubblico dalle 16 alle 5 del mattino ci sarà tanta musica (sono in programma 13 palchi) e una lineup esclusiva con più di 100 artisti tra cui Kid Yugi, Salmo, Guè e Marco Carola. Un evento ricco di musica rap ed elettronica in cui ci saranno diverse attrazioni e divertimenti. L’esperienza fornirà servizi a 360 gradi agli spettatori, e anche il centro città sarà coinvolto per la notte di Halloween.

La crescita dell’evento è esponenziale: nelle prime quindici edizioni Monsterland Halloween Festival ha accolto oltre 340.000 partecipanti provenienti da più di 50 Paesi. Nel 2025 le presenze hanno superato quota 42.000. Nel tempo l’evento (ideato in un hotel milanese) è stato capace riunire musica, performance, scenografie e attrazioni in un’unica esperienza. 

L’intervista a William Gay

Come e quando nasce Monsterland?
Monsterland è un progetto che nasce tanti anni fa da una mia voglia di fare una festa in maschera tra amici e con più sale musicali. Ormai sono passati circa 18 anni, considerando il buco del Covid per cui non abbiamo potuto produrre l’evento, e stiamo già lavorando all’edizione del 2027. Ancor prima che finisca un anno, inizia tutto il lavoro per il prossimo.

Puoi già anticiparci qualcosa?
L’idea di base è quella di battezzare l’Autodromo di Imola come la casa di Monsterland per i prossimi quattro anni. Nel 2027 Halloween cade di domenica e di conseguenza l’idea è quella di allungare maggiormente il festival di 2 o 3 giorni. Ci saranno delle novità che ora non posso spoilerare in termini di struttura del festival. Stiamo anche studiando un re-branding e una serie di attività promozionali nuove. Inoltre, vogliamo dare al marchio un respiro nuovo ed innovativo. Siamo contenti di tornare anche quest’anno all’Autodromo, la location ci permette di lavorare estremamente sereni. Il supporto  dell’amministrazione è molto importante per questo mestiere. Il progetto porta anche dei vantaggi sul turismo, a maggior ragione in un periodo “morto” dell’anno. Già da una settimana nel raggio di 50 km non esiste più un hotel disponibile fondamentalmente.

Imola infatti si riconferma come la casa di Monsterland anche in questa edizione. Che significato ha per te questa città dal momento che per l’evento verrà coinvolto anche il centro storico?
Un evento del genere richiama gente da tutta Italia e Europa, ma anche al di fuori: ho amici che arrivano dagli Stati Uniti. L’obiettivo è far in modo che Monsterland raggiunga sempre più gente. Poi esistono vari fattori fondamentali: in primis l’amministrazione che supporta l’evento, e da qui parte anche la decisione di volerci fermare a Imola. E poi a cascata va tutto lo sviluppo delle attività extra Monsterland e quindi quelle che andiamo a sviluppare in città.

In più stiamo parlando di una location che ha ospitato grandissimi eventi come il concerto di Vasco Rossi o gli AC/DC e molti eventi che si posizionano tra i più importanti in Italia. Inoltre, lavorare all’interno di una struttura che ospita la Formula 1 fa in modo che la location sia già preparata per agevolare la produzione dell’evento.

Parlando invece della lineup: gli artisti sono numerosi. Qual è il filo rosso che unisce i diversi palchi?
Fondamentalmente non c’è un filo rosso che unisca tutti i 13 palchi, anzi non c’è la logica per cui ogni palco deve essere necessariamente collegato all’altro. L’anno scorso ad esempio avevamo Anna e Marco Carola, che sono due mondi totalmente opposti. Questo mi ha reso uno dei promoter più criticati d’Italia, anche da molti colleghi. Dicevano che quello che facevo non aveva un senso logico, ma adesso che l’evento fa più di 50.000 persone non lo dicono più. Fare un multi-stage permettere a una compagnia formata da più persone con gusti totalmente differenti di poter venire ad un’unica festa. Ovviamente io ho avuto dei “maestri” nel corso della mia professione, uno fra tutti il Tomorrowland.

Alcuni artisti erano presenti nell’edizione appena passata e tornano anche quest’anno.
Sicuramente bisogna fare la distinzione tra artisti di musica elettronica e quelli del mondo della musica italiana. Per quanto riguarda questi ultimi viene fatta una scelta di posizionamento dell’artista. L’anno scorso Kid Yugi era nel suo momento più alto e lo è anche quest’anno, quindi è stato naturale richiamarlo. E poi conta molto il rapporto umano. Con Marco Carola lavoriamo insieme da diversi anni e abbiamo tantissimi progetti in comune.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare, in particolare per questa edizione?
In realtà la sfida più grande che abbiamo affrontato è stata l’anno scorso, soprattutto per il cambio location. Quest’anno abbiamo migliorato e aggiustato gli errori dell’edizione passata.

C’è qualcosa che ti piacerebbe sperimentare?

Quest’anno stiamo raggiungendo l’obiettivo di inserire un’area VIP molto più importante. Abbiamo ampliato le aree e le terrazze includendo anche un pop up di una delle eccellenze stellate della cucina del territorio. Ci sono state tante migliorie sotto diversi punti di vista, anche per quanto riguarda le tecnologie audio e di lighting. Sono sicuro che uscirà un lavoro di altissimo livello.

Che tipo di esperienza ti auguri per il pubblico?
Mi auguro che il pubblico possa vivere un evento in estrema sicurezza. Per me è fondamentale che gli spettatori vivano un’esperienza al top.

Come descriveresti Monsterland in tre parole?
L’Halloween Festival più grande d’Europa.

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