Interviste

Serena Brancale a Sanremo 2026 per «curare la nostalgia con un sorriso»

La cantante, premiata come “Powerhouse” a Billboard Italia Women in Music, torna all’Ariston per la seconda volta, con un brano dedicato alla mamma scomparsa nel 2020

  • Il28 Gennaio 2026
Serena Brancale a Sanremo 2026 per «curare la nostalgia con un sorriso»

Foto di Thom Réver

L’anno scorso Serena Brancale ha stregato il pubblico di Sanremo con la sua Anema e Core, che è diventata un successo da disco di platino. Poi è stata fra le protagoniste di Billboard Italia Women in Music 2025, dove è stata premiata come Powerhouse e ha tirato fuori tutta l’ironia (e autoironia) di cui è capace nella conversazione con la conterranea Giulia Vecchio.

Dopo l’annus mirabilis che è stato il suo 2025, Serena Brancale ora torna a Sanremo da protagonista. Ma, anziché puntare su quella “cazzimma” che la contraddistingue, lo fa portando un brano che mette a nudo tutta la sua vulnerabilità. Qui Con Me infatti è dedicata alla mamma scomparsa nel 2020, una ballad «per curare la nostalgia con il sorriso».

A qualche settimana dall’inizio del Festival di Sanremo 2026, abbiamo incontrato Serena Brancale per fare un bilancio delle soddisfazioni degli ultimi anni e aprire uno sguardo sui sogni ancora da realizzare.

Serena Brancale - Sanremo 2026 - 2 - foto di Thom Réver
Foto di Thom Réver

L’intervista a Serena Brancale

Prima volta fra i Big di Sanremo, successo travolgente di Anema e Core, un tour di 40 date, premio “Powerhouse” a Women in Music… Ci fai un tuo bilancio del tuo 2025?

Quando cominci a diventare grande, le cose hanno un nome importante, che sia un tour, un’intervista, un premio… Oggi è una canzone che rimarrà per me importante per sempre. Non avevo mai dedicato – soprattutto sul palco di Sanremo – una canzone a mia madre. Il 2025 è stato un anno magico, ma questo 2026 sarà molto dolce, materno.

Hai detto: “In questo brano ci sono tutte le fragilità che ho sempre nascosto”. Quali sono queste fragilità? Perché le hai tenute nascoste finora? E perché adesso è il momento giusto per mostrare questa vulnerabilità?

Perché il dolore ti rende fragile, quindi non ne parli mai. Eviti di parlare del dolore perché è meglio cantare la felicità, la gioia. Ho sempre cercato di procrastinare il momento giusto per affrontarlo. Lo sto facendo attraverso la musica, con questa canzone. Ora mi sento pronta perché sono passati sei anni, mentre nei primi anni dopo la sua scomparsa non lo ero affatto: avrei pianto, mi sarei sentita non all’altezza di parlarne. Ora è tutto diverso, sono cresciuta.

Come definiresti il sound della canzone, soprattutto in confronto a quelli di Baccalà e Anema e Core?

Un sound romantico, di cura alla nostalgia, per risolverla col sorriso. È una pop ballad che ha anche delle sonorità jazz: mi rappresenta al 100% perché mi piace avere tutte e due le componenti.

Nella nostra conversazione a Women in Music abbiamo parlato molto del tuo profilo di artista che ha costruito il proprio successo pazientemente nel corso degli anni. Cosa ti sentiresti di dire a chi sta muovendo i primi passi nella propria carriera musicale?

Direi di essere sempre consapevole di quello che stai facendo, del genere musicale che ti piace, approfondendone le origini. Così puoi delineare una personalità artistica che sia tua e non imitazione di qualche tuo punto di riferimento. Tutto questo si può fare solo con lo studio, la ricerca, la curiosità. Consiglio di andare a scuola di musica, studiare, approfondire uno strumento, cercare vie diverse, conoscersi, per arrivare a definire una strada musicale personale.

In questo tuo percorso ci sono stati momenti in cui ti sei sentita persa, in cui pensavi di non farcela? Se sì, cosa ti ha spinto a rialzarti e guardare avanti con determinazione?

Non avuto grandi momenti di scoraggiamento nel mio percorso musicale. Fra concerti, insegnamento, masterclass mi sono sempre cibata di questo. Non ho mai cambiato lavoro o fatto altro. È da diciotto anni che canto. Prima di arrivare a Sanremo Giovani nel 2015 ho fatto tanta gavetta in Puglia, tanti concerti, feste private, e questo mi ha sempre fortificato. Ero sempre piena di entusiasmo nel fare quello che sognavo di fare.

Alcuni tuoi brani hanno avuto una risonanza internazionale e tu stessa ti sei esibita nei vari Blue Note in giro per il mondo. Quali sono le tue ambizioni di carriera al di fuori dell’Italia?

Mi piacerebbe continuare a cantare all’estero, con una band ancora più ricca di strumenti per portare tutta la musica che mi piace. Non solo in trio o quartetto ma con una vera e propria orchestra: sarebbe un sogno che spero di realizzare, un giorno.

Serena Brancale - Sanremo 2026 - 3
Share: