Musica

“Honora” è il disco che Flea ha sempre voluto fare

Le radici musicali del bassista dei Red Hot Chili Peppers affondano anche nel mondo jazz, ma negli anni le sue incursioni in quel territorio sono state sporadiche. Fino ad oggi

  • Il27 Marzo 2026
“Honora” è il disco che Flea ha sempre voluto fare

Foto di Gus Van Sant

Per la sua energia dal vivo e il suo tocco inconfondibile, è noto come uno dei bassisti elettrici più iconici di tutti i tempi. Tuttavia, come i fan dei Red Hot Chili Peppers sanno bene, Flea non è solo un architetto del sound funk rock ma anche un fine conoscitore del mondo jazz. Anzi, la sua passione per la musica parte proprio da lì e la tromba è stata il suo primo strumento musicale. Il singolo A Plea, uscito a sorpresa il 2 dicembre, ha aperto la strada all’uscita del primo album solista vero e proprio di Flea, Honora, uscito oggi (venerdì 27 marzo) per Nonesuch Records, etichetta sempre attenta alle proposte musicali di ricerca e di qualità.

La band

Nel disco lo affianca un gruppo di musicisti di primo piano del jazz moderno: il produttore e sassofonista Josh Johnson, il chitarrista Jeff Parker, la contrabbassista Anna Butterss e il batterista Deantoni Parks. Si uniscono alla band, tra gli altri, anche Mauro Refosco (David Byrne, Atoms for Peace) e Nate Walcott (Bright Eyes). Flea ha composto e arrangiato i brani, oltre a suonare la tromba e il basso elettrico in tutto l’album.

«Deantoni ed io abbiamo suonato il primo giorno quello che poi è diventato Traffic Lights», racconta Flea. «Qualcosa del pezzo mi ha ricordato gli Atoms for Peace, quindi l’ho mandato a Thom Yorke. Conoscendolo, ho pensato che sarebbero stati un ritmo e una sensibilità con cui avrebbe potuto identificarsi. E avevo ragione: è stato così. Ognuno ha un proprio modo di affrontare il mondo, ma lui è semplicemente il più caloroso, spontaneo e improvvisatore motherfucker che ci sia».

Fino a Honora, Flea non aveva mai avuto paura di fare musica. Ma per questo progetto ha temuto che la band di fuoriclasse che aveva messo insieme potesse considerarlo «un fottuto incapace, un ciarlatano, un rocker fasullo o un fan. Ma alla fine si sono rivelate tutte persone sinceramente solidali, che mi hanno commosso profondamente e quotidianamente con la loro generosità. Sedersi in una stanza e suonare musica con loro mi faceva sentire come se fossi sotto l’effetto di droghe. Ero euforico».

I brani dell’album

All’ascolto, Honora rivela una vitalità musicale da splendido dilettante, quel gusto naif di chi si cimenta per la prima volta in qualcosa di nuovo mettendoci il cuore. Tra l’altro, per essere noto per le sue linee di basso spesso intricate e in primo piano nel mix, qui Flea non esibisce nessuna velleità di virtuosismo alle quattro corde, dando semmai più risalto alle parti di tromba. Il suono di basso elettrico è sempre quel classico tono “legnoso” del Fender Jazz Bass che è il suo benchmark da una ventina d’anni, anche se in questo caso con un timbro molto più scuro.

Pur nel relativo approccio jazzy del disco, non c’è un sound dominante che accomuna i brani. Si va dal jazz modale basilare di A Plea, con le sue parti “spoken” improntate a un pacifismo militante che ricordano un po’ il piglio di Gil Scott-Heron, alle belle atmosfere quasi ambient di Frailed, con la sua struttura giustamente aperta e lunga (quasi undici minuti); dal tema praticamente bebop di Morning Cry (che comprende anche la sua più notevole improvvisazione di tromba) al super classico dei Funkadelic Maggot Brain, reinterpretato per fiati, xilofono e contrabbasso suonato con l’arco.

Ma il meglio del disco sono Thinkin Bout You (cover di Frank Ocean, vera chicca che mantiene, in modo diverso, quella stessa “liquidità” dell’originale) e le tracce con i grandi guest: Traffic Lights con Thom Yorke (si sentono le influenze del precedente progetto comune, gli Atoms For Peace, qui virate in chiave più squisitamente nu jazz) e Wichita Lineman, capolavoro di Jimmy Webb qui interpretato da quella sorta di crooner rock and roll che è Nick Cave, con un mood dimesso e meditativo che valorizza a pieno la bellezza compositiva dell’originale.

Flea - Honora - recensione album - foto di Gus Van Sant - 2
Foto di Gus Van Sant

Ascolta Honora di Flea

Share: