Il film-concerto di Tor Vergata spiega la forza di Ultimo dal vivo
In “Tutto. Live a Tor Vergata”, il concerto dei record rivive attraverso le immagini dello show e le reazioni del pubblico in sala
Ultimo in concerto a Tor Vergata
Quando si spengono le luci, Ultimo non è fisicamente presente. Eppure, per buona parte dei 165 minuti di Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata, sembra di essere tornati al concerto del 4 luglio. Il pubblico applaude, canta, balla e reagisce alle esortazioni registrate del cantautore come se arrivassero in quel momento dal palco. Il film diretto da Giorgio Testi, al cinema dal 22 al 30 settembre, trova proprio qui la sua forza: non si limita a riportare sullo schermo lo spettacolo, ma permette ai fan di parteciparvi ancora una volta.
Il punto di partenza è naturalmente lo show dei record, Il Raduno degli Ultimi, passato alla storia per aver riunito 250mila persone a Tor Vergata. Un numero enorme, che il film prova a tradurre in volti, attese e gesti quotidiani. Prima dell’inizio compaiono le immagini delle file, dei ragazzi che giocano a carte e di quelli che cercano un po’ di sollievo dal caldo schizzandosi con l’acqua. Dettagli semplici che restituiscono l’idea di comunità – di raduno – e rafforzano il legame dell’artista con il suo pubblico.
Dalla progettazione al concerto dei record
Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata segue quasi integralmente il concerto, alternando le esibizioni ad alcuni intermezzi dedicati alla sua costruzione. Si vedono la progettazione dello show, il palco ancora in allestimento e le prove in studio. Il racconto torna fino alla fine del 2018 e all’inizio del 2019, quando l’idea di uno spettacolo di queste dimensioni era ancora lontana dalla sua realizzazione, per arrivare al 15 luglio 2025: il giorno in cui i 250mila biglietti furono venduti in appena tre ore.
Questi passaggi aiutano a comprendere la portata produttiva dell’evento e il percorso necessario per trasformare uno spazio così grande in un luogo adatto allo show. Rimangono, comunque, più vicini al making of che a un vero ritratto dell’artista: raccontano bene come è nato lo spettacolo, ma rivelano meno dell’uomo che lo ha immaginato. La scelta appare comunque coerente con la natura del film, che mette al centro non tanto l’intimità di Niccolò Moriconi quanto il rapporto costruito da Ultimo con il suo pubblico.
Le riprese degli spettatori sono fondamentali in questo senso. I primi piani sulle persone che piangono, cantano o si abbracciano impediscono alla vastità di Tor Vergata di trasformarsi in una semplice dimostrazione di numeri.
La sala non resta a guardare
Alla fine, più che celebrare un record, il film spiega perché quel record sia stato possibile. E per capirlo basta osservare quello che accade in sala.
Durante Vieni nel mio cuore, il «su, su, su» pronunciato da Ultimo nel concerto basta a far alzare quasi tutta la sala. Poco dopo, al termine di Ipocondria, è lo stesso artista ad ammettere: «Non ho mai visto una cosa del genere in vita mia». La reazione registrata a Tor Vergata e quello che sta succedendo davanti allo schermo finiscono così per sovrapporsi.
È anche la conferma della principale qualità di Ultimo: ha imparato a conoscere il suo pubblico e ci sa comunicare bene. Sa quando lasciare spazio alle canzoni, quando parlare e quando chiedere agli spettatori di seguirlo. Soprattutto, riesce a coinvolgere generazioni diverse. Nella sala, e nelle riprese, non ci sono soltanto bambini e adolescenti. Adulti, intere famiglie, tutti cantano e ballano, tutti condividono la stessa passione e la stessa voglia di partecipare.
Per chi non appartiene già al suo pubblico, la durata e la scelta di seguire fedelmente quasi tutto il concerto – più di 40 brani – possono risultare impegnative. Ma Ultimo non cerca di convincere gli scettici né di ridefinire la propria immagine. Il suo obiettivo era di conservare un evento irripetibile e restituirlo a chi ne ha fatto parte. E ci è riuscito.
Lo confermano anche i titoli di coda: quando parte Tutto, il nuovo singolo pubblicato da pochi giorni, molti spettatori conoscono già le parole e ricominciano a cantare. Per un momento sembra che il concerto possa cominciare di nuovo.

