Rock

Come “Wonderwall” degli Oasis è diventata l’inno non ufficiale dell’Inghilterra ai Mondiali

Oggi la canzone potrebbe risuonare più forte che mai se la nazionale inglese, fino ad ora imbattuta, riuscirà a superare la storica rivale Argentina nella semifinale

  • Il15 Luglio 2026
Come “Wonderwall” degli Oasis è diventata l’inno non ufficiale dell’Inghilterra ai Mondiali

La nazionale inglese

La nazionale inglese di calcio non ha commissionato un inno ufficiale per i Mondiali FIFA di quest’anno, ma forse la risposta era sempre stata davanti ai suoi occhi. Dopo ogni partita, infatti, l’Inghilterra si è schierata davanti ai tifosi ed è stata accolta dalle note di uno dei brani rock più celebri di sempre: Wonderwall degli Oasis.

Da allora la canzone ha registrato un notevole incremento di ascolti e vendite. Al momento, infatti, occupa il secondo posto della classifica globale Top 50 di Spotify, alle spalle soltanto di Dai Dai di Shakira e Burna Boy, inno ufficiale del torneo. Nel Regno Unito è salita di 20 posizioni nella Official Singles Chart rispetto alla settimana precedente. E potrebbe persino superare il suo storico picco, il secondo posto. Intanto, TikTok e Instagram sono stati invasi da video montati dai tifosi con le immagini dei festeggiamenti della squadra.

Anche negli Stati Uniti gli ascolti sono cresciuti sensibilmente. Domenica 12 luglio — il giorno successivo alla vittoria dell’Inghilterra nei quarti di finale contro la Norvegia — Wonderwall ha totalizzato 1,3 milioni di stream ufficiali on demand. Con un aumento del 108% rispetto ai 605mila della domenica precedente, secondo i dati preliminari forniti da Luminate.

Oggi si disputa Inghilterra-Argentina, e “Wonderwall” potrebbe risuonare ancora più forte

Il fenomeno è iniziato dopo la partita d’esordio contro la Croazia, il 17 giugno, vinta per 4-2 al termine di un emozionante incontro del girone disputato a Dallas, in Texas. Quando i giocatori si sono avvicinati ai propri tifosi per ringraziarli del sostegno, il DJ dello stadio ha fatto partire Wonderwall dagli altoparlanti. Ha dato così vita a un momento spontaneo destinato a diventare iconico. «I don’t believe that anybody feels the way I do about you now», hanno cantato a squarciagola i sostenitori, trascinati dalle imprese del capitano Harry Kane e della stella Jude Bellingham. Kane ha poi definito quel momento «uno dei più belli mai vissuti con la maglia dell’Inghilterra».

E oggi la canzone potrebbe risuonare più forte che mai, se l’Inghilterra riuscirà a superare la storica rivale Argentina nella semifinale. La partita si giocherà ad Atlanta, in Georgia, e un’eventuale vittoria porterebbe gli inglesi alla loro prima finale mondiale dal 1966.

Le due nazionali condividono una rivalità intensa, dentro e fuori dal campo. La Mano de Dios di Diego Maradona contribuì infatti alla vittoria dell’Argentina nel Mondiale del 1986, lasciando una ferita mai completamente rimarginata nel calcio inglese. Così come resta vivo il ricordo dell’espulsione di David Beckham nella sfida del 1998. Le tensioni tra i due Paesi riguardano anche le Isole Falkland — chiamate Las Malvinas dagli argentini — territorio dell’Atlantico meridionale sotto amministrazione britannica dal 1833. La guerra combattuta nel 1982 durò due mesi e provocò quasi mille vittime.

Gli altri inni non ufficiali

A differenza di precedenti inni dell’Inghilterra come World in Motion dei New Order, numero uno nel Regno Unito nel 1990, o Three Lions di Skinner, Baddiel e The Lightning Seeds — celebre per l’immortale ritornello «It’s coming home» — Wonderwall non contiene alcun riferimento al calcio. La sua adozione prosegue però una tradizione sempre più diffusa: trasformare grandi classici della musica in inni spontanei dei tifosi. Un esempio recente è Sweet Caroline di Neil Diamond, diventata una delle canzoni simbolo della cavalcata dell’Inghilterra agli Europei del 2020, conclusi con la sconfitta in finale contro l’Italia.

Il percorso di Wonderwall verso lo status di inno calcistico iniziò nel maggio del 1995. Scritta interamente da Noel Gallagher e interpretata dal fratello Liam, la canzone parla di una presenza affidabile su cui poter contare. «È una canzone su un amico immaginario che arriva per salvarti da te stesso», spiegò Noel alla BBC nel 2002, dopo aver dichiarato in passato che il brano fosse ispirato alla sua compagna dell’epoca, Meg Matthews.

Il pezzo divenne immediatamente un successo, raggiungendo l’ottavo posto della Billboard Hot 100, il miglior piazzamento mai ottenuto dagli Oasis nella classifica statunitense. Oggi è il loro brano più ascoltato su Spotify, con 2,8 miliardi di riproduzioni. Il doppio rispetto al secondo più popolare, Don’t Look Back in Anger. È sempre stato uno dei momenti imprescindibili dei loro concerti e si è confermato uno dei punti culminanti del tour della reunion Live ’25. Dopo l’entusiasmo suscitato dal ritorno sul palco, è stata pubblicata anche una versione dal vivo del brano come singolo.

La forza di “Wonderwall”

Wonderwall riesce in un’impresa rara: fondere malinconia ed euforia nell’arco di quattro minuti. I versi volutamente ambigui, il riff semplice e la combinazione di vulnerabilità e sicurezza nella voce di Liam Gallagher ne esaltano il fascino. Il brano si inserisce inoltre in una tradizione tutta inglese, quella di appropriarsi di canzoni dal forte contenuto emotivo e attribuire loro un nuovo significato. I tifosi del Liverpool intonano You’ll Never Walk Alone, tratta dal musical Carousel di Rodgers e Hammerstein, prima di ogni partita. Anche il Manchester City con Blue Moon e il West Ham United con I’m Forever Blowing Bubbles, standard americano risalente al 1919, hanno trovato nelle rispettive canzoni un modo per dare voce alle emozioni vissute ogni fine settimana.

I fratelli Gallagher hanno accolto con entusiasmo il fenomeno. Dopo la vittoria contro la Croazia, Noel ha dichiarato al Sun che «Wonderwall appartiene alla gente. Questo è stato un momento magico tra il pubblico e i giocatori». Dopo che il brano è stato cantato anche allo Stadio Azteca di Città del Messico in seguito al successo per 3-2 contro i padroni di casa, Harry Kane è rimasto letteralmente senza parole durante un’intervista del dopo partita. Liam ha commentato su X con il suo consueto stile: «Cantare così è un duro lavoro, Harry Kane! Forza Inghilterra! Forza Wonderwall!».

Resta da vedere se entrambi i fratelli Gallagher saranno felici qualora l’Inghilterra dovesse arrivare fino in fondo. Se infatti condividono la passione per il Manchester City a livello di club, sul piano internazionale le cose sono più complicate. Liam ha più volte espresso il proprio sostegno alla nazionale inglese, mentre Noel ha dichiarato in passato di tifare per la Repubblica d’Irlanda, in omaggio alle origini irlandesi dei suoi genitori.

Parlando a TalkSport alla fine di giugno, Noel ha raccontato che probabilmente assisterà comunque alla finale, qualunque sia la squadra qualificata. «Se l’Inghilterra arriverà in finale… i miei due figli tifano Inghilterra e saranno lì», ha spiegato. «Pensavo: “Che fortuna avete, piccoli sfacciati. Il Manchester City vince quattro Premier League consecutive e una Champions League, e voi vedete anche l’Inghilterra vincere una finale mondiale a New York mentre tutto lo stadio canta la canzone di vostro padre. Come se la vostra vita non fosse già abbastanza fortunata”».

Con una sola vittoria che separa l’Inghilterra dalla possibilità di conquistare il trofeo più prestigioso del calcio mondiale, Wonderwall potrebbe ancora dare la spinta decisiva alla squadra. Riusciranno davvero ad arrivare fino in fondo? E il successo degli Oasis conquisterà finalmente il suo momento da numero uno? La risposta a entrambe le domande è una sola: Maaaaaybe.

Share: