In costante movimento come Nemzzz: l’intervista
In occasione dell’uscita di “LOCKED IN (EUROLUX)”, il rapper di Manchester ci ha parlato della scena della sua città e del featuring con Artie 5ive
Foto di Federico Gea
Nel mixtape pubblicato nel 2025, RENT’S DUE, nel ritornello della seconda traccia, Nemzzz cancellava la –E dal termine EMOTION. Il risultato era la parola che rappresenta più di ogni altra la sua filosofia: movimento costante, senza emozioni che possano rallentarti o instillarti dei dubbi. Nel brano citato il riferimento era a una relazione, ma la metafora cade a pennello, soprattutto riflettendo sull’analisi che il rapper britannico fa della scena di Manchester, o di Manny, come la chiama lui: «Ho l’impressione che fino a poco tempo fa gli artisti della mia città si lasciavano bloccare da un overthinking costante. Oggi finalmente lasciano andare la loro creatività».
Quando mi spiega questa cosa nel backstage del Legend di Milano, mancano ancora due ore all’inizio del live. Nemzzz, all’anagrafe Nemiah Emmanuel Simms, indossa una tuta bordò e, nonostante l’apparente aria rilassata, tradisce un’eccitazione smisurata per il concerto. Lo si nota nei momenti in cui non è impegnato a rispondere alle domande o a farsi scattare: saltella, chiacchiera e scherza animatamente con il suo team e gironzola tra palco e camerino.

Del rapper mancuniano vi avevamo parlato in tempi non sospetti nel nostro speciale dedicato alla scena UK, quando era da poco uscito il suo mixtape di debutto. A distanza di qualche anno, con LOCKED IN, Nemzzz ha confermato quanto di buono aveva anticipato. Le produzioni e il suo flow sono gli aspetti che lo rendono distinguibile, sui testi ha delle intuizioni interessanti, ma l’impressione è che lo vedremo al massimo del potenziale quando uscirà il primo album.
Nel mixtape uscito lo scorso settembre c’erano collaborazioni illustri, tra cui Travis Scott e Lil Yatchy. Oggi quel progetto si arricchisce con la versione EUROLUX che contiene tre brani inediti che danno spazio a una visione europea. C’è l’Italia con il nostro Artie 5ive – che a Milano era salito sul palco proprio per spoilerare MONEY – e ci sono Germania e Francia con Sosa La M e Nono La Grinta. Nella nostra intervista con Nemzzz partiamo proprio da lì.
L’intervista a Nemzzz
Perché pubblicare una deluxe di un mixtape?
In LOCKED IN c’erano solo ospiti americani. Dato che ho un grande seguito in Europa, ho pensato: “Quale modo migliore per dimostrare loro il mio affetto con una deluxe a tema?” Così è nata EUROLUX che ho deciso di fare uscire proprio nel pieno del mio tour europeo.
Tra i brani inediti c’è MONEY con Artie 5ive. Com’è nata la collaborazione?
In EUROLUX volevo avere delle visioni diverse. Sulla scena rap italiana ho ricevuto molti consigli e feedback positivi. Non sono ancora molto esperto, ma si nota che è molto viva. Arti 5ive devo dire che è davvero forte e stiloso.
Tra le tue ultime collaborazioni c’è stata quella con Travis Scott in GASS. Cos’hai imparato da lui?
Ho imparato che non devi mai smettere di fare musica né prenderti pause. Non puoi sapere quando dovrai tornare con un nuovo progetto.
È una cosa che ripeti spesso anche nei tuoi pezzi.
Il mio motore principale è la passione ed è per quello che ho iniziato a fare musica, non per soldi. Ed è rimasta intatta. Per me fare musica non è un lavoro.

Come è cambiata la scena nella tua città negli ultimi anni?
A Manchester i giovani artisti non hanno più paura di lasciarsi andare e dare libero sfogo alla loro creatività. Prima era come se fossero bloccati da un costante overthinking. Ti posso citare dei nomi molto interessanti come Zeddy East, Suggz e deed0t. Hanno appena pubblicato un featuring che spacca: Been Around.
Cosa differenzia la scena hip hop di Manchester da quella di Londra?
Tutto. Non ho mai conosciuto un artista di Manchester che somigliasse a qualcuno di Londra. Abbiamo un suono unico e completamente diverso.
In una recente intervista hai sottolineato quanto per te sia importante creare dei ricordi. Quale è quello che ti porti dentro con maggiore piacere?
Risale al 2021. Sono io che entro nello studio di mio padre per provare a scrivere qualcosa di mio per la prima volta. Da quella sessione nacque Elevate.

