“Sotto Effetto Stono” dei Sottotono compie 30 anni: perché ha rivoluzionato il rap italiano
Uscito il 10 marzo 1996, il secondo album di Tormento e Fish ha conquistato il doppio disco di platino e vinto numerosi premi grazie a una sintesi sofisticata tra G-Funk, soul e R&B contemporaneo
Il 1996 è stato un anno fondamentale per il rap italiano, in cui l’estetica militante dei centri sociali e delle posse ha ceduto terreno di fronte all’avanzata del mainstream d’autore, spesso impreziosito da un inedito tocco R&B. In questo scenario i Sottotono, reduci dal successo de La Mia Coccinella di due anni prima (prodotta da Manuel Agnelli), compiono un gesto di rottura: il passaggio da quartetto a duo. L’allontanamento di Nega e DJ Irmu è stato il passo doloroso, ma necessario, per portare a un nuovo livello la visione artistica di Rosario Madonia (Fish) e di Antonio Mantelli (Tormento).
Una vera e propria rifondazione dell’identità dei Sottotono, suggellata dall’adozione di questi alias che segnano una decisa cesura con il passato. Con la nascita del collettivo artistico di Area Cronica, il duo impone un’estetica che Tormento definirà “fragole e champagne”: un manifesto di edonismo e stile, sulla scia del suono G-funk della California, per certi versi opposto al radicalismo pauperista delle posse. Niente più slogan politici su basi lo-fi, ma la riaffermazione di una nuova scuola che guardava alla West Coast non come a un modello da copiare ma come a un orizzonte di professionalità e stile verso cui tendere.
La ristampa di Sotto Effetto Stono dei Sottotono
Grazie alle raffinate produzioni di Fish, il sound dei Sottotono evolve verso una sintesi sofisticata tra G-Funk, soul e R&B contemporaneo, distaccandosi dalle produzioni amatoriali dell’epoca. Il mastering di Sotto Effetto Stono effettuato a Los Angeles non fu un vezzo ma una precisa scelta artistica di Fish, che cercava quella brillantezza nei synth e quella rotondità dei bassi che in Italia nessuno sapeva ancora replicare.
L’uso dei sintetizzatori anni ’80 e delle tastiere alla Bruce Hornsby nella celebre The Way It Is era il marchio di fabbrica del G-Funk più maturo, quello di Snoop Dogg e Warren G, lo stesso che avrebbe reso immortale Changes di Tupac.
In occasione dei trent’anni del capolavoro dei Sottotono, pubblicato il 10 marzo 1996, il disco è di nuovo disponibile in CD e in doppio vinile rosso trasparente 180 grammi, in tiratura limitata e numerata a 500 copie.
Le canzoni
L’album si apre con la title-track Sotto Effetto Stono, dove un’atmosfera cupa introduce il nuovo corso dei Sottotono. Sia qui che nella successiva Di Tormento Ce N’è Uno, Tormento ingaggia un duello verbale con Neffa. Il rapper calabrese fa una parodia feroce dell’avversario, citando lo slang di Neffa (“guaglione”, “chico”, “dopa”) per svuotarlo di significato. Il verso “muto, torna da dove sei venuto” è un ribaltamento chirurgico de Lo Straniero dei Sangue Misto, un atto di ego tripping che vuole ribadire la centralità dell’Area Cronica nella scena rap.
Il successo trasversale dell’album (220mila copie vendute, doppio disco di platino) è dovuto in buona parte a brani come Solo Lei Ha Quel Che Voglio, impreziosita dalla voce soulful di Danny Losito, e Tranquillo. Quest’ultimo campiona Over You di Ray Parker Jr. ed evoca la rilassatezza di Easy dei Commodores, creando un inno generazionale.
In Non C’è Amore, la presenza della voce rock di Graziano Romani nobilita il brano, trasformandolo in una ballad sofferta che trascende i confini del genere. La sensualità esplicita di Dimmi di Sbagliato Che C’è, sorretta dal timbro black di Jasmine, definisce infine il lato più intimo, sensuale e notturno del duo.
La street credibility
L’omaggio a Snoop Dogg è evidente in Succo alla Pera col Gin, mentre Ianglediz si impone come uno dei momenti più tecnici del disco. L’interpolazione del ritornello di Temperature’s Rising dei Mobb Deep fa da cornice alle strofe di Esa, Polare e di un giovanissimo Bassi Maestro. In Eh Beh, Fish si concede persino il lusso di rappare accanto a Marya, in un pezzo che sprizza arroganza e “fotta” da ogni barra.
In Sotto Effetto Stono spiccano tre brani noir che bilanciano i successi radiofonici. Dall’intro sussurrato di Ho il Controllo si passa all’inquietudine luciferina di Dimmi Che Farai, fino a toccare l’acme con l’inno “fumoso” Cronici con Maku Go. La street credibility è garantita dalla poderosa posse track Quei Bravi Ragazzi, con i puntuali interventi di Lyricalz e Left Side.
L’affascinante viaggio musicale di Sotto Effetto Stono termina alla grande con L’inconscio: sei minuti di riflessione cupa e onirica, un vertice lirico dove Tormento dimostra una maturità espressiva ben superiore ai suoi vent’anni.
Una pietra miliare dell’hip hop italiano
Con Sotto Effetto Stono, i Sottotono hanno dimostrato che il rap poteva essere elegante, vendibile e tecnicamente impeccabile, senza perdere un briciolo della sua credibilità. Il Premio Rivelazione al Festivalbar 1997 e l’MTV Day dello stesso anno furono solo la consacrazione del dominio dell’Area Cronica nelle classifiche e nelle radio.
Fish e Tormento hanno dato vita a un album ricco di classici che tanto ha ispirato Fabri Fibra e i Club Dogo negli anni a venire e che, a trent’anni dalla sua uscita, non ha perso nulla della sua freschezza.
