Matteo Sarzana racconta come Airbnb fa sentire tutti a casa tra Olimpiadi, attività e concerti
Il country manager per l’Italia e il Sud Europa del colosso dell’ospitalità ci svela il dietro le quinte delle esperienze che offre Casa Airbnb tra sport, attività e musica
Matteo Sarzana
Come si fa a far sentire la gente a casa anche quando è lontano? Serve contatto umano, comfort, ma anche un po’ di novità e scoperta per far avvicinare gli stranieri a una cultura magari completamente diversa dalla loro. Proprio in questi termini Casa Airbnb apre le porte della sua dimora dal 7 al 22 febbraio in via Senato 14, nel cuore di Milano, per offrire al pubblico diversi tipi di esperienze e servizi che possano avvicinarlo all’incontro tra sport, attività e musica in occasione dei Giochi Olimpici Invernali. Le esperienze proposte infatti variano in base alle giornate e sono prenotabili sul loro sito.
In questa occasione abbiamo incontrato Matteo Sarzana, country manager di Airbnb Italia e Sud Europa, per farci raccontare di più di quello che succede “dietro le quinte” del suo lavoro, il ruolo degli host della casa, la centralità di una città come Milano e l’importanza dei Giochi. Lo sport, però, non è l’unico mercato importante che impatta su Airbnb. Un altro fattore è quello della musica, infatti, basti pensare ai fenomeni come Taylor Swift o Beyoncé che muovono le persone da tutto il mondo. I concerti, infatti, sono uno dei principali motori per cui la gente viaggia e decide, per l’appunto, di alloggiare per un breve periodo di tempo fuori dalla sua città di provenienza.
Le storie e il contatto umano sono al centro dell’esperienza. Non solo per Airbnb, ma anche per lo stesso Matteo Sarzana. Infatti, come ci rivela lo stesso country manager «è un momento di incontro e connessione anche con chi è alla base del business».
L’intervista a Matteo Sarzana
Guardando al tuo percorso, quali passaggi sono stati determinanti per arrivare al ruolo che ricopri oggi e quali competenze ti hanno preparato davvero a guidare Airbnb in Italia?
Ci vuole una certa dose di fortuna e una preparazione che parte da molto lontano. Il mio primissimo lavoro è stato fare il cameriere in due contesti molto diversi. Uno era in un ristorante di Lodi, dove sono nato, e l’altro per una società di catering che faceva grandi eventi. Questo mi ha permesso di scoprire moltissime persone e di vedere come si comportano. Sviluppi quasi in maniera istintiva la propensione a capire chi c’è dall’altra parte.
Ho imparato a gestire l’incertezza e a vedere il contesto più in generale e non a focalizzarmi su una cosa specifica. Dopo il liceo classico ho studiato marketing e comunicazione e ho lavorato a stretto contatto con tantissimi paesi soprattutto quando lavoravo in Alfa Romeo. Prima di arrivare da Airbnb ho gestito Deliveroo in Italia partendo da zero.
Cosa caratterizza Airbnb?
È un modello di business che è a contatto con le persone, che dipende dalle persone perché senza i nostri host, noi non andremo da nessuna parte. In questo modo l’azienda ha il ruolo di rendere possibile la connessione umana, che è la cosa più bella in assoluto perché ti metti in relazione con storie di ogni tipo. Gente che, per svariati motivi, utilizza Airbnb: dalla signora rimasta vedova alla ragazza sul lago che cambia vita e ospita fino a 22 persone compresi turisti da Singapore e Hong Kong.
Come si delinea l’impegno di Airbnb durante i Giochi Olimpici?
Siamo Partner mondiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici, però secondo me la cosa più bella che fa Airbnb è il Travel Grant, per cui garantisce agli atleti che viaggiano per allenarsi, per venire ai Giochi, la possibilità di soggiornare come se fossero a casa loro. È un impegno. Poterlo fare in un contesto che è quanto più possibile vicino a quello di casa loro, con la famiglia, i figli, è un grandissimo risultato.
Qual è la sfida più grande che ti sei trovato ad affrontare, soprattutto in questo periodo delle Olimpiadi?
Forse quella di trasferire al nostro executive team di San Francisco l’emozione e l’importanza di questi legami. Siamo un’azienda globale e qua hanno avuto davvero modo di sperimentare cosa vogliono dire i legami.
Per te che significato hanno i Giochi?
L’orgoglio. Quando la gente entra a Casa Airbnb vede una casa vera e propria nel centro di Milano, anche nel partecipare alla Cerimonia di Apertura si vede l’impegno che ci hanno messo gli italiani. Sommando poi le polemiche che ci sono state prima, a cominciare dall’Arena Santa Giulia che non la vedevano pronta, e invece ce la facciamo.
Che ruolo hanno quindi gli host per questa Casa?
Accolgono le persone che visitano la Casa e sono qui per raccontare le proprie esperienze e le loro storie. È un momento di incontro e connessione anche con chi è alla base del business. E poi ci sono sempre esperienze diverse. Sostanzialmente è un palcoscenico aperto ai turisti per far vedere quello che la città ha da offrire.
Cosa vorresti che rimanesse nel tempo delle vostre attività?
Vorrei che rimanesse il fatto che l’Italia non è solo Milano o Roma. Non è solo Firenze o Venezia. Le Olimpiadi diffuse e la disponibilità di Airbnb in tutto il territorio italiano devono servire per dare al mondo una visione del fatto che il nostro paese è molto di più di quello che i turisti immaginano. E effettivamente lo stanno scoprendo. Il tutto con un host che non solo ti accoglie in casa, ma che ti permette di scoprire le storie e i luoghi super locali e questa è davvero una cosa unica.
Secondo te quanto impatta il mercato musicale su Airbnb? Pensando ad esempio al fenomeno Taylor Swift o Beyoncé.
Con Taylor Swift sono arrivati tantissimi americani per vederla a San Siro perché facendo due conti con il biglietto aereo, quello del concerto e quello dell’alloggio costavano meno nel totale che andare a vedere lo show in America. Il mercato musicale è parte dei tantissimi eventi che ci sono in Italia dove senza la capacità ricettiva che noi mettiamo a disposizione non sarebbero in grado di ospitare il flusso dei turisti.
Pensi che il mercato musicale abbia un impatto maggiore rispetto ad altri?
In qualche modo sì perché sposta tantissime persone concentrate in uno o due giorni, rispetto magari ad una fiera o anche allo stesso Salone del Mobile che dura più giorni.
Questo ci dice molto anche su quanto la musica possa spostare le persone. E invece, a proposito, tu che cosa ascolti?
Ascolto veramente di tutto. Ultimamente il mio focus è sul metal sinfonico norvegese.
L’ultimo concerto a cui sei stato? E a quali vorresti andare?
L’ultimo a cui sono stato erano i Nightwish all’Alcatraz. Vorrei tornare a vedere i Guns N’ Roses. Quando li ho visti quattro anni fa a Firenze mi aspettavo che sarebbe stato un concerto di un’ora e venti, invece hanno suonato tre ore e mezza. Se no anche gli Iron Maiden se rifacessero i pezzi vecchi.
E di musica italiana?
La mia canzone preferita dell’ultimo periodo è Mafia Del Boom Bap dei Club Dogo. Non sono andato al concerto perché stavo preparando le Olimpiadi. Penso sia un disco bellissimo.
Di Sanremo cosa ne pensi?
In quel periodo sarò in America. Mi piace solo come manifestazione culturale.
