Perché “Invincible” (25 anni dopo) non è affatto un album minore di Michael Jackson
Il 26 ottobre 2001 usciva in Europa l’ultimo disco di inediti del Re del Pop, che oggi possono essere riscoperti nelle due nuove edizioni in vinile pubblicate da Sony per l’anniversario
«Secondo la mia modesta opinione Invincible è bello tanto quanto Thriller, se non di più. Ha più da offrire»: parola di Michael Jackson, che credeva molto nel suo ultimo album pubblicato in vita.
Uscito venticinque anni fa in Europa (il 26 ottobre del 2001, mentre in USA è arrivato il 30 ottobre), Invincible di Michael Jackson è stato un lavoro sfortunato per tutta una serie di motivi. Previsto originariamente per il 1999, il disco è arrivato nei negozi solo nell’autunno del 2001. Un mese e mezzo dopo la tragedia delle Torri Gemelle: non certo un periodo favorevole per la discografia.
Inoltre i costi dell’album, a causa del grande numero di produttori e di artisti coinvolti, sono lievitati fino all’incredibile cifra di 30 milioni di euro. Ancora oggi rimane il disco più costoso di sempre. Tali costi hanno esacerbato i rapporti già tesi tra Michael Jackson e la Sony. La major infatti non promosse quasi per nulla Invicible, soprattutto se pensiamo alle imponenti campagne pubblicitarie di Dangerous e HIStory. I cartonati pubblicitari dell’album rimasero pochi giorni nei negozi. L’unica iniziativa promozionale degna di nota fu un firmacopie al Virgin Megastore di New York, dove Michael autografò centinaia di CD.
La ristampa in doppio vinile
Il decimo e ultimo lavoro della straordinaria carriera del Re del Pop ha inoltre il difetto di essere troppo lungo (77 minuti complessivi), disomogeneo e con alcuni brani deboli nella parte finale. Ciò non pregiudica però il suo alto valore complessivo. Alcune canzoni memorabili, per musica e testo, meritano di essere riscoperte e ascoltate oggi con la necessaria attenzione.
Per celebrare i venticinque anni dalla sua uscita, Sony Music ha reso disponibili in preordine dal 16 ottobre due nuove edizioni in doppio vinile di Invincible: una tradizionale nera e una in versione “Stone Grey Marble”, ossia effetto marmo grigio pietra. La tracklist sarà quella tradizionale a sedici brani dell’album originale, senza l’aggiunta di inediti o di tracce bonus. Questa nuova edizione arriva a diciassette anni di distanza dall’ultima ristampa dell’LP in vinile, le cui copie sono andate ormai fuori catalogo, raggiungendo cifre molto elevate sul mercato.
Il contesto
Michael Jackson iniziò a registrare il nuovo materiale per Invincible nell’ottobre del 1997. Completò l’ultimo brano, You Are My Life, solo due mesi prima dell’uscita dell’album, nell’ottobre 2001. Il disco è dedicato a Benjamin Hermansen, un ragazzo quindicenne di origini africane, pugnalato da un gruppo di neonazisti ad Oslo e ritrovato morto nel gennaio del 2001.
Per un periodo di tempo limitato, vennero realizzate quattro copertine diverse del disco (oltre all’originale bianca), di colore rosso, blu, verde e arancione, molto apprezzate dai collezionisti. Rispetto alla rabbia degli album degli anni ’90 (Dangerous, HIStory e Blood on the Dancefloor), in Invincible si respira un’aria più serena. Merito della nascita dei suoi primi due figli, anche se non mancano alcuni brani inquieti e di contenuto sociale.
Le canzoni di Invincible di Michael Jackson
L’inizio del disco, in perfetto stile Jackson, è travolgente, con tre brani tutti da ballare. Unbreakable (che Michael avrebbe voluto saggiamente utilizzare come singolo di lancio) è un brano urban fresco e moderno, basato su un ostinato riff di pianoforte. Il testo è quasi una dichiarazione programmatica: “Puoi provare a bloccarmi, ma non servirà a niente / Puoi fare quel che vuoi, ma sarò sempre qui / Nonostante tutte le tue menzogne e i tuoi stupidi giochi / Sono ancora qui e sono sempre me stesso, sono indistruttibile”. Il finale di Unbreakable viene valorizzato da un lungo rap di Notorious B.I.G (morto quattro anni prima). Aveva precedentemente inciso quelle barre in You Can’t Stop the Reign di Shaquille O’Neal.
La futuristica Heartbreaker, con un rap di Fats, aveva sonorità assai in voga all’inizio degli anni Duemila, basate su un loop digitale di chitarra acustica. La title track, con un coinvolgente ritmo hip hop e un breve intervento rap di Fats, racconta la storia di una ragazza “invincibile” perché non si lascia conquistare.
Break of Dawn, ballad R&B suadente e lasciva, è una delle gemme nascoste di Invincible. Conferma ancora una volta il genio compositivo di Michael Jackson (qui coadiuvato da Dr. Freeze). Meno riuscita Heaven Can’t Wait, monotona ballad R&B che poteva anche essere scartata dalla tracklist finale.
You Rock My World è l’unico brano di Invincible ad essere accompagnato da un video ad alto budget. Si tratta di una canzone tipicamente jacksoniana, con un grande giro di basso, archi ariosi e un beat irresistibile, perfetto per accendere le piste da ballo. Il videoclip fu diretto da Paul Hunter, con la partecipazione straordinaria di Chris Tucker e di Marlon Brando. Era piacevole e coinvolgente, soprattutto nelle eccellenti coreografie di ballo.
Impossibile non sentire le farfalle nello stomaco con la splendida Butterflies. Altro vertice artistico di Invincible, composto originariamente da Andre Harris e da Marsha Ambrosius per il duo neo soul delle Floetry. La magistrale interpretazione di Jackson, con un falsetto da brividi, conferma ancora una volta sulla sua testa la corona di Re del Pop.
Scettro meritato anche per la successiva Speechless, ballad vibrante, commovente, ricca di sentimento e perfetta come dedica alla persona amata. 2.000 Watts è un brano sperimentale. Ha sempre diviso in due il pubblico per l’audacia dei suoni creati da Teddy Riley e per la singolare voce baritonale del cantante, assai diversa dal solito, tanto che alcuni ne hanno messo in dubbio l’autenticità. Un pezzo che, ascoltato a forte volume con un impianto adeguato, regala comunque le sue soddisfazioni.
You Are My Life è una tenera ballad dedicata alla nascita dei suoi figli Prince e Paris, anche se poco originale ed eccessivamente zuccherosa. La canzone, composta a sei mani con Babyface e Carol Bayer Sager, ha sostituito all’ultimo momento Shout, brano decisamente superiore.
Non è certo una novità il cattivo rapporto di Jackson con la stampa scandalistica che, dopo Tabloid Junkie del 1995, torna di nuovo protagonista di una canzone, la corrosiva Privacy. L’incipit del brano mette subito le carte in tavola: “Le foto non sono abbastanza, perché vi spingete così oltre? / Per avere quella storia che vi serve tanto per sotterrarmi / Confondete le persone, raccontate solo le storie che volete voi / Cercate di cambiare l’uomo che sono / Continuate ad inseguirmi, invadendo la mia privacy / Volete lasciarmi in pace?”.
Don’t Walk Away, Cry e The Lost Children sono tre ballad morbide, didascaliche e poco ispirate. Difficilmente un Quincy Jones le avrebbe lasciate nella tracklist finale dell’album. Michael amava molto The Lost Childen, composta interamente da lui sul tema dei bambini scomparsi, tanto che voleva pubblicarla come singolo. La Sony si oppose, sostenendo che il brano fosse troppo debole.
Decisamente meglio la latineggiante Whatever Happens, impreziosita dall’inconfondibile chitarra di Santana, che si apre con un fischio morriconiano. Davvero incredibile che un brano di questo valore non sia uscito come singolo. Gran finale con il gothic-pop di Threatened, che ricorda i ritmi e le atmosfere inquietanti di Ghosts e Is It Scary.
Nelle prove del tour di This Is It, Threatened veniva interpolata con Thriller, a conferma del suo valore. L’album si chiude con una sibillina frase di Rod Serling, voce narrante della serie televisiva Ai confini della realtà: “Ciò a cui avete appena assistito potrebbe essere la fine di un incubo particolarmente terrificante. Non lo è. È l’inizio”.
Un album sorprendente e imperfetto
Invincible, nonostante gli esorbitanti costi di produzione, non ottenne i risultati sperati. Si calcola che abbia venduto fino a oggi 13 milioni di copie: un numero sbalorditivo per chiunque, ma non per il Re del Pop, abituato a ben altri risultati.
L’album raggiunse il primo posto in tredici Paesi del mondo, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Australia, la Francia, la Germania e la Svizzera. Chissà quali sarebbero stati i risultati di Invincible, album che, pur con i suoi difetti, aveva un forte potenziale commerciale, se fosse stato supportato adeguatamente, con quattro o cinque video ad alto budget.
Riascoltandolo oggi, a venticinque anni dalla sua uscita, Invincible di Michael Jackson è un album sorprendente quanto imperfetto. Dopo un quarto di secolo è stato rivalutato da critica e dal pubblico e nel dicembre 2009 i lettori di Billboard l’hanno decretato il “miglior album del decennio”.
Ancora oggi ci resta il dubbio su quale sarebbe stata la successiva svolta stilistica di Jackson. Avrebbe proseguito sulla strada di una dance elettronica ancora più spinta o avrebbe stupito tutti con un album strumentale di brani di musica classica (al quale stava lavorando poco prima della sua morte)? Purtroppo non sapremo mai la risposta, ma Invincible resta comunque un testamento artistico con dei picchi di assoluto valore. Inoltre il titolo dell’album, visto lo straordinario successo del biopic Michael (oltre un miliardo di incasso, un record assoluto), è oggi più attuale che mai.

