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Perché “Blue Monday” è (soprattutto) il capolavoro dei New Order

Il brano cult, che è ancora oggi il vinile singolo a dodici pollici più venduto di sempre, è in grado di migliorare anche il giorno “più triste dell’anno”

  • Il19 Gennaio 2026
Perché “Blue Monday” è (soprattutto) il capolavoro dei New Order

La copertina di "Blue Monday" dei New Order

Il 19 gennaio 2026, secondo lo psicologo Cliff Arnall, professore dell’Università di Cardiff, è ufficialmente il “Blue Monday”, il giorno più triste dell’anno. Una data non casuale (il terzo lunedì di gennaio), che è il risultato di una complessa equazione matematica, basata sul meteo, sulla ripresa dell’attività lavorativa e sui nuovi propositi, perennemente disattesi. Poco male: se volete ritrovare il sorriso, non c’è niente di meglio che ascoltare ad alto volume Blue Monday dei New Order.

La canzone, uno dei brani più importanti e influenti nella storia della musica elettronica, ha segnato l’anello di congiunzione tra la fine dell’era della disco anni ‘70 e il boom dell’acid house della seconda metà degli anni ‘80.

Blue Monday, composto da Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris e Bernard Sumner, è diventata un vero e proprio inno della scena club-dance, come testimoniano le svariate cover e rifacimenti che sono stati prodotti nel corso degli anni. Inoltre il brano è stato utilizzato in molti videogiochi, tra cui Grand Theft Auto: Vice City Stories, FIFA Football 2005 Forza Horizon.

Vediamo insieme le cinque cose da sapere sul capolavoro dei New Order, che è ancora oggi il vinile singolo a dodici pollici più venduto di sempre.

Cinque cose da sapere su Blue Monday dei New Order

Il passaggio dai Joy Division ai New Order

I Joy Division e i New Order sono strettamente collegati tra loro, in quanto i quattro componenti della prima band (Ian Curtis, Peter Hook, Bernard Sumner e Steve Morris) strinsero un patto solenne: se uno di loro fosse uscito dal gruppo, gli altri tre avrebbero dovuto cambiare nome e genere musicale. A causa della tragica morte del frontman Ian Curtis, che si impiccò nel bagno di casa il 18 maggio 1980, nacquero i New Order dopo un anno di pausa.

Mentre l’album d’esordio Movement risentiva ancora dell’ispirazione new wave dei Joy Division, con Power, Corruption & Lies del 1983 il loro sound virò verso sonorità più elettroniche e ballabili, anche se le tematiche dei brani rimasero piuttosto oscure.

La canzone che ha affrancato definitivamente i New Order dalla pesante eredità dei Joy Division, permettendo di trovare una precisa identità artistica, è stata proprio Blue Monday, pubblicata il 7 marzo 1983.

Il significato ambiguo di Blue Monday

I New Order sostengono di aver scritto Blue Monday come risposta alla delusione verso il pubblico, che non aveva mai chiesto un bis alla fine dei loro concerti. La canzone era stata concepita come un semplice pattern ritmico che gli avrebbe permesso di ritornare sul palco, accendere il sintetizzatore e lasciare che la gente ballasse. Mentre componevano il brano ne intuirono le potenzialità. Così, da semplice esperimento, Blue Monday si trasformò in un vera e propria canzone da eseguire come bis.

In molti hanno pensato che il testo si riferisse alla morte del cantante Ian Curtis, che si è suicidato proprio di lunedì. Per anni è circolata la leggenda metropolitana (poi smentita dagli stessi New Order) che il testo si riferisse al celebre lunedì 14 giugno 1983, quando l’Argentina si arrese all’Inghilterra nel conflitto per il controllo delle Isole Falkland.

Il testo, ambiguo e aperto, si basa su giudizio, controllo e abuso all’interno di una relazione conflittuale. Secondo alcuni la canzone è ispirata ai rapporti tra le minoranze gay che allora frequentavano la leggendaria discoteca Haçienda di Manchester, che tanto ha ispirato la musica dei New Order.

La singolare struttura del brano

Blue Monday è una hit atipica da molti punti di vista. Il testo, cantato da Bernard Sumner con voce quasi impassibile, è privo di un ritornello. Dopo una lunga introduzione strumentale di due minuti arrivano la prima e la seconda strofa. La terza giunge dopo un breve segmento di effetti sonori, al termine del quale prende il via una coda molto estesa di quasi tre minuti, fino ad arrivare ai 7 minuti e mezzo complessivi.

Blue Monday inizia con il famoso battito marcato della batteria, programmato per una drum machine Oberheim DMX. Dopo quattro battute entra in assolvenza Gillian Gilbert con la melodia al sequencer. La sezione cantata è caratterizzata da una pulsante linea di synth bass, sequenziata in un Sequencer Powertran costruito da Sumner ed eseguita con un Moog Source, sovrapposto al basso di Peter Hook. Il brano Uranium dei Kraftwerk è stato campionato per il coro sintetizzato della parte iniziale e di quella finale.

Il record di vendite

Con i suoi sette minuti e mezzo di lunghezza, Blue Monday è uno dei singoli più lunghi a scalare la classifica britannica dei singoli, oltre che il brano pubblicato su vinile a dodici pollici più venduto di tutti i tempi, con 3.200.000 copie.

Curiosamente, nonostante le vendite record, Blue Monday non ha mai vinto un disco d’oro o di platino perché la sua label, la Factory Records, un’azienda totalmente indipendente, non era iscritta all’associazione British Phonographic Industry.

Solo nel 1983 entrò in classifica due volte: a marzo raggiunse il dodicesimo posto, poi ritornò ad agosto e raggiunse la nona posizione. Secondo la Official Charts CompanyBlue Monday vendette 1.160.000 copie solo in Inghilterra. Tutt’oggi è il sessantanovesimo singolo più venduto nel Regno Unito.

La costosa copertina del vinile

Sulla copertina del vinile originale, che ricorda un floppy disk da 5¼”, non figura né il nome dei New Order né il titolo della canzone. L’unico testo stampato, in inglese, è “FAC SEVENTY THREE” sul dorso della confezione.

L’elegante cover del disco, creata dai designer della Factory Peter Saville e Brett Wickens, era fustellata con un interno argentato. Il singolo era in vendita al pubblico a una sterlina, mentre il solo costo della singola copertina, per l’etichetta discografica, era di una sterlina e dieci centesimi: una follia, dal punto di vista commerciale. Un ottimo affare, per i fortunati acquirenti del vinile.

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