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Gli Angine de Poitrine sono la rivincita dei nerd musicali

Nel giro di un paio di mesi il duo canadese ha raggiunto livelli di hype finora impensabili per un progetto di rock microtonale. E se questa roba diventa mainstream?

  • Il3 Aprile 2026
Gli Angine de Poitrine sono la rivincita dei nerd musicali

Sistema microtonale, poliritmia, math rock, pedaliera, loop station. Se non conoscete questi termini vuol dire che avete un rapporto sano e non conflittuale con ciò che è il mainstream musicale, a prescindere dal genere di riferimento. Ma c’è la possibilità che vi dobbiate presto aggiornare, vista la rapidissima, travolgente ascesa degli Angine de Poitrine, il progetto musicale più chiacchierato sul web in queste settimane, che oggi (venerdì 3 aprile) ha pubblicato il nuovo EP Vol. II.

È un bel momento per la musica “suonata” (che orrore questa espressione, ma così ci capiamo), per dischi lontani da preoccupazioni di carattere commerciale: la settimana scorsa è uscito Honora, l’album solista di Flea dei Red Hot Chili Peppers, di impronta nu jazz, mentre sempre oggi è tornato il brillante Thundercat con Distracted, tanto per citare gli esempi più lampanti.

Se i due “bass hero” losangelini erano già presenze arcinote nelle rispettive scene, i quebecchesi Angine de Poitrine (per inciso, il nome significa “angina pectoris” in francese) hanno fatto irruzione nel panorama musicale con una forza e una velocità che non hanno precedenti per un progetto così sperimentale nell’epoca dei social.

Alle origini dell’hype degli Angine de Poitrine

Tutto è cominciato a inizio febbraio con la pubblicazione su YouTube – sul canale di KEXP, storica radio di Seattle – di un loro showcase di mezz’ora al festival Transmusicales di Rennes, in Francia. Long story short, da lì in poi è stato un incendio in una prateria. Uno dopo l’altro, tutti i più importanti creator di ambito musicale hanno iniziato a parlarne, in una sorta di FOMO collettiva: se non ti occupi degli Angine de Poitrine, o non sei cool o vivi sotto una roccia. Al momento in cui scriviamo queste righe, quel video conta 6,9 milioni di visualizzazioni, in costante crescita.

Come è già stato osservato da molti, parte del successo si spiega con la brillante tattica – quasi da funnel di marketing – messa in atto dal duo: attiro la tua attenzione con la bizzarria dell’estetica, ti tengo incollato con la qualità della musica.

Con le loro teste giganti di cartapesta, i costumi a pois bianchi e neri, i nasoni di forma fallica, gli Angine de Poitrine danno un nuovo twist al vecchio “format” dell’artista anonimo o mascherato (per informazioni citofonare Daft Punk). L’estetica pazzesca e riconoscibilissima, la simbologia legata alla piramide, le surreali “interviste” in cui i due bofonchiano una lingua aliena: raramente negli ultimi anni si è vista una band così saldamente in controllo del proprio storytelling. Ma dietro le maschere c’è molto, molto di più.

Nerd musicali alla riscossa

Gli Angine de Poitrine rappresentano la riscossa di tutti quei “nerd” musicali terrorizzati da domande da small talk come “che musica stai ascoltando?” o “qual è l’ultimo concerto che hai visto?”, perché troppo spesso la risposta sarebbe stata Tool, Gojira, Polyphia, laddove il povero interlocutore si aspetterebbe Elodie, Mahmood o Angelina Mango.

Intendiamoci: non è musica per tutti. Non si può cavalcare l’hype e improvvisarsi estimatori di questo stile dalla sera alla mattina, si verrebbe subito additati come impostori. È una musica programmaticamente ostica, e in quanto tale polarizzante: o te ne innamori o ti fa schifo.

Gli Angine de Poitrine piacciono ai metallari pur non facendo metal. Piacciono al mondo alt-rock pur facendo pezzi con scale e metriche a dir poco inusuali. L’approccio microtonale li avvicina tanto a dei pionieri come i King Gizzard & The Lizard Wizard quanto a tradizioni musicali “altre” come quelle del Medio Oriente, da sempre avvezze a intervalli inferiori al semitono. Ma al di là della teoria musicale, ciò che piace di questi pezzi è quel senso per il “weird” sonoro che non si sentiva in giro da moltissimo tempo, perlomeno non a questi livelli di popolarità. Chi apprezza Captain Beefhart, Primus e Mr. Bungle amerà queste vibes.

Per sentirli dal vivo, l’occasione è il 31 maggio al Poplar Utopia Festival di Rovereto, in Trentino. Chapeau agli organizzatori del festival per esserseli accaparrati per primi, peraltro in esclusiva italiana.

Ascolta Vol. II degli Angine de Poitrine

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