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Sanremo 2023, le pagelle delle cover

I voti della quarta serata in diretta

Autore Billboard IT
  • Il10 Febbraio 2023
Sanremo 2023, le pagelle delle cover

Amadeus, Sanremo 2023 - Serata duetti - foto di Maria Laura Antonelli / AGF

Diciamocelo: la serata dei duetti è senza dubbio una delle più attese del Festival di Sanremo. Anche se quest’anno non tutti i big hanno preso alla lettera il senso della parola “cover”, la curiosità di vedere sul palco dell’Ariston accoppiate il più delle volte inedite è sempre altissima. E siccome alla fine della serata verrà decretato il duetto migliore e fino ad ora siamo stati molto buoni, anche noi vogliamo fare la nostra parte. Ecco allora, in diretta, le pagelle delle cover e dei duetti.

Ariete, sangiovanni – Centro di gravità permanente: 4

Premiamo il coraggio di Ariete, di 20 anni, con sangiovanni, suo coetaneo, che si confrontano con uno dei capisaldi della musica italiana con la giusta leggerezza. Ma purtroppo no, non ci siamo. Non azzeccano proprio le note. Voto: 4

Will, Michele Zarrillo – Cinque giorni: 5,5

La canzone di Zarrillo si adatta bene alla vocalità di Will e l’ex Sanremo Giovani si porta a casa una performance che lascia maggiormente il segno rispetto al brano in gara. Ma l’effetto Disney è sempre dietro l’angolo. Voto: 5,5

Elodie, BigMama – American Woman: 8

Elodie si trova a suo agio con le sonorità rock ed è grintosissima (bellissima, as usual) sul palco. Ruba anche una borsetta dalla prima fila come Piero Pelù nel 2020. Comunque potrebbe affrontare questo genere molto più spesso. Azzeccatissima la scelta di invitare BigMama sul palco, la rapper di Avellino ancora sconosciuta ai più con personalità da vendere. Voto: 8

Olly, Lorella Cuccarini – La notte vola: 6

Olly riscrive il testo de La notte vola rendendola quasi un inedito, apprezziamo il fatto di averla resa più personale ma c’è un quid che ancora ci manca per convincerci. Lorella Cuccarini riconosce fin dove può spingersi per non rubare la scena al protagonista. Ma il risultato non è scintillante come ce lo aspettavamo. Voto: 6

Ultimo, Eros Ramazzotti – medley: 7,5

Vincitori annunciati della serata delle cover? Sembrava tutto perfetto, pure troppo, ma per fortuna Eros, legittimo proprietario dei brani del suo medley, non ricorda le parole! Grazie a Dio! Ultimo sa stare al passo e gli suggerisce pure il testo. Che dire: due ragazzi nati ai borghi periferia che ce l’hanno fatta e di più e si incontrano sul palco. Voto: 7.5, anzi 8 per gli errori.

Lazza, Emma, Laura Marzadori – La fine: 8

È giusto che l’artista dei record dimostri tutta la sua capacità di rappare anche su un pezzo (e che pezzo, La fine, il migliore di Nesli) di un altro. Lazza chiama Emma ad aggiungere un po’ di energia grintosa. I due, graffiati quanto basta dalla vita per rendere ancora più intenso il brano, si prendono per mano, Jacopo finisce al piano, quasi si commuove. E il risultato si vede. Voto: 8

Tananai, Don Joe (e Biagio Antonacci) – Vorrei cantare come Biagio, Sognami: 7,5

Se già l’idea di coinvolgere lo stesso Biagio Antonacci per Vorrei cantare come Biagio di Simone Cristicchi era subito parsa geniale e paracula (c’è anche Don Joe alla produzione), a ciò Tananai ci aggiunge pure due rime sempre in stile e i due si mettono a cantare pure un medley di Biagio. Voto: 7,5

Shari, Salmo – Hai scelto il diavolo in me: 6

Shari e Salmo portano sul palco quello che più che un medley è un gioco delle parti. Lei quella l’angelo (con Hai scelto me), lui quella del diavolo. Insieme funzionano, ma la presenza scenica di Salmo è un ostacolo difficile da superare. Voto: 6 per il coraggio di esibirsi insieme al migliore showman del rap italiano.

Gianluca Grignani, Arisa – Destinazione paradiso:🍷

“Abbiamo fatto un casino Gianlu”, gli dice lei alla fine. Ok, in sala stampa ci stiamo chiedendo cosa stia succedendo. Non che ci si aspettasse che andasse tutto liscio con Gianluca Grignani e Arisa sul palco, però questo è proprio un viaggio. Nelle fragilità, nel disagio, nelle imperfezioni ma forse nella vita. E quando Arisa scende dal palco e canta in faccia a Coletta diventa davvero una gag (che poi ovviamente se lei fosse stata sola avrebbe cantato in modo intonato). Voto: 🍷

Leo Gassmann, Edoardo Bennato, Quartetto Flegreo – Medley: 6-

Leo Gassmann e Edoardo Bennato iniziano il loro medley con A cosa serve la guerra, un brano del 2003 ma che 20 anni dopo è ancora estremamente attuale. Durante la presentazione del duetto, Amadeus tira in ballo il rock n roll ma in questi tre minuti, di rock, ne abbiamo visto poco. E a portarlo non è stato sicuramente Leo Gassmann, che si cala meglio nei panni innocui del settimo Pinguino che in quelli del rocker. Voto: 6-

Articolo 31, Fedez – Medley: 4,5

Abbiamo solo una parola per definire questo revival degli Articolo 31 insieme a Fedez: cringe, come direbbe la gen z. Ma se J-Ax e DJ Jad giocano a fare gli adolescenti, chi siamo noi per non adeguarci? Gli anni 90 sono passati da un pezzo, ma loro sembrano non voler far pace con questa cosa. La domanda, poi, resta la stessa, ossia perché sia consentito portare un medley delle proprie canzoni. Divertono chi li ama. Voto: 4,5

Giorgia, Elisa – Medley: 10

Non c’è molto da dire. Fin dalla prima nota delle due vengono i brividi. Due voci incredibili che cantano due pezzi loro altrettanto forti. Non si offuscano, nessuna sovrasta l’altra. Voto: 10

Colapesce e Dimartino, Carla Bruni – Azzurro: 8

Colapesce e Dimartino prendono lo spirito leggero del festival e lo portano all’ennesima potenza rifacendo Azzurro con niente meno che con madame Carla Bruni. Il leggero non è mai veramente leggero, ce l’hanno insegnato loro in tutti i brani che hanno portato sul palco dell’Ariston e l’operazione con uno tocco di spirito snob riesce molto bene. Voto: 8

Cugini di Campagna, Paolo Vallesi – Medley: boh

I Cugini di Campagna erano partiti benissimo la prima sera, tanto da finire dritti dritti tra le nostre esibizioni preferite. Sembravano finalmente essersi catapultati nel 2023, ma per la serata delle cover hanno deciso di trasportare noi in un pub karaoke della provincia dell’hinterland milanese degli anni 80. Cantano ovviamente Anima mia perché è l’unica che anche loro ricordano del proprio repertorio e va bene così, a quel falsetto di Nick Luciani si perdona tutto. Voto: boh.

Marco Mengoni, Kingdom choir – Let It Be: 9

Il favorito del Festival prende il più classico dei classici e riesce nella difficile impresa di non farlo a pezzi, anzi scoprendone un’inedita anima gospel. Acuto finale degno di Aretha Franklin. Voto: 9

gIANMARIA, Manuel Agnelli – Quello che non c’è: 7

gIANMARIA non parte benissimo ma recupera. Del resto hanno scelto una canzone pazzesca degli Afterhours e dello stesso Manuel, che si mette totalmente a servizio dell’artista molto più giovane di lui. Bella la mano che si tendono alla fine. Voto: 7

Mr. Rain, Fasma – Qualcosa di grande: 5

Mr. Rain riscrive il testo, Fasma è composto al 20% di acqua e all’80% di autotune che lo rende davvero troppo metallico. Il risultato? Qualcosa di non troppo grande, che non si avvicina minimamente all’originale, e non in positivo. Voto: 5

Madame, Izi – Via del Campo: 8

Anche Madame e Izi si confrontano con una vetta inarrivabile come De André. Però ci mettono del loro e dimostrano che si può essere giovani con esperienza come negli annunci di lavoro impossibili. Madame continua a tessere un dialogo con una prostituta così come nel brano in gara e Izi porta avanti la bandiera dei rapper genovesi che hanno (in parte) preso il posto dei cantautori. Voto: 8

Coma Cose, Baustelle – Sarà perché ti amo: 6

I Coma_Cose scelgono una delle band più intellettuali, i Baustelle, per uno dei pezzi più pop-trash della musica italiana (anche trasformato in coro da stadio per l’occasione): che dire, il risultato non è convincente al 100%. Ok, l’effetto straniante ma ci aspettavamo di più. Voto: 6

Rosa Chemica, Rose Villain – America: 7

Non fatevi ingannare dai loro nomi, perché Rosa e Rose sono le vere quote dark della serata. L’operazione è semplice: portare un brano di una rocker come Gianna Nannini a un livello ancora più hardcore. L’intento prometteva scintille, la resa finale non ci fa saltare dalla sedia. Voto: 7

Modà, Le Vibrazioni – Vieni da me: 6

La canzone è bella, e non manca il momento singalong del pubblico dell’Ariston. Francesco e Kekko sono in forma, fanno quello che sanno fare. Ma nel Sanremo dei super giovani la loro generazione di mezzo fatica a trovare il giusto spazio. Voto: 6

Levante, Renzo Rubino – Vivere: 7

Vivere chiude il cerchio di Vivo, al di là delle semplici parole. Levante fornisce la sua versione che si scosta un po’ da quella originale di Vasco. Forse ci mette un po’ troppo pathos perché in fondo la canzone racconta di un sentimento di apatia totale. Voto: 7

Anna Oxa, Iljard Shaba – Un’emozione da poco: 7,5

Per la serata delle cover, Anna Oxa gioca in casa: canta infatti un classico di Anna Oxa e lo fa da Dio. E ci mancherebbe, direte voi. E invece no, vi diciamo noi, perché abbiamo visto come non sempre portare il proprio repertorio sia la scelta vincente. Ma Anna, con quella voce, può fare quello che vuole. Voto: 7,5

Sethu, bnkr44 – Charlie fa surf: 9

Vedere sul palco dell’Ariston i bnkr44 fa una notevole impressione. Perché hanno un suono talvolta pop ma hanno un’attitudine a volte da raver (ed è un complimento) a volte punk, a volte pogano anche, come negli anni ‘90. Con Sethu (che fa la sua ottima figura) riportano finalmente un po’ di energia su un testo bellissimo dei Baustelle ricco di tragicità attuale. Voto: 9

LDA, Alex Britti – Oggi sono io: 7

Alex Britti non fa in tempo a proferire parola che al primo giro di chitarra il pubblico esplode già in un applauso. Anche LDA, come gIANMARIA, si lancia in un’impresa titanica: reggere il confronto con l’artista cui il brano scelto per la serata appartiene. Luca ci prova, ma eguagliare l’intensità e il tormento di Britti in questo pezzo è praticamente impossibile. Soprattutto a 19 anni. Voto: 7

Mara Sattei, Noemi – L’Amour Toujours: 7

Pensi a Mara Sattei e Noemi insieme e immagini si lancino in un pezzo serioso dove emergano le loro doti canore. Invece scelgono L’Amour Toujours di Gigi D’Ag e le loro voci si sentono eccome ma ci fanno anche ballare. Alla fine mostrano anche un tatuaggio che si sono fatte stasera del simbolo di Gigi (che salutano perché non sta bene). Voto: 7

Paola e Chiara, Merk & Kremont – Medley: 7

Festival, Vamos a Bailar, Amici come prima con un mega mash-up di Merk & Kremont con quasi tutti i pezzi dance più iconici. Loro sono deliziose, dai, magari a volte non troppo sciolte, ma almeno abbiamo osato una gambetta giù dal divano Voto: 7

Colla Zio, Ditonellapiaga – Salirò: 8

Un duetto è una questione di chi-chi-chimica e i Colla Zio e Ditonellapiaga sembrano aver trovato quella vincente, anche se la presenza scenica di lei si fa decisamente sentire, talvolta anche a scapito dei cinque. Tanto da sembrare più Ditonellapiaga ft Colla Zio che il contrario. Il risultato è comunque molto piacevole, un friccicorio che ci rinvigorisce prima delle battute finali. Voto: 8

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