Le proteste di questo weekend hanno risvegliato anche la scena rap italiana
Sayf, Marracash e Artie 5ive sono tra gli artisti che si sono esposti dopo le manifestazioni del weekend, mentre Kid Yugi ha commentato i fatti che stanno coinvolgendo il Sud Italia
Marracash, foto di Andrea Bianchera
Da qualche tempo, ormai, il rap sembra sempre più lontano dalle questioni sociali, crogiolandosi in una bolla che pare impermeabile a qualsiasi istanza politica e perdendo quella connotazione di protesta che ha sempre caratterizzato l’hip hop. Eppure, le proteste che questo weekend hanno visto coinvolti decine di migliaia di giovani in Europa, hanno risvegliato anche una scena che troppo spesso – eccetto casi eccezionali (gli stessi che hanno preso posizione in queste ore) – appare collassata sotto il suo stesso privilegio. Tra i rapper che si sono esposti sulle proteste del 17 ottobre ci sono Sayf, Marracash, nayt, Artie 5ive e 22simba, mentre Kid Yugi ha commentato la situazione che sta colpendo il Sud Italia.
Kid Yugi: «Lo stato italiano ha fallito, la Puglia e il meridione non meritano questo»
“Sono appena rientrato a Massafra e mi è stato riferito per filo e per segno tutto quello che è successo in questi giorni”, ha scritto il rapper pugliese. “Strade bloccate, supermercati vuoti, stazioni di benzina senza neppure una goccia di carburante. File interminabili di camionisti e agricoltori che chiedevano in ginocchio tutele che gli son state negate e la dignità di cui sono stati privati. Tutto questo nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e dei media tradizionali”.
E ancora: “lo stato italiano è ormai uno stato fallito. Il patto sociale è stato infranto. La classe politica non è più serva del popolo (premettendo inguenuamente che lo sia mai stata. Ma in questo momento più che mai la contraddizione è lapalissiana) bensì è prostituita a tutti i poteri sovranazionali che la finanziano e la manovrano. Mi fate schifo, la mia gente non merita questo, la Puglia non merita questo, il meridione non merita questo. Però so che prima o poi scoprirete cosa meritate voi, e sarà troppo tardi per fare ammenda”.
Sayf: «La violenza delle manifestazioni non sarà mai paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle persone»
“Puntano il dito contro la violenza delle manifestazioni per delegittimarle, per togliere il diritto alle persone di ribellarsi a un sistema che non funziona, per togliere il diritto alle persone di avere un futuro senza dover essere presi per il culo da una classe dirigente degenerata”, commenta invece Sayf. “Non crediamo alla loro propaganda, è la tecnica più vecchia del mondo. Sono loro che si infiltrano nelle manifestazioni per renderle violente. Sono loro che accendono il faro sulla violenza di pochi, sono loro che la istigano in primis. E in ogni caso, la violenza delle manifestazioni NON è e non sarà MAI paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone. Con cui fanno vincere il guadagno sopra la vita delle persone, con cui assecondano la sete di potere di certi maiali.
Siamo uniti, in quanto persone, non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra. E noi siamo
tutti sotto”.
Il rapper italo-tunisino ha continuato parlando delle proteste nel Sud Italia e del silenzio dei media sulla questione. “Vi rendete conto che per giorni di protesta al sud non è uscita una notizia? Ma vi rendete conto che c’è una censura incredibile in atto o no? Vorrei che vi indignaste per il fatto che nessuno di noi ha più un futuro, per il fatto che 1’1% della popolazione ha in mano il 99% delle ricchezze del mondo, o per il fatto che c’è un genocidio in atto nel nostro stesso condiviso Mar Mediterraneo, come vi indignate per delle vetrine rotte. Siamo tutti insieme e siamo tutti sotto, anche voi che pensate di stare bene perché potete permettervi di cambiare automobile”.
Artie 5ive: «Benvenuti nel mondo reale in cui ogni giorno si lotta per non appendersi con una corda al soffitto»
Artie 5ive ha invece criticato chi, da una posizione di privilegio, si è lamentato dell’interruzione delle normali attività quotidiane, come un aperitivo. “Benvenuti nel mondo reale in cui ogni giorno ci sono problemi e si lotta per non appendersi con una corda al soffitto”, ha scritto il rapper di Bicocca. “Spero che questo casino finisca al più presto e che la classe dirigente si occupi dei bisogni dei cittadini. E invece domani faranno un decreto sicurezza per controllarci meglio. Perché il problema sono le 100 persone stranamente incappucciate che rubano nei negozi e non il fatto che un litro di latte costa 1.60€ e che le bollette sono quasi raddoppiate. Abbiamo insegnato a questi ragazzi a distruggere piuttosto che creare e questo è il risultato. Mettiamoci tutti una mano sulla coscienza”.
Marracash: «Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio»
Poco fa anche Marracash ha condiviso un pensiero attraverso i suoi canali social. “Non ho mai creduto nelle proteste attraverso i social”, ha scritto il rapper di Barona. “L’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente. Certo, rispetto chiunque cerchi di far sentire la propria voce con ogni mezzo, ma dal canto mio ho sempre creduto che l’impegno e l’autorevolezza si dimostrino e guadagnino nel tempo. Attraverso le nostre scelte, la nostra etica, il nostro lavoro, oltre ovviamente a ciò che diciamo e facciamo tutti i giorni, non solo in una storia o un post nei momenti critici. Semplicemente questo non è il mio canale preferito. Lo sono i testi, la musica, i concerti, le interviste. Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita. Ecco da che parte sto. Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio. Due anni fa pubblicavo un disco catastrofista già dal titolo. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose”.
Tra i rapper che si sono esposti sulle proteste anche nayt e 22simba
Per nayt, invece, “questa società addomesticata ama l’innocuità, la ricerca e ritrova in tutto quello di cui si nutre, e ogni individuo non vede a più di un metro di distanza da sé. Ma siccome in questo mondo viviamo insieme, a un certo punto, se non vedi l’altro, l’altro ti entrerà in casa per essere visto. Tutto questo finto benessere materiale ha reso borghesi anche i più poveri”. “Benedetto ogni sciopero perché nostro di diritto, contro uno Stato che non ci tutela e fa finta di non capirci, ad abbattere questa censura che che propinano come morale, io mi troverò sempre dalla parte di ogni onesto lavoratore”, scrive invece 22simba. “Ma macchiare una guerra così giusta con dell’odio rafforzerà solo il nostro comune nemico e colpirà solo le nostre famiglie. Non confondete la vendetta con la libertà. Ricordate per cosa lottiamo. Noi non siamo loro”.

