News

Bateleur Festival: a Creta la nuova frontiera del clubbing, tra wellness, musica e connessione

Tre giorni tra elettronica, yoga, sound healing e natura mediterranea. Nella cornice di Elounda dove l’esperienza conta quanto la musica

  • Il26 Ottobre 2026
Bateleur Festival: a Creta la nuova frontiera del clubbing, tra wellness, musica e connessione

Foto di Gal Haro

Esiste un modo di vivere il clubbing che va oltre i DJ set, le notti infinite e la corsa alle lineup più ambiziose. Bateleur Festival a Creta propone una formula capace di unire musica elettronica, wellness e viaggio, ripensando l’esperienza del festival a partire dalle persone.

Siamo arrivati sull’isola giovedì 22 ottobre, lasciandoci alle spalle il primo freddo milanese per ritrovare temperature estive, il mare ancora cristallino e quella luce mediterranea che rende Creta particolarmente affascinante anche fuori stagione. Ad attenderci, nella perla dell’Egeo, tre giorni decisamente lontani dai ritmi e dalle dinamiche a cui siamo abituati nei grandi appuntamenti internazionali.

In un resort a cinque stelle affacciato sul mare, circa 500 partecipanti provenienti da diverse parti del mondo si sono ritrovati per condividere un programma che alternava performance musicali, pratiche olistiche, workshop ed esperienze alla scoperta del territorio.

Niente folle oceaniche, spostamenti interminabili o programmi serrati da inseguire. Al loro posto, una dimensione raccolta, tempi più distesi e la possibilità di costruire ogni giornata secondo i propri interessi.

Un approccio che non mette in secondo piano la musica, ma la inserisce in un contesto più ampio, dove il piacere di ballare convive con quello di rallentare, esplorare e concedersi del tempo per sé.

Quando la self-care incontra la musica elettronica

La particolarità di Bateleur Festival emerge soprattutto durante le ore diurne, quando gli spazi del resort ospitano attività dedicate al movimento, alla meditazione e all’ascolto, esplorando il rapporto tra musica e benessere anche al di fuori della pista.

Abbiamo scoperto grazie ai workshop come il suono potesse diventare protagonista di esperienze molto diverse da quelle a cui siamo abituati nel mondo della nightlife.

Tra le più suggestive, il sound healing, una pratica che utilizza le vibrazioni di strumenti come singing bowls, flauti e percussioni per favorire il rilassamento e accompagnare la meditazione. Distendersi, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalle frequenze sonore, con il mare a pochi passi, ci ha permesso di sperimentare una dimensione più intima dell’ascolto, lontana dall’energia del club ma altrettanto coinvolgente sul piano sensoriale.

Foto di Gal Haro

Il programma comprendeva anche sessioni di yoga, esercizi di respirazione, movimento consapevole e workshop dedicati all’equilibrio energetico e all’allineamento dei chakra. Discipline differenti, accomunate dall’attenzione al corpo, al ritmo e alle sensazioni, che abbiamo avuto l’opportunità di conoscere lasciandoci guidare dalla curiosità.

Il filo conduttore era proprio il rapporto con la musica, non più soltanto colonna sonora delle ore notturne, ma elemento capace di accompagnare momenti di concentrazione, rilassamento e scoperta personale. Un percorso che, dalle vibrazioni delle campane tibetane ai bassi della musica elettronica, mostrava quanto il suono potesse assumere significati diversi nel corso della stessa giornata.

Dal tramonto al dancefloor

Con l’arrivo della sera, il ritmo delle giornate cambiava. Le atmosfere più tranquille lasciavano progressivamente spazio alla musica elettronica, con una programmazione internazionale che ha visto tra i protagonisti Dennis Ferrer, Miguelle & Tons e OMRI.

La selezione artistica ha accompagnato il pubblico tre giorni consecutivi, dal primo pomeriggio all’alba: qui non c’erano grandi distanze a separare gli artisti dal pubblico, né la necessità di farsi largo tra migliaia di persone per raggiungere la pista. La musica si viveva da vicino, in un’atmosfera spontanea che rendeva semplice lasciarsi coinvolgere.

Ma ciò che abbiamo trovato particolarmente interessante è stato il rapporto che si creava tra i partecipanti.

Dopo appena un giorno, molti volti erano già diventati familiari. Le persone incontrate durante una sessione di yoga o un workshop si ritrovavano qualche ora più tardi a bordo piscina, al bar o sulla pista. Questa continuità ha contribuito a creare un clima conviviale, nel quale era facile socializzare anche senza conoscersi in precedenza.

E poi c’era il piacere di ballare sotto il cielo di Creta, con temperature ancora miti e il mare a fare da sfondo.

Il risultato non era una versione più tranquilla del clubbing, ma un’esperienza in cui la festa trovava il proprio spazio naturale all’interno di giornate ricche di stimoli.

Foto di Gal Haro

Wellness e party: quale futuro per i festival?

Dopo tre giorni trascorsi tra musica, attività olistiche, escursioni e nuove conoscenze, siamo tornati a Milano con la sensazione di aver scoperto una formula interessante, soprattutto per chi frequenta da tempo il mondo della musica elettronica.

Negli ultimi anni, l’offerta internazionale si è sviluppata sempre più intorno a produzioni monumentali, palchi spettacolari e cartelloni capaci di richiamare decine di migliaia di persone. Un modello che continua ad avere un enorme fascino, ma che non rappresenta necessariamente l’unica direzione possibile.

Bateleur Festival si inserisce in una concezione più ampia dell’intrattenimento, nella quale il valore di un evento non si misura soltanto attraverso i nomi in lineup o le dimensioni della pista ma anche attraverso la qualità del tempo trascorso.

Una proposta che può incuriosire le nuove generazioni, ma che potrebbe risultare particolarmente interessante anche per chi ha già vissuto anni di club, afterparty e appuntamenti internazionali e oggi, magari avvicinandosi ai trenta o ai quarant’anni, desidera arricchire quel tipo di esperienza con qualcosa di nuovo.

Non si tratta di abbandonare le notti lunghe o di sostituire il dancefloor con un tappetino da yoga. La musica rimane il cuore pulsante di tutto, con la sua capacità di far incontrare persone, creare ricordi e regalare momenti di libertà.

Articolo di Ludovica Boi

Share: