Le cose che (ancora) non sappiamo di Mara Sattei
Abbiamo incontrato la cantautrice a pochi giorni dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo per farci raccontare anche cosa c’è dietro al suo nuovo album, “CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO”, in uscita oggi, 13 febbraio
Se Universo è stato il suo biglietto da visita e CASA GOSPEL un joint album ben riuscito, CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO è il ritratto più veritiero di Mara Sattei. Il nuovo album della cantautrice esce oggi, 13 febbraio, in formato digitale, mentre la versione fisica del disco uscirà il 27 dello stesso mese con l’aggiunta di brani inediti tra cui Le cose che non sai di me, canzone che verrà presentata tra pochi giorni sul palco del festival di Sanremo. «A me piace pensare che ogni disco sia un progetto diverso e qui volevo fare vedere un’altra parte di me», ci svela l’artista.
Mara Sattei è una dei Big in gara a Sanremo 2026, ma nonostante l’artista non abbia fiducia in una sua possibile vittoria nella competizione canora, ci racconta tutta l’emozione che sta vivendo nel tornare sul palco della kermesse. La prima volta è stata nel 2023 quando ha portato Duemilaminuti scritta da Damiano David. Questa volta, vedremo l’artista in una veste completamente autobiografica e cantautorale.
Un cerchio che si chiude anche con le collaborazioni che sono presenti all’interno del disco. Una fra tutte quella più che collaudata con il fratello, thasup, sia nella produzione che nel feat di everest. Noemi, che accompagna la voce della cantautrice romana in gran rumore e con cui Mara Sattei aveva cantato al suo primo Festival. Immancabile anche Mecna con cui non solo sarà presente sul palco di Sanremo 2026 nella serata cover, ma con cui ha unito la sua penna in eravamo un’idea. Al centro di tutto c’è e rimane il tempo, che per Mara Sattei è «la cosa più preziosa che abbiamo» e proprio per questo non ha la fretta di sollevare il premio del festival della canzone italiana.
L’intervista a Mara Sattei
Per te è il secondo Festival. Come lo stai vivendo rispetto alla prima volta?
Sicuramente con una consapevolezza diversa. So a cosa sto andando incontro. Ma è comunque un po’ come se fosse ancora la prima volta perché vado con un brano scritto da me, con le mie parole. A livello emotivo è la stessa cosa, le emozioni sono sempre le stesse.
C’è qualcosa che ti spaventa?
Ma no, alla fine è la cosa comune dire: “Voglio spaccare, voglio cantare bene”. Vorrei far passare anche l’emotività giusta del brano, ma penso sia anche l’intento che tutti e 30 gli artisti in gara si pongono.
Hai delle aspettative sul pubblico?
Spero arrivi l’emozione del brano. È una canzone d’amore, quindi sono molto curiosa di come la prenderanno.
A proposito di Le cose che non sai di me, cosa puoi dirci di più dietro a questo brano?
È una dedica d’amore che ho fatto al mio compagno e parla proprio dell’inizio della nostra relazione. Noi ci siamo conosciuti sul palco, lui è il chitarrista del mio tour. Poi a un certo punto io ho confessato il mio amore e da lì abbiamo iniziato a conoscerci come persone più che come artista e musicista. Le cose che non sai di me parla di tutte le cose che non sapevamo l’uno dell’altro, nonostante noi ci conoscessimo già da due anni. Parla del primo periodo, quando è scattato l’amore.
Io dico “la tua voce guarisce il mio disordine” perché uscivo anche da un periodo in cui avevo appena finito Sanremo 2023 e mi sono presa degli anni per scrivere questo disco. Era una fase complicata per me a livello mentale, dovevo riorganizzare la mia vita. Questo brano è una dedica, quando conosci la persona giusta e ti trovi notti intere a parlare di di te, comprese anche appunto le cose che non hai mai detto a nessuno.
Per citare la tua canzone, cosa non sappiamo di te?
Forse che sono molto determinata. Sono timida, ma allo stesso tempo quello che voglio lo faccio e vado v dritta, sia sul lavoro che nella mia vita personale.
Di fatto hai un album pronto. Come mai tra tutte le canzoni che avevi hai scelto proprio questa per Sanremo?
Non ti so spiegare la sensazione di quando tu scrivi una canzone, poi il giorno dopo la riascolti a mente lucida e acquista più emozione. L’abbiamo lavorata in studio, abbiamo scritto tutto e nei giorni successivi ogni volta che l’ascoltavo cresceva la voglia di riascoltarla ancora. Ho visto che aveva una quota emotiva molto forte, diretta, vera e ho pensato fosse giusta per quel palco. Non l’ho scritta apposta per il Festival, ma sono andata semplicemente in studio in sessione di scrittura ed è uscita.
Se dovesse presentarsi la carta Eurovision, la coglieresti?
Voglio prima di tutto vivere l’esperienza del Festival e arrivare alla fine di tutto. Poi se dovesse mai presentarsi questa possibilità, anche se non credo, vorrei prendere una scelta consapevole. Comunque io credo che la musica abbia un potere molto forte e veicola messaggi importanti. Penso che anche andare su dei palchi dove si possa portare una voce sia sempre giusto e importante.
Perchè dici “non credo”? Non pensi di vincere?
Non lo so, cioè, non è proprio la cosa che pensi quando fai Sanremo. Comunque è il mio secondo Sanremo, mi sto facendo conoscere, spero che questo brano arrivi a più persone possibili e piano piano sto costruendo una carriera e un percorso del quale sono molto fiera. Ogni cosa poi ha il suo tempo.
Parlando invece della serata cover. Porti L’ultimo bacio di Carmen Consoli, come mai questa scelta?
Penso sia uno dei brani più belli che noi abbiamo nella discografia italiana. È una canzone di Carmen Consoli che per me è una grandissima cantautrice e volevo renderle omaggio. Sono entrata in punta di piedi in questo brano. La risposta è stata molto bella, Carmen l’ha ascoltato e le è piaciuto molto, quindi sono molto felice. Poi porto con me Mecna. Io sono molto sua fan e della sua scrittura. Penso abbia una penna molto profonda e volevo qualcuno che desse un valore aggiunto a questo brano.
Come vi siete approcciati al pezzo?
Non posso dirti nulla sul riarrangiamento, ma per me questa canzone ha un significato particolare: mi ricorda una parte della mia adolescenza. Lo portiamo col massimo rispetto.
Mecna è anche tra i feat del tuo nuovo album.
Noi per diversi anni dicevamo di volerci beccare in studio e di fare qualcosa insieme. Il brano che abbiamo insieme, eravamo un’idea, è nato proprio la prima volta che ci siamo visti in studio e la cosa bella è stata trovare la conferma di avere penne affini. Io sono entrata dicendo: “Voglio fare una canzone triste, introspettiva”. Poi è nata anche un’amicizia, lui è una bellissima persona e soprattutto ho un grande rispetto per la sua carriera.
Non mancano nemmeno voci come Noemi e quella di tuo fratello Davide (thasup).
everest è il brano con mio fratello ed è nato mentre eravamo in Puglia. All’inizio è nato come un brano mio, nel senso che aveva un suono cantautorale. Poi gli ho chiesto di intervenire sul pezzo. Il nostro approccio creativo cambia sempre di brano in brano, alcuni li scriviamo direttamente insieme, altri capitano così ed è molto diverso da tutto quello che avevamo già fatto uscire.
Con Noemi ci siamo conosciute anni fa quando avevo postato una sua cover su Instagram, forse era il 2019 e lei mi ha commentato. Poi lei è di Fregene, vicino Fiumicino. Insomma, ci siamo viste in studio, io le ho presentato questo pezzo, lei è impazzita e abbiamo registrato insieme. Molto spontaneamente, così come con Elisa, io ho pensato subito a lei quando ho scritto il ritornello. In una settimana mi ha fatto arrivare la strofa.
Idem con Ultimo, ho pensato che lui potesse avere quella sensibilità artistica giusta con cui chiudere un testo. Per non parlare di Madame: anche con lei c’è stata una bella energia a livello sia umano che artistico. Il disco l’ho scritto io, ma tutti i contributi di scrittura si sono incasellati come dei tasselli di un puzzle.
Universo è stato il tuo biglietto da visita. Cosa c’è in questo album che lo differenzia?
Sono due album che parlano la stessa lingua perché c’è la mia scrittura come filo conduttore. Universo lo descrivo come un insieme di tanti mondi di Mara Sattei, ci sono tantissime sfaccettature. In CHE ME NE FACCIO DEL TEMPO volevo dare un’impronta cantautorale, quindi dove la comprensione delle parole era fondamentale. Ciò non toglie che mi piace giocare con le metriche e con la voce. In questo album avevo proprio l’esigenza che ogni brano arrivasse al pubblico. Ho cercato un’identità sonora, un suono unico, Non che Universo non ce l’abbia, ma forse aveva un approccio più urban. Questo disco abbraccia di più il pop.
Il titolo è molto evocativo. Che valore ha per te il tempo?
Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo. Viviamo in un periodo storico dove tutto corre troppo veloce, a volte noi siamo lì che lo rincorriamo affaticati. Invece, secondo me è importante fermarsi e dare il giusto valore e peso alle cose che abbiamo, che facciamo, goderci i nostri momenti più importanti che non torneranno. Bisogna far pace col tempo che scorre invece di viverlo con l’ansia.
