La felicità è la vera rivoluzione di Sissi: l’intervista
Stanotte uscirà “Colpo di stato”, un brano che segna una nuova tappa nel viaggio la cantautrice: ce lo ha raccontato dopo un live intimo e pieno d’amore
Sissi
La parola che Sissi pronuncia più volte durante la nostra intervista è “felicità”, in tutte le sue declinazioni: è in un momento sereno della sua vita, si sente connessa con se stessa e libera di fare arte come ha sempre sognato. La incontriamo all’indomani di un live intimo, raccolto e dalle atmosfere eteree che ha messo in scena a Milano, dove ha portato tre brani inediti che segnano una nuova tappa del suo nuovo viaggio. Una performance che ha restituito perfettamente l’idea che Sissi oggi ha della musica: artigianale, suonata per davvero (con una band e un coro, una cosa che – come ci racconta in questa intervista – desiderava da tanto tempo), e che non rincorre i tempi prestabiliti e i trend, ma segue solo quelli delle sue emozioni e il suo gusto, complice anche l’aver smesso di essere – come dice lei – una people pleaser.
Tra i tre brani che ha presentato in anteprima c’è Colpo di stato, il suo nuovo singolo che uscirà stanotte. Ce lo ha raccontato in anteprima, e abbiamo capito che per Sissi la vera rivoluzione è la felicità.
L’intervista a Sissi per “Colpo di stato”
Hai deciso di presentare tre nuovi brani con un live molto intimo. Ci racconti questa scelta?
Era da un po’ che ci lavoravamo perché volevamo comunicare questo nuovo progetto puntando tanto sul live. A me è sempre piaciuta l’idea di avere una band, suonare insieme. Abbiamo anche aggiunto i cori, cosa a cui tenevo molto. Ci siamo divertiti molto: non avevo mai cantato con un coro e per me è stato totale. Quindi abbiamo deciso di preparare tutto puntandosul fatto che fosse davvero tutto live e comunicare queste nuove canzoni così. Era un po’ la mia dimensione che volevo riprendere. Sono cresciuta guardando solo live veri, e ho detto: facciamolo anche noi. E poi con Walter, Tommaso, Olly, Olga, e Koki abbiamo preparato tutto questo rendendolo più etereo, con meno sovrastrutture, più naturalezza. Sono molto orgogliosa.
Come è nata Colpo di stato?
Ero in un periodo particolare quando abbiamo fatto la session per questo brano: stavo entrando nel love, nei feelings, un’altra volta, e mi spaventava capire se fossero reali e naturali. C’è molta vulnerabilità, è un brano molto intimo perché secondo me questo è il sentimento più vero di tutti; è facile dire “wow, sì, bellissimo, sono innamorata”, ma c’è anche la paura. Anche stavolta ho lavorato con Walter e Marcello, il nostro producer: siamo sempre noi, il team non si cambia. Ormai, vivendo tutti insieme e vivendo cose simili, ci capiamo bene. Per questo viaggio mi premeva togliere tanto, lasciare solo la musica per com’è davvero.
Alla fine della tua esibizione hai detto che quelle che abbiamo ascoltato sono le prime cose che stanno uscendo dal tuo nuovo viaggio. Dove ti trovi in questo momento?
Per Hooligans, l’ultimo singolo che si rifaceva a XS, eravamo andati per qualche giorno a Vietri, in una casa sul mare. Guardandomi intorno ho pensato “cavolo, mi piacerebbe riportare questo sentimento nella musica”. Allora abbiamo iniziato a scrivere cose nuove, meno elettroniche, più strumenti veri, più band. Me lo immaginavo più crudo, meno artefatto. Non che prima facessi cose artefatte, però mi piaceva tornare un po’ all’origine della musica, quella suonata davvero. Anche il luogo ci ha ispirati molto. Da lì ho detto: “questo deve essere un nuovo viaggio”, e sto entrando sempre di più in questa nuova dimensione. Sono più innamorata della vita, più tranquilla, meno arrabbiata rispetto a XS. Quindi è tutto giusto. Ecco, mi sento più sincera, come se non ci fosse bisogno di spiegare troppo.
Si sente molto l’artigianalità, il fatto che non sia musica veloce. Come vivi questo contrasto con i tempi dell’industria?
Prima la vivevo male. Ora meno, perché sto facendo davvero quello che sento. Se lavori su qualcosa che vuoi davvero fare, il tempo diventa relativo. Io sono molto perfezionista, mi preparo tantissimo, non prendo mai nulla sotto gamba. Però ora sono anche più tranquilla: sento tanto amore da parte del pubblico, e questo cambia la resa. Magari in otto mesi facciamo tre canzoni, mentre altri ne fanno tantissime, ma sono fiera dei miei tempi. Sono più serena, più connessa. Sono davvero felice.
Quindi felicità e serenità guidano questi nuovi pezzi?
Sì, ma anche trasparenza, tranquillità, connessione. Meno odio, più amore. Poi ovvio, dipende dai giorni!
E cosa è cambiato rispetto all’inizio?
Ascolto molto di più il mio gusto. E seguo quello che sento dentro. Sono sempre stata una people pleaser, ora meno. E poi ho iniziato anche a studiare, ad esempio la chitarra: mi ha reso più umile, mi ha fatto capire quante cose posso ancora imparare. Mi ha fatto tornare a essere un’alunna. Ora do valore a cose che prima trascuravo. Mi aiuta anche a concentrarmi, a uscire da me stessa.
Cosa ci aspetta per il 2026?
Sicuramente tanti live. Suonare sempre di più, cantare, fare tutto dal vivo. La musica suonata fa sentire di più il cuore, e condividere il palco con persone che amano così la musica è bellissimo. È come un ritorno all’origine della musica, e avevo davvero bisogno di sentirmi abbracciata dalla musica e dalle persone, e penso che ci stiamo riuscendo, piano piano. Le cose semplici per me sono piene di dettagli: dietro ogni musicista c’è una storia, questo mi rende felice. È un processo, e sono grata a chi mi permette di farlo in modo libero.
Hai trovato un team che ti lascia tanta libertà?
Totalmente, sento che tutto si sta riallineando, ed è bellissimo. Se fai le cose con sincerità, prima o poi tutto si allinea. Al di là dei numeri, per me conta questo, perché altrimenti sarei triste. E invece queste cose ti riempiono davvero: questo è il motivo per cui lo faccio.
