Interviste

American Chiello Story

L’artista ha trascorso un periodo a Minneapolis per il nuovo disco "Agonia" e per il brano di Sanremo, "Ti penso sempre". Su Morgan dice: “Lo giudico solo come artista”

American Chiello Story
Autore Silvia Danielli
  • IlFebbraio 13, 2026

Chiello si muove con naturalezza tra una posa e l’altra del servizio che lo vede protagonista della nostra cover digital. Un po’ poeta maledetto stile Baudelaire ma anche dandy alla Oscar Wilde. Si vede che quando deve fermarsi per parlare fatica un po’ di più, ma niente a che vedere con le prime interviste di quasi quattro anni fa per Oceano Paradiso. È sicuro molto più a suo agio. Ancora più difficile immaginarlo nella giungla di Sanremo tra interviste con le radio e i creator; molto più semplice figurarsi Chiello sul palco dell’Ariston a cantare con l’orchestra uno dei pezzi più belli in gara, Ti penso sempre, scritto insieme a Tommaso Ottomano. «Oggi è molto più semplice per me rispondere alle domande. Certo, non faccio i salti di gioia perché preferisco starmene nel mio, ma dipende dalla situazione».

Creative director: Pierfrancesco Gallo
Foto: Simone Cossettini
Stylist: Francesco Mautone
Ass. Foto: Martina Rossi
Mua: Giacomo Marazzi
HS: ANGEL GEORGE GERANIO
Producer: @nicholas_luca
Graphic designer: Rebecca Casati
Ass. Stylist: @elisanirta

Nei mesi scorsi, Chiello ha trascorso un po’ di giorni al Pachyderm Studio in Minnesota con la sua band e ha registrato tutto il nuovo album Agonia, incluso il pezzo di Sanremo, proprio lì dove i Nirvana registrarono In Utero: e queste atmosfere si respirano davvero. È come se l’artista di Venosa si fosse tuffato nella New York tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000, tra Strokes, Interpol e Yeah Yeah Yes.

L’intervista a Chiello

Da ex trapper della FSK al tuo attuale mood cantautorale, mi pare che non si sia mai messo troppo in evidenza la tua anima rock. Posto che di sicuro in te convivono tutte le ispirazioni, sei d’accordo?

Essere associato sempre alla trap un po’ mi dà fastidio ma capisco che le persone per conoscerti abbiano bisogno di incasellarti. Posto che io non rinnego niente del mio passato, in effetti ora è cambiato il mio modo di approcciarmi alla musica. Parto proprio dagli strumenti, a volte addirittura dall’orchestra, e meno dalle produzioni. Sento che questo disco presenta proprio un mio diverso volto.

Mi pare che tu sia tornato a quell’ispirazione forte di Oceano Paradiso, con testi meno crudi magari.

È vero, penso che si avvicini molto a quel mio primo disco anche se credo ci sia un’evoluzione. Ora ho voluto proprio cogliere le vibe americane. È diverso soprattutto da Scarabocchi, che aveva più un’ispirazione cantautorale.

C’era più disperazione in Oceano Paradiso?

Non so, lo chiamerei più un dolore cosciente.

Certo che quest’ultimo si chiama Agonia…

Ma anche questo non è un sentimento negativo: descrive il conflitto con se stessi.

Giacca: Salvatore Santoro
Camicia: Saint Laurent by Antonioli
Cravatta: David Naman

Infatti, un brano si intitola Salvami da me stesso: come stai a proposito?

In realtà, è un pezzo divertente. Certo, se leggi il testo ti pare una marcia funebre ma alla fine è una canzone leggera.

Con Tommaso Ottomano come è andata? L’anno scorso è arrivato secondo con Lucio Corsi, so che non sarà lì con te ma se ti capitasse la stessa sorte?

Mi piace molto il percorso che ha fatto Lucio, lo seguo e stimo da tanto tempo, non si è mai snaturato. Aveva anche suonato il pianoforte in Cuore tra le Stelle. Mi ha fatto conoscere Tommy Ottomano, il fotografo Francis Delacroix e all’inizio gli aveva fatto sentire un mio pezzo che non aveva suscitato in lui grandi emozioni, Crema di Buccia. Una settimana dopo mi ha scritto che in realtà gli piaceva e pian piano si è creato un rapporto di amicizia, tanto che abbiamo iniziato anche a scrivere insieme.

E in America con lui è nato Ti penso sempre?

Esatto, una mattina Tommaso è andato in studio prima di tutti. E conta che la nostra casa e lo studio erano attaccati in mezzo al bosco. Quando sono arrivato, stava suonando con la chitarra il giro del pezzo. Così ho scritto di getto il testo, poi sono arrivati gli altri e lo abbiamo finito in fretta. Lo stimo molto, come anche gli altri musicisti con cui lavoro: Fausto e Saverio Cigarini (che dirigerà l’orchestra a Sanremo per il mio brano) e Matteo Pigoni, che ha suonato le chitarre.

Camicia: Sant Laurent by Antonioli
Giacca: Saint Laurent
Pantalone: David Naman

In Scarlatta, uno dei pezzi contenuti nell’album ho sentito anche Elliott Smith.

È uno dei miei cantautori preferiti in assoluto, quindi sicuramente mi è entrato nell’animo.

E sulla cover c’è questa foto di Todd Hido, molto evocativa.

Sono rimasto affascinato dalla sua raccolta House Hunting: queste case isolate nel buio, illuminate da una luce fluo, penso che rispecchino l’idea e l’atmosfera del disco. Alla fine le case nascondono tanti conflitti dentro di loro, così proprio come le persone.

A Sanremo ci sarà anche Colombre, che aveva scritto con te molti brani di Oceano Paradiso.

Spero staremo insieme un sacco, per quanto ci sarà possibile, ovviamente. È bello pensare che ci sarà almeno un viso familiare lì.

Sei spaventato?

Non ci sto pensando molto ,perché sono concentrato sul disco.

E i tuoi parenti sono orgogliosi?

Ovviamente, per loro è il massimo.

Top: Natasha Zinko
Pantalone: David Naman
Giacca: Drome

Hai detto che Mi sono innamorato di te è il brano che avresti voluto scrivere: ti ricordi la prima volta in cui l’hai ascoltato?

A sedici/diciassette anni mi sono appassionato al cantautorato: Tenco, De André. Adoro quel brano perché ogni frase sembra in contraddizione con l’altra o almeno c’è una parte positiva e una negativa: “Mi sono innamorato di te/ Perché non avevo niente da fare”. Mi fa impazzire questo contrasto.

Come mai hai chiamato Morgan per cantare con te, che è una figura così controversa?

Ho pensato a lui solo dal punto artistico. Per me Le canzoni dell’appartamento è uno degli album più belli di sempre, che rimarrà nella storia della musica italiana.

Ti sei fatto un’idea sulle sue questioni giudiziarie?

No.

Alla fine qual è stata la parte più bella dell’esperienza in Minnesota?

Passare tanto tempo insieme ai musicisti. Svegliarsi, fare colazioni, lavorare tanto e bene, cenare insieme. Per me è stata quella la parte più importante.

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