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I Fontaines D.C. si aggiungono alla line up degli I-Days Milano 2027

La band irlandese sarà all’Ippodromo SNAI San Siro il 19 giugno e il giorno prima si esibirà al Rock in Roma

  • Il9 Settembre 2026
I Fontaines D.C. si aggiungono alla line up degli I-Days Milano 2027

Grian Chatten

Se non siete riusciti ad accaparrarvi un biglietto per il concerto dei Fontaines D.C. all’Unipol Arena di Bologna il 16 ottobre (andato immediatamente sold out, così come tutti gli show europei), non disperate. La band irlandese tornerà infatti in Italia nel 2027 per due date. I Fontaines D.C. si esibiranno il 18 giugno all’Ippodromo delle Capannelle per Rock in Roma, mentre il 19 giugno sono attesi come headliner degli I-Days Milano all’Ippodromo SNAI San Siro. Si aggiungono così ai già annunciati Blink-182, Bresh e Sombr.

I biglietti saranno disponibili in prevendita per gli iscritti a My Live Nation (date di Roma e Milano) e sull’app di I-Days (data di Milano) dalle ore 11 di giovedì 10 settembre, mentre la vendita generale partirà dalle 10 di venerdì 11 settembre sul sito di Live Nation Italia.

A Milano e Roma i Fontaines D.C. porteranno live il nuovo album

Durante il nuovo tour i Fontaines D.C. presenteranno dal vivo il loro nuovo album, Dopamine Chamber, in uscita il 16 ottobre. Il disco, anticipato dal singolo Marianne, uscito il 18 agosto, segnerà una nuova, decisa trasformazione nel percorso della band irlandese. “L’album nella sua essenza rappresenta una stanza della dopamina”, racconta Grian Chatten. “Ci entri e noi testiamo questi brani che alterano la mente o l’umore”.

Mentre Romance – che i Fontaines D.C. ci avevano raccontato in questa intervista – manteneva la tensione bilanciata, questo nuovo album la inclina. “Penso che Romance fosse al 60% umano e al 40% corrotto dall’automazione e da una perdita del sentimento” rivela Chatten, che ha passato parecchio tempo tra Venezia, Vienna e la Sicilia alla ricerca di ispirazione per i testi. “Questo album è un po’ più corrotto, diciamo al 60%: la maschera aderisce un po’ di più al volto.” Ha resistito a qualsiasi tentazione di facile ottimismo: “Ho pensato che sarebbe stato più potente lasciare fuori la speranza e riflettere onestamente la bruttezza. Questo disco doveva suonare più come un avvertimento catastrofico”.

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