Cosa faceva Achille Lauro in versione artista di strada a Milano?
Con un basco da pittore Achille Lauro ha regalato al pubblico alcune immagini che anticipano indizi sulla sua partecipazione a Sanremo

Luca D'Amelio
Mancano pochi giorni a Sanremo e Achille Lauro ha deciso di far parlare di sé. Lo ha fatto presentandosi in piazza Duomo a Milano ieri, domenica 26 gennaio, con tanto di basco da pittore e tele appoggiate per terra. In pochi minuti si è creato intorno a lui un gran movimento. Sono stati molti i passanti che – tra una passeggiata in centro e un acquisto nei grandi magazzini – si sono fermati a guardare, per capire cosa stesse succedendo.
La verità è che non abbiamo ancora una risposta chiara a questa domanda. Sappiamo solo che a Sanremo 2020 Achille Lauro porterà una canzone dal titolo Me Ne Frego (vi avevamo anticipato qualcosa qui). E in questi giorni sui suoi social network stanno uscendo alcune anticipazioni.
I simboli che ha pubblicato sui suoi social sono stati gli stessi che Achille nazionale ha dipinto davanti al pubblico di piazza Duomo. Si tratta di un lupo, un fulmine, una maschera e una corona. Indizi sulla sua partecipazione attesissima al Festival della Canzone Italiana ancora avvolti nel mistero.
Bio
Achille Lauro (nome d’arte di Lauro De Marinis) è nato a Verona l’11 luglio 1990 ma è cresciuto a Roma. È noto per il suo stile eclettico e per la capacità di fondere rap, trap, rock, pop ed estetiche glam in un linguaggio unico.
Dopo gli esordi nella scena rap romana, Lauro si fa conoscere con i mixtape Barabba (2012) e Harvard (2013), fino a pubblicare il primo album ufficiale Achille Idol Immortale (2014). Nel 2015 esce Dio C’è, seguito da Ragazzi Madre (2016), con cui consolida il suo immaginario musicale e lirico, spesso legato a tematiche di strada e di ribellione.
La svolta arriva nel 2018 con l’album Pour l’Amour, che segna un cambio di rotta stilistico, spostandosi verso sonorità trap contaminate da pop e influenze urban.
Nel 2019 Achille Lauro partecipa al Festival di Sanremo con il brano Rolls Royce, che lo porta al grande pubblico e lo consacra come figura controversa e innovativa del panorama musicale italiano. Nello stesso anno pubblica l’album 1969, contenente il singolo sanremese e altri brani come C’est la Vie e la title track.