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Caterina Barbieri ci sedurrà alla Biennale Musica con il techno futurismo e i pionieri dell’elettronica

S’intitola “La stella dentro” il 69° Festival Internazionale di Musica Contemporanea che si svolgerà a Venezia dall’11 al 25 ottobre. Sorprenderà tutti partendo da un semplice concetto: la musica come desiderio di vastità e di cogliere l’inconoscibile. Tanti nomi imperdibili come la “diva del diodo” Suzanne Ciani, Carl Craig, Actress, Fennesz e Mabe Fratti

  • Il27 Marzo 2025
Caterina Barbieri ci sedurrà alla Biennale Musica con il techno futurismo e i pionieri dell’elettronica

Foto di Andrea Avezzù. Courtesy La Biennale di Venezia

Sin da quando abbiamo sentito l’annuncio della nomina di Caterina Barbieri come nuova direttrice artistica per la sezione musica della Biennale di Venezia, è cresciuta la voglia di vedere cosa avrebbe messo in piedi. E l’attesa non è stata disattesa, anzi la conferma della effervescenza creativa della producer la si percepisce già dall’immagine poetica che sottende il suo progetto che prende forma sotto il nome La stella dentro. «Il desiderio di cose grandi, di vastità» ha spiegato stamane l’artista in conferenza stampa, presentando una parte sostanziosa, ma non completa, del programma, «vibrazione che permea il cosmo e ci attraversa con meraviglia, dalla molecola al moto planetario, il suono trasporta fuori dai confini dell’ego e apre all’incontro con l’altro – l’ignoto».

Il Festival si propone di esplorare la musica cosmica. Con questa definizione poetica Caterina Barbieri non vuole fare riferimento a uno specifico stile o una tradizione musicale quanto piuttosto al potere generativo della musica di creare nuovi mondi, oltre rigide definizioni di genere o affiliazione storica. Come lei stessa scrive nella presentazione: «Nell’estasi dell’ascolto, anche le nozioni di tempo e spazio si dissolvono: la musica ci insegna molto sulla relatività e i limiti della percezione umana. In questo, è simile a Venezia e alla sua vocazione alla mutevolezza: i giochi di riflessi, le fughe prospettiche, il movimento perpetuo di acqua e luce che dissolve i confini e apre allo spazio del molteplice e dell’infinito».

Le radici del Festival sono nella musica elettronica e nel minimalismo

Lo si capirà poi leggendo i nomi. La Biennale Musica di Venezia concepita da Caterina Barbieri si dirama in molteplici direzioni che esplorano connessioni fra passato e presente accostando tradizioni musicali apparentemente distanti tra di loro per stile, epoca e area geografica, ed espressione di una comunità. Ci sono incursioni nella musica antica, contemporanea, folk, drone music, techno e afrofuturismo.

L’inaugurazione dell’11 ottobre sarà scenograficamente di grande suggestione con un corteo musicale d’acqua dell’artista multidisciplinare e musicista di origine boliviana Chuquimamani-Condori. Una processione musicale di barchini attraverserà i canali di Venezia e culminerà in un concerto di Los Thuthanaka, il duo composto da Chuquimamani-Condori e dal fratello Joshua Chuquimia Crampton, davanti al bacino delle Gaggiandre all’Arsenale.

Un’altra commissione della Biennale Musica che dialoga con la presenza dell’acqua è il nuovo monumentale lavoro del compositore americano d’avanguardia William Basinski. L’artista re-immagina i tape loops della sua opera Garden of Brokeness per più pianoforti a coda, percussioni e motori di vaporetto, in prima mondiale a Venezia. In prima europea, invece, verrà presentato The Expanding Universe. Un’opera seminale concepita tra il 1974 e il 1977 da Laurie Spiegel, antesignana della sperimentazione elettronica ai suoi albori analogici, che esplora la relazione tra suono e cosmogonia. Per l’occasione verrà reinterpretata dal Dither Quartet, quartetto di chitarre elettriche di New York, noto per la versatilità con cui interpreta repertori sperimentali.

L’affascinante incontro tra passato e presente

Un’altra pioniera dell’elettronica nell’era analogica è l’italo-americana Suzanne Ciani. Al Festival sarà in nuova e stimolante collaborazione con Actress. Un incontro transgenerazionale che fonde lo stile fluido e organico dell’espressività sviluppata da Ciani sul Buchla con l’eclettismo ritmico del cosiddetto “R&B Concrète” di Actress. Il polistrumentista e compositore tedesco Moritz Von Oswald, invece, presenterà in prima italiana Silencio. Un progetto in collaborazione con un coro di 16 voci che sfida ed espande i confini della musica elettronica e delle tradizioni della musica corale, intrecciando macchinico e organico in modo magistrale.

Voce singolare nel mondo della percussione contemporanea, Enrico Malatesta esplora la fisicità del suono attraverso un approccio al tempo stesso minimale e radicale. Presenterà in prima mondiale la composizione Solo VI del compositore e organista tedesco Jakob Ullmann per percussioni e dispositivi di riproduzione audio. Oltre a Occam XXVI (2018) che la pioniera francese di musica elettronica e drone music Éliane Radigue ha scritto appositamente per lui. Punto di riferimento nella musica elettronica sperimentale e noto per il suo lavoro legato alla scala microtonale Colundi, Perälä ha costruito un proprio universo sonoro in continua espansione fatto di suoni digitali ispirati a strumenti ed elementi naturali. A Venezia, presenterà un concerto musicale site-specific in quadrifonia per il Teatro alle Tese, in collaborazione con Melissa Briand-Speirs.

E come non citare il maestro della della glitch music, Christian Fennesz che presenterà una versione espansa concepita per la Biennale Musica del suo lavoro Venice. Un manifesto assoluto dall’inconfondibile firma sonora del chitarrista e musicista elettronico viennese. Ci sarà anche il duo drone metal di culto Sunn O))), formato da Stephen O’Malley e Greg Anderson, il cui suono monolitico evoca la potenza trascendente e trasformativa della distorsione, della risonanza e del volume, sarà a Venezia con un set studiato per l’evento.

Sperimentazioni afrofuturiste e avanguardia elettronica di matrice nera

Oltre al già citato Actress, che nel clubbing ha convogliato le sue esplorazioni del linguaggio afrofuturista. nel programma c’è anche il teorico, musicista, e critico culturale DeForrest Brown Jr. che presenta in prima italiana il progetto elettronico Speaker Music. Un’esplorazione pulsante e ad alta velocità di ritmo, improvvisazione e futurismo sonoro, che incanala la tradizione modernista afroamericana della soul music e del ritmo.

Ci sarà anche il maestro della techno di Detroit, Carl Craig porta il suo suono visionario al Festival con un DJ set che incarna la ricca eredità di afrofuturismo e innovazione sonora della città. La violoncellista e cantante guatemalteca Mabe Fratti, riconosciuta per la sua capacità di intrecciare formazione classica e ricerca sonora sperimentale, presenta invece una performance site-specific in collaborazione con l’artista venezuelano I. la Católica e il batterista messicano Gibrán Andrade. Mentre per la serata di chiusura del festival, Ecco2k presenta a Venezia un set esteso e immersivo al confine tra performance e DJ set. Da oggi i programmi dei Festival di Danza Musica e Teatro, si trovano sul sito web della Biennale (www.labiennale.org).

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