Pop

Laura Pausini: «”Io Canto 2” è il disco di una fan»

A vent’anni di distanza dall’ultimo capitolo, venerdì 6 febbraio, uscirà il secondo album di cover della cantautrice nonché presto co-conduttrice a Sanremo 2026. «L’Eurovison? Ci andrei»

  • Il5 Febbraio 2026
Laura Pausini: «”Io Canto 2” è il disco di una fan»

“Make Music, Not War”. È questo il mantra che ha ispirato Laura Pausini per tutta la realizzazione dell’album di cover Io Canto 2. Il disco infatti arriva a vent’anni di distanza dal primo capitolo e racchiude tantissime canzoni iconiche del repertorio italiano, ma non solo. L’album, con brani differenti, uscirà anche in spagnolo e il titolo è Yo Canto 2. «Voglio utilizzare il mio amore per la musica italiana e per questi artisti per farle conoscere a paesi in cui queste canzoni non sono uscite», afferma la cantautrice, ricordando che prima di tutto questo è il disco di una fan.

Da Pino Daniele a Vasco Rossi, da Loredana Bertè a Achille Lauro, Da Mina a Ornella Vanoni e molti altri ancora. L’album è stata una vera e propria sfida per Laura Pausini sotto diversi punti di vista. Uno fra tutti quello della lingua. L’artista canta in ben quattro lingue diverse, persino in dialetto napoletano per rendere omaggio al grande Pino Daniele. Proprio in richiamo al titolo del suo nuovo album, la cantautrice decide di presentarlo con un piccolo concerto all’Officina di Milano. L’atmosfera è intima e raccolta, proprio come quando Pausini aveva iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica. Dal piano bar in cui cantava a 8 anni ad oggi, Laura è diventata una delle protagoniste indiscusse della scena musicale italiana e internazionale che calca i palchi più prestigiosi del mondo.

«La prima canzone che mi ha dato energia per fare questo album è stata quella di Bad Bunny, Turista», ammette Laura Pausini, ricordando di quella volta che l’ha sentita in radio mentre era in macchina a Miami. L’obiettivo di tutto resta quello di omaggiare i grandi cantautori di cui la stessa Pausini è prima di tutto appassionata. «Quando c’è musica, non c’è paura», ricorda l’artista che a fine marzo partirà per un tour mondiale della durata di circa due anni.

Pace alle polemiche su Io Canto 2 di Laura Pausini

«Che canzoni abbiamo qui in Italia scusate?», domanda al pubblico in maniera retorica Laura Pausini, per poi rispondere che forse «avrebbe dovuto fare la cover di Vaffanculo di Masini». Intorno a Io Canto 2, infatti, non sono mancate le polemiche. «Mi sono volutamente allontanare dai social», ricorda Laura Pausini, parlando apertamente anche di quanto l’abbia colpita la diatriba con Gianluca Grignani riguardo alla disputa legale sulla cover di La mia storia tra le dita. «Vorrei avere il suo punto di vista. Gli ho scritto tante volte, ai limiti della logorrea, e non mi ha risposto», ha dichiarato la cantautrice al Corriere della Sera.

«È stata montata come se fosse un incontro di box, ma la verità è molto diversa», afferma Pausini. «Ci si aspetta addirittura uno scontro a Sanremo dato che duetterà con Luchè. La verità è che io canto le sue canzoni perché sono sua fan, altrimenti non ne avrei fatte due sue e una che lui ha scritto per me». A fare scalpore anche la cover di Due Vite di Marco Mengoni, che Laura Pausini ha interpretato in lingua francese. «Marco ne è stato felice in realtà e spero anche tutti gli altri».

Sanremo 2026: un cerchio che si chiude

«Sono 15 anni che mi chiedono di presentare il Festival e ho sempre detto di no», confessa Laura Pausini durante la serata di presentazione del suo nuovo e atteso album di cover Io canto 2. La cantautrice, nonché Global Icon ai nostri Billboard Italia Women in Music 2025, ha cambiato idea sul suo ruolo di presentatrice alla kermesse. Diversi sono stati i fattori che l’hanno fatta convergere verso questa scelta. Primo fra tutti il conduttore del festival della canzone italiana del 2026, Carlo Conti. Il secondo è stato il fatto di aver realizzato che non è il suo primo rodeo nei panni di conduttrice, infatti nel 2016 Laura Pausini aveva condotto lo show Paola e Laura insieme a Paola Cortellesi. 

«Carlo Conti mi ha chiamata e ci siamo incontrati in un hotel di Roma. Tutto era super segreto, non lo sapeva nemmeno la mia famiglia», ammette Laura Pausini. Ma chi l’ha veramente convinta è stato Pippo Baudo. «Quando sono tornata a casa ho chiamato Pippo che era una delle pochissime persone che sapevano di questo invito. Pippo mi ha detto: “Non ci devi pensare, te l’ho già detto più di una volta che sei pronta. Vai.», rivela Pausini davanti a un pubblico rimasto a bocca aperta per questa notizia e per il ricordo di Super Pippo, scomparso ad agosto dell’anno scorso.

«Mi sento tranquilla, forse anche un po’ più preparata. Farò un casino», ironizza l’artista. D’altronde, come lei stessa ricorda, è nata lì, sul palco dell’Ariston quando a 18 anni ha vinto il Festival portando La Solitudine e in conduzione c’era proprio Pippo Baudo. «Mi sento benedetta da lui, è un po’ come se si chiudesse un cerchio». E l’Eurovison? Al contrario della collega Levante, Laura Pausini spiega al Corriere che lei andrebbe anche con la partecipazione di Israele, perché «un capo di Governo non rappresenta ciascuno dei suoi cittadini. Credo che sia sbagliato penalizzare un artista, che magari nemmeno dichiara la sua idea, per colpa di chi governa».

Le Olimpiadi

Prima ancora di affrontare il palco dell’Ariston, domani, 6 febbraio, Laura Pausini sarà una delle protagoniste della Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici Invernali di Milano-Cortina. L’inaugurazione si terrà in uno stadio che la cantautrice conosce molto bene, ovvero quello di San Siro. «Degli sport invernali mi piace la baita quando si arriva», ironizza l’artista. È la prima volta infatti che la cantautrice si cimenta in questa esperienza, ma ricorda anche che «i cantanti sono simili agli sportivi: abbiamo tanta disciplina. La dedizione è fondamentale e sono emozionata di conoscere questo mondo».

Share: