Rock

Il prossimo tour di Bruce Springsteen sarà «politico e di attualità»

Il Boss ha annunciato il “Land of Hope and Dreams US Tour” con la E Street Band con un post sui social

  • Il27 Marzo 2026
Il prossimo tour di Bruce Springsteen sarà «politico e di attualità»

Bruce Springsteen e Tom Morello al A Concert of Solidarity & Resistance to Defend Minnesota held at First Avenue on January 30, 2026 in Minneapolis, Minnesota. Foto di Jesse Roberson/Rolling Stone

Ultimamente il Boss non ha certo usato mezzi termini nel criticare l’attuale amministrazione Trump. L’artista statunitense ha pubblicato a sorpresa la canzone di protesta Streets of Minneapolis pochi giorni dopo averla scritta a gennaio, in seguito all’uccisione dei cittadini statunitensi Renée Good e Alex Pretti da parte dell’ICE. Ora, con un video pubblicato sui propri canali social ufficiali, Bruce Springsteen ha annunciato un tour con la E Street Band negli Stati Uniti. Come ha dichiarato al Minneapolis Star-Tribune, sarà molto carico di significato politico.

«Il tour avrà un carattere politico e tratterà temi di grande attualità legati a ciò che sta accadendo nel Paese» ha dichiarato Springsteen in merito al Land of Hope and Dreams Tour. La tournée prenderà il via il 31 marzo al Target Center di Minneapolis e si concluderà il 27 maggio in una città simbolica. «Minneapolis e St. Paul, era lì che volevo iniziare, e volevo concluderlo a Washington».

L’attivismo politico di Bruce Springsteen non solo in tour

Prima di allora, però, Springsteen canterà il suo inno contro l’ICE al raduno «No Kings» a St. Paul domani, sabato 28 marzo, nell’ambito di una giornata nazionale di protesta contro l’amministrazione Trump. L’evento vedrà anche la partecipazione del senatore del Vermont Bernie Sanders, dell’attrice e attivista Jane Fonda, dell’icona del folk Joan Baez e della cantante Maggie Rogers. Secondo la Minnesota Public Radio, sono attese più di 80.000 persone. Si tratta di solo uno dei 3.000 raduni previsti in tutto il Paese questo fine settimana.

Springsteen ha parlato della prima esecuzione dal vivo di Streets of Minneapolis all’iconico club First Avenue della città il 30 gennaio, pochi giorni dopo aver pubblicato la canzone. «È stata un’esperienza emozionante. Innanzitutto, il solo fatto di trovarmi a Minneapolis in quel momento è stato molto significativo» ha detto raccontato riferendosi all’esibizione nel locale reso famoso dalle scene chiave del film musicale di Prince Purple Rain. Il Boss era salito sul palco su invito dell’amico e collaboratore Tom Morello. «Essere in quel locale ha significato molto per me. Conoscevo la storia del locale stesso e sapevo quanto un posto del genere sia importante per una città come quella».

Ha anche parlato di cosa significhi per lui avere Morello nella E Street Band durante il tour. Bruce ha definito il chitarrista dei Rage Against the Machine una «figura intelligente e fonte di ispirazione […]. Dà sempre un tocco di originalità. È uno dei pochi chitarristi ad avere una voce completamente propria alla chitarra».

Springsteen ha lasciato intendere che le scalette dei prossimi concerti saranno mirate e adatte al momento. Un periodo in cui molti americani fanno fatica a mettere il cibo in tavola a causa dell’impennata dovuta alla guerra in Iran. «La E Street Band è fatta per i tempi difficili. Lo è sempre stata. Questi sono i momenti in cui penso che possiamo essere di vero valore e di vera utilità per la comunità. Sono momenti che danno alla band uno scopo, quindi cerco di costruire la scaletta attorno a queste idee».

Springsteen vs Trump

L’icona del rock settantaseienne, che non ha mai nascosto il proprio disprezzo e la propria sfiducia nei confronti dell’amministrazione Trump. Bruce ha dichiarato di non riuscire a ricordare un altro momento nella storia degli Stati Uniti in cui la nazione si sia trovata ad affrontare sfide così «critiche». Un periodo che ha descritto come uno in cui le nostre «idee e i nostri valori fondamentali» sono sottoposti a prove di resistenza estreme.

«Dovrei tornare indietro al 1968, quando avevo 18 anni, per trovare un altro momento in cui sembrava che il Paese fosse così sul filo del rasoio» ha detto riferendosi al tumultuoso periodo della guerra del Vietnam. «È un momento critico, davvero critico».

Springsteen ha rivelato di aver deciso di partecipare all’evento No Kings di sabato a St. Paul proprio per “essere all’altezza del momento”. «Quando hai l’opportunità di fare qualcosa in cui il tempismo è essenziale, se hai qualcosa di potente da cantare, questo eleva il tuo lavoro a un altro livello. E io sono sempre alla ricerca di questo» ha detto. Il rocker ha anche aggiunto che non è preoccupato di eventuali ripercussioni negative derivanti dall’assumere una forte posizione politica. «Faccio quello che voglio fare, dico quello che voglio dire e poi la gente può dire quello che vuole dire al riguardo».

Share: