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La storia di Frenci, il pianista che non si ferma davanti alla disabilità

Dalle performance in strada a Bologna al palco di Rai 1, Francesco Sicilia Gelsomino invita le persone a credere nei loro sogni e a non fermarsi davanti agli “incubi degli altri”

  • Il19 Gennaio 2026
La storia di Frenci, il pianista che non si ferma davanti alla disabilità

«Mi muovo come un robot, ma ho inventato il mio modo di suonare», racconta Francesco Sicilia Gelsomino, in arte Frenci. Il giovane artista, infatti, è nato con una forma di tetraplegia che lo costringe alla sedia a rotelle, ma questo non lo ha mai fermato dal coltivare la sua vera passione: la musica. Proprio in quest’arte ha trovato un’estrema libertà di espressione, a cominciare da una tastiera che il padre gli regalò quando aveva appena tre anni. «Lavoro con l’energia, i bassi, poche dita alla volta, ma con tutta l’anima».

Frenci e la sua espressione in musica

La musica ha decisamente un linguaggio universale e non guarda in faccia nessuno. Per questo è accolta come forma d’espressione anche da Frenci. Il musicista ha trovato nel pianoforte la sua identità espressiva, reinventando anche la tecnica e trasformando il limite fisico in un punto di forza stilistico. Proprio per questo il suo motto è «credete nei vostri sogni, non negli incubi degli altri».

Ispirato ai monaci del Settecento che usavano appena tre dita per suonare il fortepiano, il pianista venticinquenne si esibisce con le dita che riesce a controllare e il corpo contratto dalla tensione muscolare. Il suo sound si distingue per essere tendenzialmente pop, ma anche con qualche contaminazione ibrida. La sua carriera però è iniziata per strada, letteralmente. Dopo che il padre è venuto a mancare, il giovane musicista è andato a suonare per le vie di Bologna, proprio come sognava di fare insieme a suo papà.

Dopo quell’estate, nel 2025 gli arriva una chiamata direttamente dagli studi di Rai 1. Lo invitano ai provini per il programma Dalla strada al palco per esibirsi insieme a Nek e Bianca Guaccero. I suoi brani, inoltre, sono stati arrangiati dal maestro Luca Chiaravalli e le sue poesie lette da Beppe Fiorello e Luca Argentero. «Il ragazzo che si vergognava delle sue mani era appena andato in onda su Rai 1. Non ci potevo credere. Ma la cosa più incredibile è l’affetto delle persone. La gente mi ferma per strada, mi scrive, mi ascolta», commenta il pianista.

Tra il pianoforte e la poesia

Il pianoforte e la poesia sono due forme artistiche da sempre presenti nella vita di Frenci, che tuttora lui porta avanti e coltiva costantemente. Tra i suoi brani più rappresentativi c’è sicuramente Voice in Space, che lui stesso spiega come un racconto di quando di manca il fiato. «Nello spazio non c’è suono, ma la musica riesce a farci sentire meno soli». Dall’altra parte tra le sue poesie più famose c’è Fiorire, che va a riflettere sul tema della diversità.

Ad oggi, Frenci suona ancora per strada, fedele alla sua idea di fare musica in maniera diretta e autentica. Parallelamente, lavora anche a un progetto musicale e lirico che tiene insieme sia la sua anima da pianista che quella di poeta. Alla base resta sempre il messaggio che è determinato a portare avanti: «Voglio essere trattato come tutti gli altri. Oppure avere in cambio la libertà di essere diverso».

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