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Ornella Vanoni, arriva “Nun è peccato”: l’inedito rimasto fuori dal disco con Toquinho

Registrata nel 1976 e poi sostituita da “Anema e core”, la canzone anticiperà la riedizione di “La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria”, in uscita il 13 novembre

  • Il19 Ottobre 2026
Ornella Vanoni, arriva “Nun è peccato”: l’inedito rimasto fuori dal disco con Toquinho

Ornella Vanoni con Toquinho e Vinícius de Moraes durante le registrazioni di "La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria" negli studi Fonit-Cetra di Roma, 1976

Le conversazioni tra una registrazione e l’altra sono spesso le prime cose a sparire da un disco. Nel nastro di Nun è peccato, cinquant’anni dopo, diventano invece il modo più immediato per tornare dentro quelle sessioni.

Il 13 novembre Nar International pubblicherà La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria – 50° anniversario, riedizione dell’album realizzato da Ornella Vanoni con Toquinho e Vinícius de Moraes. La nuova edizione affiancherà al lavoro originale rimasterizzato un secondo disco di registrazioni mai pubblicate e conversazioni avvenute nello studio romano.

Prima dell’uscita, venerdì 23 ottobre, esce Nun è peccato. Vanoni la incise durante le sessioni del 1976, ma in seguito Anema e core ne prese il posto nella scaletta. Nel nastro si sentono anche Toquinho e l’arrangiatore Gianfranco Lombardi discutere con lei del rapporto tra la musica napoletana e quella brasiliana. Voci che restituiscono anche il clima di lavoro in studio e mostrano come la scelta dei brani nascesse dal confronto diretto tra musicisti, arrangiatore e produttore.

Nun è peccato: quello che era rimasto fuori

Nun è peccato è uno dei classici della canzone napoletana del secondo Novecento. Ugo Calise e Carlo Alberto Rossi scrissero il brano che Peppino di Capri portò al successo nel 1958.

La canzone napoletana rimase comunque parte del progetto. Quando Nun è peccato uscì dalla tracklist, Anema e core ne prese il posto.

Nel 1976 Vanoni, Toquinho e de Moraes registrarono La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria in presa diretta. Sergio Bardotti guidò il progetto e adattò i testi in italiano. In seguito Gianfranco Lombardi aggiunse i cori e le parti orchestrali.

L’album ottenne il disco d’oro poche settimane dopo l’uscita. La riedizione sposta ora l’attenzione dal risultato al modo in cui i tre artisti lo raggiunsero. Prove, conversazioni e alternative scartate ricostruiscono le decisioni che portarono alla forma definitiva del lavoro. Nun è peccato è il primo frammento di quella storia a riemergere dai nastri.

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