Dal thriller all’horror, tutte le idee che mi passano per la testa: l’intervista a Joong Archen
In occasione dell’uscita della serie “Dare You To Death” abbiamo incontrato l’attore thailandese per parlare della sua vita professionale, artistica e personale
Quando ho incontrato Joong Archen nella sede di GMMTV a Bangkok, la serie Dare You to Death non era ancora in onda. Gli ho detto che adoro i thriller e lui, fuori dalla registrazione, mi ha risposto serissimo: «Non guardarla. Fidati, ci rimani male». Poi ha iniziato a descrivermi alcune scene. Me le raccontava come se fossero grottesche, quasi assurde, e io ero lì a pensare che forse il trailer ci avesse traditi, che non fosse un thriller psicologico ma uno splatter comico. La serie è arrivata qualche giorno dopo e ho scoperto che, durante la nostra “chiacchiera da bar” prima dell’intervista, mi aveva presa in giro. Era un thriller, eccome.
Da 2 Moons 2 nel 2019, Joong, dopo il passaggio a GMMTV, ha costruito una carriera fatta di serie come Star in My Mind, Hidden Agenda e The Heart Killers. Dal dicembre 2024 è anche membro dei JASP.ER, boy band della casa discografica RISER MUSIC. Il 29 e 30 agosto tornerà a Roma con Dunk per il loro secondo fan meeting italiano organizzato da JIB. La prima data è andata esaurita in poche ore e ne è stata aggiunta una seconda. Quando ci siamo visti a Bangkok, abbiamo parlato della sua vita, dei suoi hobby e di quello che lo aspetta.
L’intervista a Joong Archen
Com’è stata la tua prima ora sul set di Dare You to Death?
Ero davvero molto emozionato, perché c’erano un nuovo team, nuovi personaggi e un’energia diversa. Inoltre non avevamo mai lavorato prima con quei registi. Per prepararci meglio, avevamo seguito corsi di recitazione e workshop anche sulle scene di combattimento della serie. Per me è stato molto stimolante, perché dopo tanti tour in giro per il mondo sono tornato di nuovo alla recitazione. Questa cosa mi ha reso davvero felice.
Che metodo usi per imparare le battute in modo che suonino naturali?
Memorizzare le battute è molto importante, ma quello che mi aiuta davvero è capire che cosa vogliono i personaggi in ogni scena. Per me l’intenzione dietro alle parole è più importante delle parole stesse.
Qual è il personaggio che hai interpretato a cui sei più affezionato?
Probabilmente Khabkluen (n.d.r. della serie Star and Sky: Star in My Mind). In quel periodo mi sentivo ancora agli inizi, molto giovane e pieno di entusiasmo. A volte mi viene voglia di tornare un po’ indietro nel tempo. So di essere ancora giovane, ma in questi quattro anni sono cresciuto molto. Spero che la vita continui a migliorare, senza diventare più pesante.
Qual è una capacità fuori dalla recitazione che stai cercando di sviluppare?
Penso di stare migliorando il mio senso della direzione artistica. Ho già un’immagine mentale, una mia prospettiva. Anche guardando una stanza come questa riesco a immaginare idee, soluzioni creative, dove potrei mettermi, come potrei posare, come sistemare la luce. Riesco a vedere come uno spazio possa diventare uno studio. Amo anche la fotografia e quest’anno voglio iniziare a concentrarmi di più sulla videografia, perché l’anno scorso facevo soprattutto foto, mentre ora mi interessa di più realizzare video. Voglio imparare da solo. Ho già molte idee in testa, il problema finora è stato soprattutto il tempo, tra fan meeting, concerti e riprese dei drama.
Se potessi prenderti un mese lontano dal set, dove andresti e che cosa faresti?
Andrei all’estero. Probabilmente in Egitto, oppure tornerei in Turchia. Mi piacerebbe anche andare in Norvegia per vedere l’aurora boreale. Vorrei stare nella natura, esplorarla, immergermi nel mare, magari andare in montagna. Ho proprio voglia di stare a contatto con qualcosa di più naturale.
Che cosa fai in un giorno libero?
Di solito dormo, mi alleno, faccio un po’ di shopping e mi dedico a tutto quello che riguarda la cura di me stesso, tra spa, parrucchiere, nail spa e onsen. A Bangkok ci sono tanti posti molto belli. Ogni tanto cucino, anche se non spesso. Per via della palestra seguo un’alimentazione ricca di proteine, quindi preparo cose piuttosto semplici, come carne, avocado, pesce, salmone o petto di pollo. Nei giorni liberi mi piace anche giocare a board game con i miei amici, oppure fare sport come tennis e badminton, o andare a correre la mattina in un parco pubblico.
Hai anche un cheat day? In quel caso che cosa ti concedi?
Sì, decisamente il cioccolato fondente. Lo adoro, così come la torta al cioccolato fondente. Deve essere proprio fondente, con una percentuale di cacao molto alta, anche del 98%. E non deve essere neanche troppo dolce.
La sera esci, vai al cinema o fai altro?
No. A casa ho una televisione molto grande, quindi non ho bisogno di andare al cinema.
Che cosa fanno spesso le persone di sbagliato quando ti incontrano per la prima volta?
Spesso pensano che io sia una persona silenziosa, distante, un po’ altezzosa, piena di me, uno che fa sempre il cool e che è difficile da avvicinare. In realtà sono molto amichevole. Ho tante sfaccettature diverse e dipende anche da con chi sto parlando. Se qualcuno mi vuole bene, io ricambio cento volte tanto. E se tengo a qualcuno o amo qualcuno, si vede subito, perché sono terribile a nascondere i miei sentimenti. Si capisce dalla mia faccia, sia quando tengo a qualcuno sia quando qualcuno non mi piace. E in un certo senso questa cosa è utile anche nella recitazione, perché il pubblico riesce a percepire le emozioni.
Quale ruolo o genere ti piacerebbe provare in futuro e perché?
In realtà mi piacerebbe interpretare un cattivo. Mi affascina anche l’idea di fare un fantasma in un horror. I film horror thailandesi sono molto famosi, come Shutter, quindi sarebbe divertente interpretare proprio quel tipo di ruolo. Mi interesserebbe molto anche recitare in una serie storica thailandese. Penso che il mio aspetto si presterebbe bene a personaggi tradizionali e, allo stesso tempo, sarebbe un’occasione per imparare di più sulla Thailandia e sull’antica lingua thailandese.
Articolo di Ambra Schillirò
