Solomun debutta all’Alexandra Palace di Londra con due date sold out
Il 6 febbraio siamo volati nella capitale UK per assistere al takeover della Great Hall dello storico DJ bosniaco-tedesco: ecco com’è andata
Solomun
Non capita spesso che un artista della scena elettronica internazionale scelga una venue come l’Alexandra Palace di Londra: è quello che ha fatto Solomun il 6 e 7 febbraio, portando per la prima volta il suo progetto nella storica Great Hall. L’annuncio iniziale della data del 7 febbraio aveva acceso subito l’interesse del pubblico londinese, ma la risposta è stata tale da rendere necessaria l’aggiunta immediata di una seconda serata, il 6 febbraio. A un mese dagli show, entrambe erano già completamente sold out.
Londra, per Solomun, non è mai stata una tappa qualunque. Ma questa volta il contesto ha alzato ulteriormente l’asticella. L’Alexandra Palace non è solo un monumento vittoriano che domina la città dall’alto. È una venue che negli ultimi anni ha ospitato alcune delle performance elettroniche più rilevanti del Regno Unito. E Solomun, con due notti consecutive, si è inserito perfettamente in questa traiettoria.
Siamo volati a Londra il pomeriggio del 6 febbraio con un obiettivo preciso: vivere di persona il takeover della Great Hall. Abbiamo parlato con i presenti, arrivati da ogni parte del mondo. «Un evento imperdibile», lo hanno definito Virginia e Bradley, che per l’occasione hanno guidato quattro ore dal sud dell’Inghilterra. E non è mancato chi è venuto da oltre oceano. Un seguito fedele, quello dell’artista bosniaco-tedesco, cresciuto in maniera evidente negli ultimi dieci anni.
Abbiamo assistito a uno show costruito attorno al suono e al tempo, ma soprattutto alla relazione con il pubblico, instancabile, che ha ballato senza sosta sui successi del producer di Home e The Way Back. Alle spalle dell’artista, proiezioni ambientali hanno accompagnato il live, diventando parte integrante del racconto visivo della serata.
A incidere è stata anche la scelta dell’orario: il DJ set è partito alle 17.30 e ha continuato a crescere fino alla chiusura. Solomun ha suonato per le ultime quattro ore consecutive, accompagnando i presenti fino alle 23. Una durata notevole che, nonostante tutto, non ha frenato l’apprezzamento dei fan.
Dal punto di vista emotivo, il primo appuntamento londinese ha avuto un grande impatto. La Great Hall dell’Alexandra Palace, con i suoi soffitti alti e l’architettura imponente, ha amplificato ogni passaggio sonoro, trasformando il set in un’esperienza collettiva più vicina a un “rituale” che a una classica serata. L’inizio è stato più misurato, con una selezione morbida che ha accompagnato l’ingresso del pubblico nella serata. Con il passare delle ore, l’intensità è cresciuta in modo naturale, portando la sala a riempirsi e a muoversi con entusiasmo. Un equilibrio che ha reso ogni fase dello show coinvolgente.
Le date londinesi arrivano al termine di un anno vissuto a velocità altissima. Ancora una volta, per Solomun, Ibiza è stata un punto fermo, con una residency capace di catalizzare pubblico internazionale e addetti ai lavori, mentre fuori dall’isola ha portato la sua visione in contesti tutt’altro che ordinari. Palazzi reali, college storici, castelli francesi, fino a una parentesi dal sapore cinematografico a Las Vegas.
Dopo vent’anni di carriera, il DJ e producer continua a dimostrare che la sua cifra sta nella capacità di dare profondità e continuità alle venue che anima. Londra, questa volta, è stata più di una tappa: il resto dell’anno dirà in che direzione si muoverà questo percorso, ma le premesse, almeno da qui, sono chiare.
Articolo di Ludovica Boi
