Kanye West si è paragonato a Martin Luther King e ha tagliato corto sulle sue dichiarazioni antisemite

Ye ha portato come ospiti al Timcast pod un negazionista dell’Olocausto e un suprematista bianco
Kanye West

Kanye West sta continuando con la sua a dir poco bizzarra campagna di estrema destra. Dopo l’annuncio della sua ri-candidatura alle elezioni presidenziali del 2024, Ye ha partecipato lunedì sera al Timcast pod portando con sé un negazionista dell’Olocausto e un suprematista bianco. Quest’ultimo è Milo Yiannopoulos, noto giornalista che ha affiancato Kanye West nei suoi recenti appuntamenti per la sua campagna elettorale come manager, figura celebre per le sue posizioni anti-Islam, anti-ateismo e anti-femminismo. Un personaggio definito dal rapper di Atlanta “geniale”. All’inizio Kanye (che ora si fa chiamare Ye), si è difeso strenuamente dalle accuse dei media scaturite dalle sue recente esternazioni antisemite. Quando però Pool ha tentato di sondare l’argomento, Kanye West ha subito tagliato corto.

«Vorrei andare direttamente al cuore di questa questione», ha detto Ye. Ha poi aggiunto che Gap, Adidas, Vogue, Barack Obama e persino Donald Trump farebbero parte di un complotto ordito dagli ebrei per distruggere la sua carriera. Ha inoltre spiegato che avrebbero provato addirittura a farlo incarcerare, senza però fornire dettagli specifici e annunciando la sua intenzione di aprire una propria banca per sfuggire ai sistemi tradizionali. Quando la conversazione si è spostata in modo più diretto verso le affermazioni antisemite di Kanye West, il rapper si è irrigidito e ha minacciato di abbandonare la trasmissione. «Mi sembra che questa sia una trappola… Se sono costretto a parlarne me ne vado». E così è stato.

Kanye West: «Pensavo di essere più simile a Malcolm X, ma mi sento più Martin Luther King»

Visibilmente infastidito dalle accuse del conduttore, Kanye si è paragonato a Martin Luther King. Ha infatti comparato le drammatiche lotte condotte negli anni ’60 per i diritti civili degli afroamericani al collasso del suo impero fashion e musicale causato dalle sue esternazioni. «Pensavo di essere più simile a Malcolm X, ma mi sento più Martin Luther King. Ogni giorno vengo fatto a pezzi dalla stampa e anche dal punto di vista economico», ha detto Ye. «Quando ho scoperto che volevano mettermi in galera è stato come se un cane volesse staccarmi un braccio e ho quasi pianto. Quasi. Ma continuo a camminare fiero per la mia strada».

Articolo Precedente
Alieni - Matteo Alieno - track by track - foto di Lorenzo Piermattei

“Alieni”: Matteo Alieno racconta il nuovo album traccia per traccia

Articolo Successivo
Zero Pain

Zero Pain, alla scoperta dell'artista phonk solo virtuale nato in una community di Discord

Articoli correlati
Total
0
Share