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BILLBOARD ITALIA X TUBORG

I Palea vincono Palchibelli 2025, in una finale molto punk e con un po’ di hip hop

La rassegna, giunta alla sua quarta edizione, ha portato in finale quattro artisti diversi dalle forti personalità

  • Il29 Novembre 2025
I Palea vincono Palchibelli 2025, in una finale molto punk e con un po’ di hip hop

“O pogate o ve ne andate”. La finale di Palchibelli 2025, il contest di Ostello Bello e Rockit in collaborazione con Tuborg, inizia con ottime premesse. La rassegna, arrivata alla sua quarta edizione, ha portato in finale i Rude Cinno, DbSeven, i Palea e gli Helen Burns. Per quest’anno quindi molto punk, tanto rock, e un briciolo di hip hop.

L’Ostello Bello è pieno di artisti, amici, conoscenti e fan della prima ora. Alle 21.30 circa si inizia e sul palco salgono i Rude Cinno, da Bologna. Il palco loro lo sfiorano, perché per il resto stanno a spintonarsi con il pubblico, che andava scaldato nel venerdì sera glaciale di Milano. Sono una specie di duo (+1) e il loro nome viene da un gioco di parole. La reference è quella del “rudeboy” anni ’60, il ragazzo mascalzone nato e cresciuto in strada, colui che avrebbe poi contribuito a diffondere le sottoculture ska e rocksteady.

I Rude Cinno, punk ruvido bolognese

Dopo circa sessant’anni, è improbabile che in zona Bologna esistano ancora dei traghettatori di questa estetica. Eppure i Rude Cinno (che vuol dire “ragazzo” in dialetto) esistono eccome, e spaccano. All’Ostello Bello ci mettono un niente a entrare in confidenza con la platea, tanto che per tutta la durata del set il palco lo lasciano praticamente solo alla corista, la famosa +1, un’Annarella moderna. Lei fa poco, pochissimo, ma lo fa bene. I rudi ragazzi trasportano così nella nebbia padana l’autoproclamata “rusco wave” della bassa bolognese.

“Rusco” vuol dire spazzatura, e i rimandi al letame non sono pochi. Del resto anche i CCCP, di cui potrebbero essere considerati parodia consapevole, avevano un gran rapporto con trattori, campi concimati e aperta campagna. Ecco, la copertina del loro ultimo progetto Bassa Qualità vede come protagonista un bel trattore, impantanato nel letame. Il suono, che sia in cuffia o in live, non tradisce le loro intenzioni, quelle appunto di fare del sano post punk ruvido, un po’ parlato, un po’ urlato, un po’ politico. Di un batterista, manco l’ombra.

Rude Cinno

Il rapper napoletano DbSeven

L’arduo compito di suonare dopo la performance travolgente dei Rude Cinno tocca a DbSeven. Che un rapper di Napoli non rappi in napoletano è una cosa non banale e da apprezzare. Il dialetto si è rivelato negli ultimi anni (da Geolier in poi) un’arma vincente per incarnare la cultura urban di Napoli, che nei casi più floridi è arrivata anche oltreoceano.

Il napoletano infatti è un po’ come l’inglese, una lingua che ha un flow e una ritmica con pochi eguali. Tornando a DbSeven, le sue barre sono molto semplici e dirette. Nella sua musica si mette ai raggi X e appare sincero e credibile anche sul palco e non solo in cuffia. Lo standing è quello di un lyricist puro, che canta ogni parola, senza grandi basi, cori o doppie. DbSeven è l’outsider di una serata dagli ampli distorti, che tornano fuori fase con i Palea.

DbSeven

I Palea, tra garage rock e nu metal

La band modenese ci mette poco a riattivare il pubblico dell’Ostello Bello. Il suono è quello che negli ultimi anni sta tornando, un perfetto mix tra garage rock britannico, pop punk, con sfumature di nu metal contemporaneo e anche dream pop. Insomma, i Palea sembrano mettere tanta carne al fuoco, punto che magari dovranno affinare avanti col tempo.

Per adesso, però, il muro di suono è travolgente. Durante la loro esibizione c’è un momento di trance collettiva. Gli stessi musicisti sono in sintonia perfetta tra loro e ogni nota, ogni sezione ritmica sembra avere un suono riconoscibile. La scrittura dei brani pare molto semplice, senza orpelli. La nota di colore, in questo caso, la dà il batterista, protagonista del set dei Palea, virtuoso e allo stesso tempo potente, senza mai strafare. All’Ostello Bello la temperatura si alza, per il gran finale in scia con questa vibe post punk un po’ nostalgica.

Palea

Gli Helen Burns, post punk catanese che non ti aspetti

È il momento degli Helen Burns, band catanese che fa rock alternativo, i più navigati della Finale di Palchibelli 2025. Gli Helen Burns sono quelli che più di tutti hanno in mente che tipo di percorso vogliono fare. Da piccoli ascoltavano band come i Molchat Doma, punkettoni post-sovietici, Strokes, Joy Division, New Order, e queste influenze si sentono tutte nella loro musica.

C’è da dire che è un tipo di shoegaze che deve piacere. I brani di per sé non hanno una struttura troppo definita, almeno nella loro versione live. Il loro set è più emozionale che altro, e stavolta tocca al frontman coinvolgere il pubblico. Bello vedere i Rude Cinno, i primi a esibirsi, pogare dopo ore sulla musica degli Helen Burns, sintomo che tra questa nuova scena di rocker c’è una solidarietà e una stima sincera. Poi, tolti i baci e gli abbracci al miele, la competizione è viva e giustamente a una sola delle quattro realtà emergenti spetta il titolo di vincitrice di Palchibelli 2025.

Helen Burns

Ghemon chiude la finale di Palchibelli 2025

Prima dell’annuncio, c’è spazio per il grande ospite della serata, Ghemon. L’artista campano negli anni ha saputo trasformarsi, dal rap conscious all’R&B con sfumature indie. In questa nuova fase della sua carriera è arrivato il momento della stand up comedy.

Ghemon nei suoi testi è sempre stato molto riflessivo e critico nei confronti dell’industria musicale: da qui l’esigenza comunicativa di parlare, oltre che cantare, è sembrata una conseguenza naturale della sua vena artistica. E il pubblico ha accolto da subito bene questo esperimento che, col passare dei mesi, si è trasformato in una carriera parallela.

C’è da dire che quello che fa Ghemon è unico nel suo genere. Tra un monologo e l’altro non fa a meno di inserire dei brani. Uno spettacolo da “one-man-show” che potrebbe rivelarsi una scelta vincente per un’artista che non ha mai strizzato troppo l’occhio al mainstream e che ha coltivato una sua identità, arrivando anche a grandi risultati commerciali.

Ghemon

La proclamazione dei vincitori di Palchibelli 2025

Dopo lo show di Ghemon, tocca a Vittorio Comand di Rockit (partner e organizzatore del contest) l’annuncio del vincitore. La giuria, composta da noi di Billboard Italia, Ostello Bello e Rockit, si riunisce e decreta il vincitore, per quella che è stata una discussione non facile tra quattro artisti diversi fra loro, ma tutti con una personalità forte. Quindi, tutti sul palco, in attesa del verdetto di Vittorio di Rockit. Per il 2025, il premio Palchibelli di Tuborg, Rockit e Ostello Bello va ai Palea, la band che alla fine ha messo d’accordo la giuria e che ha dimostrato quel qualcosa in più nella loro performance dal vivo.

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