Ariete: «A Sanremo spero arrivi il fatto che sono un’artista sincera»

A due settimane dall’inizio del Festival, abbiamo incontrato la cantautrice romana simbolo della nuova generazione per farci raccontare come sta vivendo la sua prima volta sul palco più importante della televisione, tra paure e voglia di mettersi in gioco
Ariete, foto di Ilaria Ieie

Incontriamo Ariete in una soleggiata mattinata milanese, il cielo sui Navigli è terso e sereno, così come è serena Arianna. Anche se, tra sole due settimane, si troverà faccia a faccia per la prima volta con il palco più importante della televisione italiana (e non solo). Quello del Festival di Sanremo. E nonostante di palchi, lei – diventata l’artista icona della Generazione Z – ne abbia visti ormai a bizzeffe, quello dell’Ariston fa sempre un certo effetto. «Cantare per la prima volta lì il mio pezzo è stato una bella botta emotiva». Racconta quando le chiedo che emozioni le abbia suscitato portare Mare di guai in teatro, seppur in prova. «Tutti mi dicevano “ma guarda che in realtà il palco è piccolo”, ed effettivamente lo è davvero ma dagli schermi sembra gigante! È stato stupendo, non vedo l’ora che arrivi la settimana di Sanremo».

Ciò che colpisce immediatamente di Ariete mentre si destreggia tra le domande dei giornalisti è la sua estrema naturalezza e la sua spontaneità da «pischelletta di vent’anni». Anche quando racconta cosa stava facendo quando ha scoperto di essere stata selezionata tra i 28 big in gara. «Questo è davvero un bell’aneddoto. In quel momento mi trovavo ad Amsterdam con i miei migliori amici ed ero al McDonald’s. Mi ricordo che avevo messo il telefono in modalità aereo perché avevo ansia per l’annuncio e non volevo leggere nessuna notizia. Dieci minuti dopo l’ho acceso e mi è arrivata una sfilza di chiamate e messaggi. A quel punto ho detto “Okay, daje, siamo dentro”».

Tanta gioia e voglia di mettersi in gioco, dunque, ma anche un po’ di paura, come è normale che sia a 21 anni. «Sicuramente mi spaventa un po’ l’esposizione che avrò, perché non è cosa da tutti i giorni. Io non ho mai avuto una botta del genere, cercherò sicuramente di gestirla bene però sono ancora consapevole che questa cosa potrebbe scoppiarmi in mano perché per una settimana il tuo nome sarà sulla bocca di tutti. In quello dovrò essere molto razionale». «Avevo molta ansia anche per la prima prova con l’orchestra e anche per i feedback di Amadeus. Invece devo dire che sono rimasta molto soddisfatta. Una cosa che mi ha dato molta carica è stato vedere dei musicisti professionisti che si sono messi a servizio della mia musica. Mi sono venuti i brividi».

Ariete: «C’è molta più verità quando racconti di qualcosa che ti fa stare male»

Ma l’ansia, quando hai il brano giusto, scivola via in un batter d’occhio. «Mare di guai è il pezzo più giusto perché è nato naturalmente. Io non ho mai messo limiti alle cose che faccio, questo brano è venuto fuori nel 2022. Ero in studio da Dardust e ho scritto questa bozza che inizialmente non doveva andare da nessuna parte. Poi invece l’abbiamo ripresa e si è trasformata anche grazie all’ingresso di Edoardo (Calcutta, co-autore del brano, ndr) nel progetto. È un artista che stimo tantissimo, nonché uno dei miei cantanti preferiti. La produzione di Dardust poi aggiunge quell’eleganza in più di cui Mare di guai aveva bisogno».

Una canzone che parla di un amore finito, ma anche di rinascita e di quotidianità, che Ariete spera trasmetta tutta la sincerità che la caratterizza e con cui vuole dimostrare che non c’è nulla di male nel soffrire. «Vorrei che alle persone arrivasse che l’amore e le rotture sono una cosa così naturale che è bello parlarne nelle canzoni. Trovo che ci sia molta più verità quando racconti di qualcosa ti fa stare male piuttosto che di qualcosa che ti fa stare bene. Spero tanto arrivi il fatto che sono un’artista sincera».

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