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Red Bull 64 Bars Live a Taranto: una luce che brilla dietro il fumo scuro

Sabato sera alle Case Bianche di Paolo VI si è svolta la quinta edizione del format che porta il rap nelle periferie: protagonista assoluto è stato Kid Yugi, che da anti-idolo è diventato un vero local hero

  • Il5 Ottobre 2026
Red Bull 64 Bars Live a Taranto: una luce che brilla dietro il fumo scuro

Kid Yugi, foto di Gianfranco Tripodo

La prima impressione che si ha entrando nel quartiere Paolo VI di Taranto, nel cuore delle Case Bianche, dove di lì a poche ore si svolgerà la quinta edizione di Red Bull 64 Bars Live (dopo tre edizioni a Scampia e una a Corviale), è quella di trovarsi in una piccola città dentro la città, abitata da persone che, con il passare del tempo, hanno dovuto imparare a contare solo su loro stesse e sulle proprie forze. Il mastodontico complesso delle Acciaierie, del resto, dista meno di sei chilometri da qui, e per le vie anche i muri raccontano i dolori di una terra che continua a lottare di fronte a uno Stato a cui «ha chiesto aiuto e sta merda ha ghostato».

«L’Ilva ha ucciso mia madre», si legge sulla facciata di un palazzo. Una frase che colpisce dritta come un pugno in pieno volto e a cui è impossibile non pensare quando, a metà della serata, Kid Yugi chiama sul palco, perfettamente incastonato tra i palazzi, Fido Guido per eseguire Ilva (Fume Scure). Un brano già potentissimo, ma che in questo luogo assume un significato ancora più forte e necessario. E a portarlo non poteva che essere il padrone di casa, colui che più di tutti, negli ultimi anni, ha contribuito a mettere la Puglia sulla mappa del rap italiano e che, definendosi sin dall’inizio anti-idolo, è finito per diventare un local hero (e non solo).

Red Bull 64 Bars Live a Taranto: Kid Yugi, da anti-idolo a local hero

Si dice spesso che nessuno sia profeta in patria, ma la sensazione è che a volte i rapper siano un’eccezione, soprattutto se in quella patria sembrava impensabile anche solo desiderare che una vita diversa potesse esistere e che le cose potessero cambiare per davvero. E Kid Yugi, per i bambini che corrono e giocano nel piazzale delle Case Bianche adibito a backstage in cerca di una foto o di una chiacchiera con quegli idoli che fino a sabato potevano vedere solo attraverso uno schermo, è la dimostrazione che un sogno può crescere e realizzarsi anche lontano dai bagliori della città, in quegli stessi luoghi dove Red Bull con 64 Bars Live vuole riportare il rap.

E lo fa ospitando i grandi nomi della scena senza però perdere la componente popolare, senza dimenticare di essere ospiti dei del quartiere e non viceversa e, soprattutto, senza spettacolarizzare il disagio, ma coinvolgendo attivamente le persone nella riuscita di una serata che è molto più di un semplice concerto per i presenti.

I residenti delle Case Bianche diventano parte integrante dello show

I protagonisti dello show, infatti, non sono solo Kid Yugi, Arite 5ive, Nerissima Serpe, Sayf, Redman, Night Skinny, Papa V, Ele A e Rrari dal Tacco, ma tutti gli abitanti di Paolo VI che hanno accolto l’evento con entusiasmo e partecipazione, dai più giovani che vedono i propri artisti preferiti affacciandosi dalla finestra alla signora Santina che sul proprio balcone che dà direttamente sul palco ospita Ele A e il suo pianoforte, diventando così parte integrante di un grande spettacolo perfettamente e naturalmente integrato nel contesto, con tanto di casita riempita non di influencer, ma di ragazzi e ragazze di zona che dietro quel fumo scuro che annebbia la speranza, per una sera hanno visto brillare la luce. Con la speranza che sia solo la prima di tante.

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