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In “Tutto è possibile – Atto II” Geolier dimostra ancora una volta di giocare un altro campionato

Esce venerdì la deluxe dell’ultimo album del rapper napoletano. All’interno tre feat, ma i veri campioni a volte bastano a se stessi

  • Il14 Ottobre 2026
In “Tutto è possibile – Atto II” Geolier dimostra ancora una volta di giocare un altro campionato

Geolier

Quando a gennaio vi parlavamo di Tutto è possibile, l’ultimo album di Geolier, l’impressione che avevamo era che, più che il disco del rapper di successo che in pochi aveva scalato le classifiche, conquistato dischi di platino e riempito stadi, fosse quello di Emanuele. Sebbene Sonnambulo, infatti, iniziasse dicendo che “Manuel’ è muort ra’na cifra, t’ sti cifre l’hanno seppellit’”, la sensazione era che la persona dietro al personaggio fosse più viva che mai.

Non sembra dunque un caso, quindi, che Tutto è possibile – Atto II, la deluxe in uscita questo venerdì, si apra proprio con una lettera di Geolier Per Emanuele, toccando già da subito il punto più alto di una repack (avete presente quel concetto che usiamo per definire quelli che per la quantità di tracce sarebbero a tutti gli effetti progetti ex novo, ma che l’industria discografica utilizza per dare un boost agli streaming in vista della fine dell’anno?) che dimostra ancora una volta quanto il rapper napoletano giochi tutto un altro campionato.

Su un pianoforte e degli archi a tinte drammatiche, Geolier mette in scena un dialogo in cui sembra mettere in guardia se stesso da Emanuele, “nu pezzent sagliut ca mo sta miezz e ricch e vò fa verè ca c piac stu rilog ma nu capisc nient” che “Sta a Montecarlo pà F1 e nu sap nemmanc si vann a benzin”. Un “povr Dij” che conosce bene, come se fosse lui. Un plot twist interessante, che porta lo storytelling su un piano personale e che continua il percorso di ricerca e affermazione dell’io che si nasconde dietro le luci della fama.

Le collaborazioni di “Tutto è possibile – Atto II” di Geolier

Un percorso che continua anche in Emanuele e Andrea con Shiva, l’unica collaborazione che aggiunge davvero qualcosa alla deluxe e un dialogo sincero tra due artisti che sono in primis due amici. Impossibile invece, ascoltando Non sei più tu con Lazza, non pensare a Chiagne, ma il brano – pur essendo love – non raggiunge le stesse vette del suo predecessore, una hit dichiarata già dal primo ascolto.

In generale, i brani in cui Geolier brilla maggiormente sono quelli in cui è da solo, come ad esempio Rione di domenica, un pezzo dalle vibes East Cost che ricorda quelle di Money. A dimostrazione che i campioni, quando sono davvero tali, bastano a loro stessi.

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