Le Pussy Riot si scagliano contro la Biennale di Venezia per la reintegrazione del padiglione russo
Il collettivo ha annunciato che arriverà con un intervento per esprimere sostegno incondizionato all’Ucraina
Le Pussy Riot
Attraverso un post su Instagram, le Pussy Riot si sono scagliate contro la Biennale di Venezia a causa della reintegrazione del padiglione russo. “Per la prima volta dopo diversi anni, la Russia di Putin torna alla Biennale di Venezia. La Biennale afferma che la decisione non dipende da loro: ecco perché non è vero”, ha scritto la leader del collettivo Nadya. “La Biennale è composta dalla mostra internazionale principale e dai padiglioni nazionali. Uno di questi è il padiglione russo. Tuttavia, sebbene l’edificio appartenga alla Russia, si trova ai Giardini, che sono proprietà dello Stato italiano e della città di Venezia, e funziona solo grazie ad accordi con la Biennale. Il presidente della Biennale è nominato dal governo italiano”.
E ancora: “Il padiglione russo non è un’ambasciata: non è territorio sovrano e non ha status diplomatico. Questo significa che il governo italiano, le autorità di Venezia e la stessa Biennale possono dire “no” alla Russia, se lo desiderano. Se la Russia partecipa alla Biennale, significa che questa è una decisione politica dell’Italia“.
Il funzionario del governo russo Mikhail Shvydkoy ha risposto alle critiche dicendo che “L’eternità prevale sulle preoccupazioni momentanee; la cultura prevale sulla politica. Purtroppo non tutti sono in grado di capirlo. Questa è un’ulteriore prova che la cultura russa non è isolata e che i tentativi di ‘cancellarla’, portati avanti negli ultimi quattro anni dalle élite politiche occidentali, non hanno avuto successo”.
“I bambini ucraini che hanno perso i loro genitori e le loro case non saranno davvero in grado di capirlo”, hanno ribattuto le Pussy Riot. “La partecipazione della Russia ufficiale alla Biennale è un duro colpo per la sicurezza dell’Europa. Dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, il “soft power” culturale è diventato parte della dottrina militare russa e uno strumento di guerra ibrida. È l’espansione culturale della Russia imperiale nel cuore dell’Europa”.
Le Pussy Riot hanno poi annunciato che arriveranno alla Biennale di Venezia con un intervento: “Vogliamo esprimere un sostegno incondizionato all’Ucraina, alle vittime dei crimini di guerra russi, ai prigionieri politici russi e ai prigionieri di guerra ucraini. I migliori cittadini della Russia sono o in prigione per gesti contro la guerra o sono stati uccisi, mentre l’Europa apre le sue porte ai funzionari e ai propagandisti di Putin”.
