La DAG arriva a Gorizia: ecco di cosa si tratta
Il 16 dicembre è stata inaugurata la Digital Art Gallery in un percorso immersivo su un totale di mille metri quadrati di superficie digitale che ha messo in dialogo musica, arte e cultura
Foto di Fabrice Gallina
Un totale di mille metri quadrati di superficie: a Gorizia arriva la DAG, Digital Art Gallery, un ambiente visivo trasformato grazie anche all’utilizzo di led per un’esperienza immersiva. «In questi mesi abbiamo lavorato per dare vita a un’opera monumentale dove l’arte digitale diventa parte integrante dell’esperienza quotidiana», dichiara Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Il lascito alla città mette in dialogo musica, arte e cultura.
La DAG si configura come uno spazio dedicato all’incontro tra arte contemporanea, tecnologie immersive e linguaggi emergenti. Il recupero della Galleria Bombi restituisce alla città un luogo storico, ma trasformato. Il semplice attraversamento diventa un’esperienza sensoriale, un percorso tra suono, luce e dimensione contemplativa.
Il progetto ha trasformato lo spazio in un’infrastruttura moderna, accessibile e tecnologicamente avanzata, mantenendo intatta l’identità storica. L’intervento integra soluzioni avanzate e artigianalità italiana, con un’imponente infrastruttura audiovisiva e un sistema audio progettato per un’esperienza immersiva totale. Il risultato è uno spazio in cui immagini, suoni e luci dialogano armoniosamente con l’architettura originaria.
DAG: cosa c’è dietro?
Con il Data Tunnel, l’ambiente della DAG si anima come un organismo digitale, attraversato da un flusso visivo continuo che si estende lungo l’intero ledwall. L’inaugurazione della galleria avvenuta il 16 dicembre con un’installazione site-specific firmata da Refik Anadol (artista che espone le sue opere anche al MoMA, al Centre Pompidou e al Serpentine). Lui è tra i protagonisti internazionali della digital art e dell’estetica dei dati. L’intervento trasforma il tunnel in una grande opera di arte pubblica accessibile.
Alla base del progetto c’è la ricerca dell’artista sul Large Nature Model, un sistema di intelligenza artificiale addestrato su milioni di immagini ambientali e dataset provenienti da musei e archivi scientifici internazionali. Data Tunnel resterà visitabile negli spazi della DAG per un anno ed è stato realizzato in collaborazione con MEET e con la sua fondatrice Maria Grazia Mattei.
Nei primi due mesi dalla sua inaugurazione, la DAG ha ospitato circa 100mila visitatori e rimarrà uno dei lasciti alla città di Gorizia dal programma di GO! 2025. Inoltre, per un anno Data Tunnel occuperà gli spazi della DAG grazie ad appuntamenti ricchi di arte, musica e cultura, enogastronomia.
