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PEOPLE, il festival senza lineup dove la musica prende forma sul palco

Dopo otto anni l’evento è tornato alla Funkhaus di Berlino: 180 musicisti, una settimana di residenza artistica in 40 studi, poi le porte aperte al pubblico

  • Il20 Ottobre 2026
PEOPLE, il festival senza lineup dove la musica prende forma sul palco

Foto di Rozek

Al PEOPLE Festival alla Funkhaus di Berlino non c’è un cartellone fisso. Chi decide di andarci sa bene che sono presenti alcuni artisti ma non sa se riuscirà a vedere le loro esibizioni, e questo fa parte del gioco. All’ingresso della venue ti assegnano a un gruppo di appartenenza, ti consegnano un wristband e una tote bag, con all’interno una maschera di carta e il giornale del festival. La manifestazione è cashless: prendi un braccialetto, ti colleghi a un’app e ricarichi un importo per poter spendere i token in cibo e drink. Se non spendi tutto l’importo, ti restituiscono la parte rimanente. Funziona alla perfezione.

Sai che dovrai girare per le sale per tutto il giorno, senza sapere chi si esibisce. Il PEOPLE è il festival delle sorprese e dell’improvvisazione, dove gli artisti non vanno per proporre i loro successi ma per provare materiale inedito. Il festival è stato fondato nel 2016 da Justin Vernon (Bon Iver), da Aaron e Bryce Dessner (The National), Ryan Olson, Mary Hickson, Nadine e Tom Michelberger. Oltre alla prima edizione, ne è seguita un’altra nell’estate del 2018.

Il decennale di PEOPLE Festival

L’edizione di quest’anno ha celebrato i dieci anni dalla fondazione del progetto e si è svolta, come nel 2016, in ottobre. All’inizio del mese 180 musicisti da tutto il mondo hanno vissuto una settimana tra la Funkhaus e il Michelberger Hotel, lavorando in quaranta studi in formazioni sempre differenti. Senza lineup, senza gerarchie, senza compensi per gli artisti e senza profitti. Poi le porte si sono aperte al pubblico, il 10 e l’11 ottobre: oltre duecento concerti su undici palchi, dodici ore al giorno, in sale di varia capienza da cinquanta a mille persone.

La Funkhaus è una venue molto suggestiva: è l’ex centro radiofonico della DDR, costruito negli anni ’50. In particolare si fa notare la Saal 1, molto ampia, con un lampadario circolare e molto scenografico al centro e un’acustica pazzesca. Tutto il resto è molto essenziale.

«Il miracolo è già successo», hanno detto Nadine e Tom Michelberger e Mary Hickson nel benvenuto del 4 ottobre, davanti ai musicisti e ai 120 volontari arrivati da tutto il mondo. L’obiettivo era scrivere una storia nuova. E soprattutto ritrovarsi.

Aaron Dessner ha raccontato a Steve Marsh sul giornale del festival che tornare è come rientrare sulla scena di una battaglia, tra i fantasmi della prima edizione, dieci anni fa. Quest’anno ha portato quasi tutti i The National, tranne Matt Berninger. Nel raccontare i dieci anni di PEOPLE Festival, rivendica l’idea di base: dare spazio a una musica spontanea, fuori da un’industria diventata algoritmica.

PEOPLE Festival - 1 - foto di Rozek
Foto di Rozek

I tributi a Leonard Cohen e Sinéad O’Connor

Nel weekend, il lavoro svolto dai musicisti durante la settimana è diventato, finalmente, spettacolo. Siamo un gruppo di persone che si è incontrato nell’edizione del 2016 del PEOPLE Festival, da ogni parte d’Europa e anche dall’Italia. Ci siamo ritrovati a Berlino il venerdì sera e ci siamo subito immersi nell’atmosfera del festival, girando nei dintorni del Michelberger dove c’erano già tutti gli artisti, senza poterne incontrare alcuno. Rispettare la privacy di ogni partecipante fa parte delle regole del gioco.

Poi la mattina è iniziato per noi un viaggio a sorpresa che ci ha portato a vedere e ascoltare, tra gli altri, i Kings of Convenience, Erlend Øye ed Eirik Glambek Bøe. Un commovente tributo a Leonard Cohen con il figlio Adam Cohen insieme a Cassius Cohen, Michael Chaves, Angie McMahon e moltissimi altri, dedicato ai dieci anni dalla scomparsa di Leonard. Molto toccante anche il tributo corale a Sinéad O’Connor, in cui la sua musica è diventata per un attimo protagonista ed è stata celebrata anche la sua persona, in tutte le sue qualità, le sue battaglie e la sua forza.

Gli artisti italiani a PEOPLE Festival 2026

Tra gli artisti del PEOPLE Festival ci sono anche diversi italiani: l’esplosiva Daniela Pes, il tecnico del suono Francesco Donadello, Alessandro Giannelli, Walter Laureti e Moira Cappilli, Bianca Mangelli e Giulia Frattini, che hanno lavorato insieme nella Dance Room.

Moira Cappilli è una performer e coreografa che lavora su gesto e movimento, era già a PEOPLE nel 2016 e 2018. Nell’intervista sul giornale del festival dice che per lei c’è un prima e un dopo PEOPLE, e definisce l’edizione 2018 «l’esperienza più incredibile della mia vita». Ventiquattro ore al giorno per dieci giorni, come una metamorfosi. Temeva che una maggiore organizzazione spegnesse qualcosa, invece «la magia è accaduta di nuovo». Il training mattutino l’hanno chiamato molecular, perché le persone si muovono come una massa.

Racconta di una prova in cui cercavano un batterista: uno sconosciuto si è seduto ad ascoltare e alla fine si è offerto. «Ma chi ti ha mandato?», gli hanno chiesto. Per lei PEOPLE è questo: incontrare la persona giusta nel momento giusto, quella che cercavi senza saperlo.

PEOPLE Festival - 3 - foto di Derrick Belcham
Foto di Derrick Belcham

Chi ci auguriamo di vedere live in Italia

Ogni volta, per noi andare a questo festival rappresenta un modo per rinunciare al controllo e abbandonarsi alle emozioni. Tutto si basa sulla sincronicità: sai chi partecipa ma non sei sicuro di poterlo vedere e la scarica di dopamina e l’effetto sorpresa che ne derivano sono un’emozione fortissima. Tanto quanto riuscire a vedere i musicisti che ami, ai quali tieni particolarmente.

Nulla è scontato al PEOPLE. È un vortice di sperimentazione, contaminazioni artistiche, rivelazioni musicali. Interessante osservare i palchi che si alternano e immaginare questi artisti esibirsi anche nel nostro paese, in particolare Adam Cohen e la sua famiglia con il tributo all’intramontabile Leonard.

Tra i tanti nomi che abbiamo ascoltato e ci auguriamo di rivedere presto in Italia, oltre agli artisti e ballerini italiani, nonché i tecnici e i musicisti italiani con in testa la sarda Daniela Pes, ci sono sicuramente Angie McMahon, Gordi, SOAK, Aine Delaney, Fuensanta Méndez, Victoria Canal, Lucy Clearwater e Pomme.

Articolo di Luana Salvatore

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