Bresh a Milano ha dato il meglio di sé

L’Oro Blu tour è partito ieri sera dal Fabrique e il rapper/cantautore genovese ha portato sul palco tutte le sue anime
Bresh, Oro Blu tour, Fabrique 19.10.2022 (fonte: Fabrique)

“Roccia, ho portato il mare a Milano”, diceva Tedua nel 2017 in uno dei brani – Lingerie – che sarebbe diventato uno dei manifesti della nuova generazione di (t)rapper che avrebbero cambiato per sempre il gioco. Ieri sera, però, a portare il mare di Genova nel capoluogo lombardo è stato un altro componente della Drilliguria. Bresh, che nel 2017 non aveva fatto lo stesso scalpore del sopra citato e di Izi, ma che – pezzo dopo pezzo, con pazienza e dedizione – si è finalmente (e meritatamente) conquistato il suo posto su uno dei palchi più importanti della città.

Il concerto di ieri sera al Fabrique di Milano, per Bresh, è stato infatti il coronamento di un percorso partito a marzo con Oro Blu e che lo ha consacrato come uno dei nuovi astri del panorama italiano. E sì, diciamo panorama e non scena rap perché confinare Andrea Brasi in un’unica categoria vorrebbe dire porre dei limiti alla sua completezza artistica. Una completezza che dimostra anche sul palco. Bresh nella scaletta – fittissima, più di trenta tracce per un totale di due ore piene di live – alterna brani in cui sono evidenti le sue doti nelle barre e pezzi in acustico (Gaston, Mare Mosso e Guasto d’amore) che riecheggiano le radici del grande cantautorato genovese tanto caro al nostro.

Sul palco Bresh porta tutte le sue anime

Durante il live, Bresh porta sul palco tutte le sue anime, da quella più intima a quella più hip hop. Non ci si stupisce allora se al suo fianco troviamo Danila Satragno, la sua maestra di canto (ed ex corista di Fabrizio De André) e subito dopo la famiglia della Drilliguria al completo (Tedua, Izi, Disme, Vaz Tè) nella “posse track” Blue Face. E quando li vedi lì, tutti insieme su quel palco nella zona est di Milano a poche centinaia di metri dal quartiere dove solo qualche anno fa – quando il successo era ancora un sogno collettivo – condividevano un appartamento nelle popolari, non puoi che gioire per e con quei ragazzi che sono partiti dal niente e si sono presi tutto.

Il pubblico, composto per lo più da giovani e giovanissimi che hanno trovato in Bresh una delle penne più rappresentative della loro generazione, non si perde nemmeno una parola, neanche quando Andrea intona il suo personale omaggio al Genoa. Guasto d’amore, un pezzo che «non è mai stato pubblicato ufficialmente, ma che conoscete tutti». Ma che, assicura «uscirà prestissimo».

La data milanese ha aperto il tour invernale indoor di Bresh, che nei prossimi giorni sarà a Padova, Modena, Roma e Torino. E se prima Andre cantava e cantava senza la gente che lo ascoltava, ieri sera ad ascoltarlo in un Fabrique completamente sold out c’erano più di tremila persone. E Bresh, a Milano, ha davvero dato il meglio di sé.

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