Il direttore artistico di Hellwatt Festival: «Il concerto di Kanye West ci sarà»
La presenza di Ye aveva già sollevato critiche nei mesi scorsi, guidate in particolare dall’Anpi
Kanye West
Dopo le polemiche che hanno portato alla cancellazione del Wireless Festival di Londra a causa della mancata concessione del visto a Kanye West, Hellwatt Festival ha divulgato una nota stampa sul concerto di Ye alla RCF Arena di Reggio Emilia il 18 luglio per cui sono già stati venduti 68mila biglietti.
Victor Yari Milani, fondatore e direttore artistico dell’Hellwatt Festival, ha commentato la situazione sottolineando la linea culturale dell’evento: «Hellwatt Festival è uno spazio di libera espressione artistica, aperto alle grandi personalità della musica globale. Abbiamo costruito un cartellone ambizioso che guarda oltre i confini nazionali e punta a posizionare il festival italiano accanto ai grandi eventi globali. Con la musica vogliamo unire le persone da tutto il mondo e di tutte le generazioni, non creare divisioni».
Milani ha confermato la presenza di Kanye West a Hellwatt Festival il prossimo 18 luglio, definendolo «il suo primo grande concerto nel nostro Paese» e uno show «che si preannuncia unico». Ha poi affrontato anche le controversie legate all’artista: «I commenti del passato hanno provocato una reazione legittima, ma vogliamo ricordare che Ye a gennaio, sul Wall Street Journal, si è scusato formalmente affermando di non essere un nazista o un antisemita e di soffrire di disturbo bipolare. Abbiamo inoltre chiesto a lui di scusarsi anche in Italia. I valori del festival non devono essere messi in discussione: rispetto e inclusione».
Il direttore artistico di Hellwatt: «Ospitare un artista leggendario come Kanye West significa portare il nostro Paese a dialogare con i grandi eventi globali»
Il direttore artistico ha evidenziato anche la portata internazionale dell’evento, ricordando il recente ritorno live dell’artista al Sofi Stadium di Los Angeles e sottolineando come l’Italia sia riuscita ad assicurarsi una delle poche date del tour mondiale. «Ospitare un artista leggendario come Ye significa portare il nostro Paese a dialogare con i grandi eventi globali», ha aggiunto, citando anche gli altri headliner del festival, tra cui Travis Scott, Martin Garrix, Wiz Khalifa, Rita Ora e Swedish House Mafia.
«Questo festival è nato per portare a Reggio Emilia un’esperienza visiva e sonora totale», ha concluso Milani, «capace di trasformare ognuna delle cinque giornate in un evento unico».
L’opposizione del Coordinamento Stage & Indies
Di tutt’altro tono le reazioni del Coordinamento Stage & Indies, che rappresenta la filiera delle piccole realtà musicali, intervenuto con una presa di posizione netta contro l’esibizione dell’artista in Italia. «Non si può rimanere in silenzio e dare spazio nel nostro Paese a chi inneggia a Hitler e diffonde dichiarazioni di stampo nazista, totalmente fuori dalla nostra Costituzione», si legge nella nota.
Il Coordinamento richiama anche la decisione del governo britannico, che ha revocato il permesso d’ingresso all’artista, portando di fatto alla cancellazione della sua presenza al Wireless Festival, e sottolinea le proteste già emerse a Reggio Emilia da parte di associazioni sociali, sindacali e culturali del territorio.
La presenza di Ye aveva già sollevato critiche nei mesi scorsi, guidate in particolare dall’Anpi. Tra le voci più dure quella di Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, uno dei sette fratelli uccisi dai fascisti nel 1943: «La decisione del Regno Unito è giusta ed è arrivata con tempismo, mentre l’Italia dovrebbe anticipare queste scelte. Sarebbe meglio non fare il concerto».
Sulla stessa linea la presidente di Anpi Reggio Emilia, Anna Ferrari: «Abbiamo già detto in passato che West non deve venire a Reggio Emilia». A queste posizioni si aggiunge anche Rosamaria Papaleo, segretaria di Cisl Emilia Centrale, che ribadisce il sostegno alle critiche già espresse nei mesi precedenti.
Il Coordinamento Stage & Indies conclude chiedendo apertamente la cancellazione della partecipazione dell’artista «per motivi etici e morali che sovrastano ogni altra motivazione», sostenendo che una simile decisione porterebbe anche un beneficio d’immagine al festival.
