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Sì Rkomi, ci mancava la tua musica ferita

Ieri sera al Fabrique è andata in scena la prima delle cinque date milanesi con cui il rapper di Calvairate celebra i 10 anni di un progetto che è diventato un culto della generazione 2016

  • Il4 Novembre 2026
Sì Rkomi, ci mancava la tua musica ferita

Era il 2016 quando in Oh Mama Rkomi definiva le coordinate geografiche della sua musica: Calvairate, Viale Molise, Piazza Insubria, Via Ugo Tommei, Piazza Ovidio, Piazzale Cuoco, Corvetto. Era infatti da quei luoghi a Sud Est di Milano che le barre di Mirko prendevano una forma tutta loro, che lo distingueva da tutti gli altri della sua generazione. Dure come il cemento e incazzate come solo la periferia sa essere, ma allo stesso tempo poetiche e liquide come un fiume in piena, esattamente come Rkomi, un anno dopo, avrebbe definito la sua penna ne La Solitudine.

Da Dasein Sollen, il suo primo piccolo capolavoro ufficiale (prima c’era stato infatti Calvairate Mixtape, una perla per veri appassionati attualmente disponibile solo su SoundCloud), sono passati dieci anni, eppure in quelle strade, vie e piazze continua a risuonare quella storia, che è sì di Mirko ma alla fine di tutti i ragazzi per cui stava finalmente vivendo quel sogno di cui Nas parlava in Illmatic.

Dieci anni, dicevamo. Quante cose possono succedere in tutto questo tempo? Può succedere di pubblicare uno dei dischi migliori del rap italiano – Io In Terra -, di cambiare pelle per esplorare nuovi territori. Di salire per due volte sul palco del Festival più famoso d’Italia, di riempire palazzetti con un disco che è molto vicino al diamante. Eppure, certe storie e certe sensazioni rimangono sempre lì. Annidate da qualche parte. Perché potrai anche togliere un ragazzo dal quartiere, ma non potrai mai togliere il quartiere da un ragazzo. O il rap dal rapper migliore che il 2016 abbia partorito.

Rkomi Milano

Milano, Rkomi e il ritorno al passato

E il concerto di ieri sera al Fabrique di Milano – il primo di cinque, di cui quattro andati sold out in un tempo che si calcola in minuti – per il primo compleanno a due cifre di Dasein Sollen ci ha restituito tutto quello che ci era mancato di Rkomi. La sua musica ferita, i pezzi che sono diventati dei classici per più di una generazione – quella di chi c’era e quella di chi è arrivato dopo -, quelli mai portati live prima d’ora, come Fuck Tomorrow con l’immancabile Night Skinny, che proprio in quel ragazzo di Calvairate aveva ritrovato la spinta per tornare a produrre, e la nostalgia che non diventa una trappola di marketing, ma un luogo in cui ritrovare le emozioni di un tempo, quando eravamo ancora in fondo dei Bimbi e i sogni erano ancora tali e non promesse disattese.

Ora siamo tutti cresciuti, le vite sono diverse, ma per una sera, al Fabrique, è sembrato che il tempo non fosse mai passato. Non perché fossimo tornati quelli di dieci anni fa, ma perché abbiamo ritrovato una parte di noi che, in fondo, non se n’era mai andata. Perché Dasein Sollen non è soltanto il disco con cui Rkomi ha iniziato a scrivere la sua storia: è il pezzo di storia che tanti di noi hanno scritto insieme a lui. E certi dischi, proprio come certe strade, non smettono mai di riportarti a casa.

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