Slayyyter e le accuse di razzismo: il passato torna insieme al successo
I messaggi pubblicati da adolescente erano già emersi nel 2019 e seguiti da scuse pubbliche. Ora quegli screenshot circolano di nuovo, riaprendo una discussione sulla possibilità di cambiare
Quando una popstar comincia a uscire dalla propria nicchia, arriva un pubblico che spesso non conosce nulla di lei. Scopre le canzoni, recupera le interviste e comincia a interessarsi anche a quello che è successo prima. È il passaggio che sta vivendo Slayyyter, che con Worst Girl in America ha raggiunto il primo posto della Top Dance Albums di Billboard e un’attenzione più ampia rispetto al passato.
Negli ultimi giorni, insieme all’annuncio del suo prossimo progetto, sono tornati a circolare sui social i tweet razzisti che aveva pubblicato da adolescente. Una vicenda che la cantante aveva già affrontato all’inizio della propria carriera e che oggi viene scoperta anche da chi ha appena cominciato ad ascoltarla. Le sue scuse sono pubbliche da anni. Per una parte del suo pubblico, invece, questa storia è una novità.
I tweet e le prime scuse
I messaggi risalgono al periodo tra il 2012 e il 2013, quando Slayyyter gestiva un account dedicato ai One Direction e alle Fifth Harmony. Contenevano un uso ripetuto della “N-word” ed erano emersi pubblicamente nel dicembre 2019, provocando una prima ondata di critiche.
Il 27 dicembre 2019 Slayyyter si era scusata, spiegando di aver usato quel linguaggio perché pensava di risultare provocatoria o divertente. Aveva definito ignorante il proprio comportamento e riconosciuto che essere giovani non costituiva una giustificazione.
Il 10 gennaio 2020 era tornata sull’argomento con una lettera scritta a mano. Aveva annunciato l’intenzione di sostenere organizzazioni per le persone nere LGBTQ+ attraverso una donazione finanziata dalle vendite di CD e vinili. Si era inoltre impegnata a usare la propria piattaforma per dare spazio ad artisti e creativi di colore. «Non smetterò mai di scusarmi per questi tweet», aveva scritto.

Le scuse di Slayyyter e la possibilità di cambiare
Il ritorno di quei messaggi ha riportato al centro della discussione le scuse del 2019 e del 2020 e il tempo trascorso da allora.
La possibilità di crescere dovrebbe essere il presupposto di qualsiasi richiesta di scuse. Nel caso di Slayyyter, le spiegazioni pubbliche e gli impegni presi fanno parte della storia tanto quanto i messaggi che li hanno resi necessari.
Chi la segue fin dall’inizio può avere già letto le sue spiegazioni, accettato le scuse e continuato ad ascoltarla. Chi l’ha scoperta quest’anno potrebbe trovarsi davanti a quei tweet per la prima volta. Chiedergli di considerare la vicenda chiusa significa pretendere che abbia già compiuto un percorso di cui conosce appena l’inizio. Il perdono resta una scelta personale e nessuno è obbligato ad accettare le sue scuse.
Slayyyter, però, era una ragazzina quando ha scritto quei messaggi: ha riconosciuto di aver sbagliato, si è scusata pubblicamente e ha preso degli impegni per rimediare. Anche questo merita di entrare nella valutazione. Chi continua ad ascoltarla può aver considerato la gravità di quelle parole insieme alla sua età, al tempo trascorso e al pentimento espresso. E aver concluso che una persona adulta possa meritare una seconda possibilità, senza restare per sempre inchiodata alla versione peggiore della propria adolescenza.

