I Fontaines D.C. tornano in concerto in Italia
La band irlandese sarà il 26 ottobre all’Unipol Arena di Bologna
I Fontaines D.C.
A distanza di poco più di un anno dall’ultima volta nel nostro Paese, i Fontaines D.C. tornano in Italia per l’unica data del tour di accompagnamento del loro nuovo album, Dopamine Chamber, in uscita il 16 ottobre. L’appuntamento con la band irlandese guidata da Grian Chatten è fissato per il 26 ottobre all’Unipol Arena di Bologna. I biglietti saranno disponibili in esclusiva per gli iscritti a Comcerto Family e My Live Nation dalle 11 di mercoledì 2 settembre, mentre la vendita generale su Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket partirà dalle 11 di giovedì 3 settembre. Oltre all’Italia, il tour europeo dei Fontaines D.C. toccherà anche il Portogallo, la Spagna, la Germania, la Repubblica Ceca, la Norvegia, la Danimarca, la Francia, l’Olanda, la Serbia e il Regno Unito. “Per i fan in Irlanda: avremo presto notizie per voi”, hanno scritto su Instagram.
Il disco, anticipato dal singolo Marianne, uscito il 18 agosto, segnerà una nuova, decisa trasformazione nel percorso della band irlandese. “L’album nella sua essenza rappresenta una stanza della dopamina”, racconta Grian Chatten. “Ci entri e noi testiamo questi brani che alterano la mente o l’umore”.
Mentre Romance – che i Fontaines D.C. ci avevano raccontato in questa intervista – manteneva la tensione bilanciata, questo nuovo album la inclina. “Penso che Romance fosse al 60% umano e al 40% corrotto dall’automazione e da una perdita del sentimento” rivela Chatten, che ha passato parecchio tempo tra Venezia, Vienna e la Sicilia alla ricerca di ispirazione per i testi. “Questo album è un po’ più corrotto, diciamo al 60%: la maschera aderisce un po’ di più al volto.” Ha resistito a qualsiasi tentazione di facile ottimismo: “Ho pensato che sarebbe stato più potente lasciare fuori la speranza e riflettere onestamente la bruttezza. Questo disco doveva suonare più come un avvertimento catastrofico”.
Il legame dei Fontaines D.C. con l’Italia
Dopamine Chamber rappresenta il cambio più radicale fino ad ora: sintetizzatori dai toni freddi, batterie marziali, sample e trigger, diversi brani completamente privi di chitarre e archi ispirati dal pop italiano degli anni ’60 trascinati in una dimensione sintetica. Per il chitarrista Conor Curley l’obbiettivo era di allontanarsi dai punti di riferimento della band: “Ero alla ricerca di qualcosa che puntasse al futuro.” Il disco è stato prodotto con James Ford tra Londra, l’entroterra Inglese e Palermo, dove Grian Chatten ha registrato le voci in una cabina improvvisata costruita con materassi e cuscini.

