Interviste

Capo Plaza, l’amore al centro: dentro”4U EP”, il suo progetto più personale

L’artista di Salerno si racconta tra musica e consapevolezza e ci parla di una nuova, vulnerabile fase della sua carriera

  • Il16 Febbraio 2026
Capo Plaza, l’amore al centro: dentro”4U EP”, il suo progetto più personale

Raggiungiamo Capo Plaza il giorno prima di San Valentino – eh sì, il tempismo per questa intervista non potrebbe essere più azzeccato. La data non è casuale: segna l’uscita di 4U EP, un progetto che fin dal titolo suona come una dedica e che, traccia dopo traccia, rivela uno dei lati più intimi e consapevoli dell’artista. È forse il lavoro più introspettivo che Capo Plaza abbia pubblicato negli ultimi anni. Tra le tracce emergono l’amore per la sua compagna, crescita, rivincite personali e la sensazione di aver trovato un nuovo equilibrio. Le ferite e le delusioni non scompaiono, ma restano sullo sfondo, come parte del percorso: in primo piano ci sono affetto, gratitudine e una maturità che si riflette tanto nei testi quanto nell’attitudine.

Non a caso, parlando di sé, Plaza descrive la sua musica come un continuo bilanciamento: «È un po’ uno yin e uno yang. C’è la parte più scura e quella più leggera, la parte “love” e quella più arrabbiata». Un dualismo che attraversa i suoi progetti e che l’hip hop, come racconta, gli permette di esprimere senza filtri. In questo clima, prende forma la nostra conversazione: un incontro che, proprio nel weekend per antonomasia dedicato ai sentimenti, diventa l’occasione perfetta per raccontare il capitolo più sincero di Capo Plaza.

L’intervista a Capo Plaza

4U EP è più introspettivo rispetto a Hustle Mixtape Vol. 2, uscito a ottobre. Quanto è stato difficile mostrarti vulnerabile in un progetto così intimo?

È stato tutto molto naturale. Lavorare su pezzi più personali mi viene spontaneo, forse persino più che scrivere quelli “hard”. Il progetto nasce dal bisogno di essere più costante e di pubblicare musica che mi rappresenti davvero, senza lasciarla ferma in studio come in passato.

I brani sono arrivati senza forzature e per questo è uscito tutto velocemente: era il momento giusto. Quando faccio musica devo riconoscermi in quello che racconto, sentire che rispecchia ciò che sto vivendo. In questo periodo, semplicemente, al centro c’è l’amore.

In questo EP parli di maturità e rivincite personali: guardandoti indietro, qual è la “ferita” del passato che ti ha insegnato di più?

Le cose che mi hanno fatto crescere di più sono state soprattutto le delusioni nei rapporti, in particolare nelle amicizie. Perdere persone a cui tenevo o vivere incomprensioni fa male, ma ti obbliga a guardarti dentro e a capire meglio chi sei.

Queste esperienze mi hanno insegnato tanto, soprattutto a essere più consapevole. Oggi se dovessi descrivere la mia vita con una parola direi proprio consapevolezza. Non giudico nessuno, so che a volte sbaglio io e a volte gli altri, e ho imparato ad andare avanti senza rancore. Alla fine tutto serve per crescere e per capire meglio cosa vuoi davvero dalle persone e dalla vita.

In Nulla con Achille Lauro, due mondi diversi si incontrano: come è nata la scelta di Lauro come feat di questo pezzo?

Con Lauro ci conosciamo da tanti anni, più o meno dal 2016, e c’è sempre stato grande rispetto tra noi. È stato uno dei primi a credere in me e a supportarmi, e nel tempo abbiamo costruito un rapporto vero, prima umano e poi artistico. Io sono cresciuto con la sua musica, per me è sempre stato un punto di riferimento. La collaborazione è nata in modo naturale proprio da questo legame. Lui mi aveva invitato nel suo disco prima di Sanremo, il pezzo sarebbe dovuto andare in Hustle, ma poi mi son reso conto non avesse il giusto spazio, che ha invece trovato in 4U EP.

Resta Ancora Un Po’ racconta un amore che salva: quanto è cambiato il tuo modo di amare da quando hai iniziato a fare musica a oggi?

All’inizio della mia carriera dicevo che non avrei mai scritto canzoni d’amore, perché la mia vita era diversa e non sentivo quell’esigenza. Oggi invece l’amore è molto più presente nella mia quotidianità ed è entrato in modo naturale anche nella mia musica. Quando cambia la vita, cambia anche ciò che scrivi: per me è stato come respirare. Non è qualcosa che decido, seguo semplicemente un flusso. In Plaza vivevo una fase diversa.

Quanto è stato importante il contributo di AVA, MARRAMVSIC e Finesse nel creare l’atmosfera del progetto?

È stato fondamentale. In studio lavoriamo in grande sintonia, arrivo sempre con le idee chiare su ciò che voglio esprimere e loro mi aiutano a trasformarle con il beat più adatto. Non è mai un processo forzato: io curo la direzione artistica del progetto e loro la valorizzano. In ogni sessione chiudiamo almeno tre brani, non pensiamo ai numeri: lo facciamo per divertirci, e poi i risultati arrivano da soli.

Guardando il percorso da 20 ad oggi, che consiglio daresti al te degli inizi? Credi di essere cambiato tanto?

Se potessi darmi un consiglio, tornando indietro, mi direi di tenere gli occhi più aperti e di stare più attento a chi mi circonda: non fidarmi di tutti e non essere per forza così buono con tutti, ma semplicemente di curare meglio alcuni rapporti. Per il resto non cambierei molto, perché penso di essere rimasto ancora come allora: ho sempre fatto di testa mia e continuo a farlo.

Quello che direi, davvero, è “stai attento a chi dai fiducia”, perché c’è il lato buono e c’è anche quello cattivo, ed è un po’ come la mia musica: uno yin e uno yang. C’è la parte più scura e quella più leggera, la parte “Love” e quella più arrabbiata. Io sono sempre stato così, con queste due facce, e la mia musica riflette proprio questo. L’hip hop mi permette di raccontarle entrambe, perché è il genere in cui puoi spaziare di più.

Con 4U EP, cosa speri che il tuo pubblico capisca di te che finora non sei mai riuscito a dire davvero?

Non penso che il mio pubblico non abbia capito qualcosa di me, perché la mia fanbase è solida e mi capisce sempre. Se c’è qualcuno che deve forse svegliarsi un po’ è più il pubblico del rap in generale, perché all’inizio dicevano che ero sopravvalutato, mentre oggi a volte mi sento quasi sottovalutato. Io però non devo dimostrare niente: sono Capo Plaza e vado avanti per la mia strada. I miei fan capiscono quello che faccio e per questo continuo a farlo, perché so che ogni volta arrivano dove devono arrivare.

È un periodo in cui è difficile mettere tutti d’accordo: puoi fare un EP più d’amore e poi uscire con qualcosa di più incazzato e comunque qualcuno avrà sempre da dire. Però va bene così, perché i risultati parlano e io continuo a lavorare senza fermarmi. La cosa più importante è che sono davvero contento della mia fanbase. Sono ragazzi puliti, intelligenti, con ambizioni, e ogni volta che vado a un firmacopie o a un concerto non succede mai niente di negativo: si vogliono bene tra loro e c’è un clima bello. Sapere che posso contare su di loro e che loro possono contare su di me è la cosa che mi dà più soddisfazione.

Da Hustle Mixtape Vol. 2 a 4U EP in pochi mesi: dobbiamo aspettarci altra musica e nuove sorprese nel 2026?

La cosa più importante per me è avere la consapevolezza che quello che sto facendo mi piace, come è successo con questo progetto. Se una cosa non mi convince non deve diventare un obbligo: deve essere quella giusta. Se ci riesco, ben venga pubblicare altra musica anche nel 2026, perché per me non è finita qui. Però non voglio forzare niente: se succede, succede nel modo giusto.

Articolo di Ludovica Boi

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