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Concerti: oltre un miliardo di spesa del pubblico italiano nel 2025

È quanto emerge dalla ricerca annuale di AssoConcerti, presentata in anteprima al Festival dell’Economia di Trento

  • Il23 Maggio 2026
Concerti: oltre un miliardo di spesa del pubblico italiano nel 2025

Foto di Matthew Kalapuch / Unsplash

Nuovo record per i concerti e la musica dal vivo in Italia, che nel 2025 ha superato il miliardo di euro di spesa del pubblico, con un incremento del 21% rispetto al 2024. È quanto emerge dai primi dati presentati in anteprima dalla ricerca annuale di AssoConcerti, dedicata all’impatto e alle prospettive dei concerti sul territorio. Lo studio, che verrà presentato interamente a prossimo ottobre, è stato al centro del panel “Il ruolo della musica live nello sviluppo del turismo e nella crescita culturale, sociale ed economica dei territori” nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento organizzato da Il Sole 24 Ore.

Il settore conferma una crescita costante nel periodo post-pandemico: secondo i dati forniti da SIAE relativi ai numeri del genere “Pop, rock e leggera”, nel corso dell’anno si sono svolti 40.324 spettacoli, per un totale di 26.371.010 spettatori e una spesa complessiva del pubblico pari a 1.089.248.353 euro.

L’indotto economico dei concerti nel 2025

«Con una crescita nel 2025 del 42% rispetto all’anno precedente, i nostri associati continuano a rappresentare il cuore del sistema, coprendo quasi il 70% del mercato», ha dichiarato Bruno Sconocchia, presidente di AssoConcerti. «La musica live garantisce capillarità e diffusione culturale su tutto il territorio nazionale, dalle grandi città ai piccoli centri, creando occasioni di aggregazione, incontro e partecipazione sociale».

La ricerca, realizzata in collaborazione con l’Università di Pisa, evidenzia che nel 2025 le ricadute economiche complessive dei concerti hanno raggiunto i 4,3 miliardi di euro. Tra i casi più significativi del 2024 figurano i concerti di Taylor Swift a Milano e David Gilmour a Roma: nel primo caso, il 77% degli spettatori proveniva da fuori regione, con una quota estera del 30%, una spesa media individuale di 570 euro e un impatto economico di 73 milioni di euro. Nel secondo, l’83% del pubblico arrivava da altre regioni, con stranieri al 43%, una spesa media di 827 euro e ricadute pari a 60 milioni di euro. A livello nazionale, la stima per il 2025 supera gli 11 milioni di pernottamenti legati agli eventi di musica dal vivo.

Le dichiarazioni

«Come per ogni comparto, è necessaria una politica industriale», ha sottolineato Sconocchia, rivolgendosi alle istituzioni. «La musica popolare contemporanea è ora a tutti gli effetti un’industria: una definizione che descrive la complessità del settore, i modelli organizzativi e operativi, l’entità degli investimenti richiesti e le ricadute economiche e occupazionali generate. Non chiediamo assistenzialismo, ma strumenti capaci di sostenere un tassello fondamentale e strategico per la cultura, il benessere, la coesione sociale e l’occupazione, per gli importanti effetti anche sul turismo e sull’economia dei territori».

Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha dichiarato: «Sono arrivato alla conclusione di sostenere con forza questo sistema industriale. Perché anche la musica che chiamiamo “leggera” è espressione di cultura, come ha sottolineato anche il Presidente Mattarella. Questa mia consapevolezza si è consolidata proprio quando ero alla Cultura. Forse la musica pop è una forma culturale anche più forte dello sport: è una relazione umana che porta più unità, unione, condivisione, affratellamento, collegialità».

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