“Suoni dal Futuro”: Manuel Agnelli e SIAE presentano il progetto live itinerante
Dodici band emergenti si esibiranno fra Germi a Milano e altri live club in giro per la penisola: ecco tutte le informazioni sull’iniziativa
Foto di Hugo Weber
Al centro di tutto c’è la scena musicale italiana, la sua creatività, gli autori e la dimensione live. Suoni dal Futuro è un progetto che nasce dall’iniziativa congiunta di Manuel Agnelli (frontman degli Afterhours), del collettivo Germi – LdC (di cui lo stesso cantante è anche fondatore) e SIAE, che ha siglato una partnership di durata triennale. Da questa sinergia nasce l’obiettivo di aiutare la prossima generazione di autori e musicisti attraverso un percorso guidato che possa aiutarli nella resa sul palcoscenico, oltre a farli crescere professionalmente.
Cos’è Suoni dal Futuro
Suoni dal Futuro si articola su due direttrici fondamentali. Da una parte c’è la programmazione del locale Germi di Milano, con cinque serate al mese per dieci mesi l’anno, per un totale di circa cento band che si esibiranno nella venue. Dall’altra parte c’è Suoni dal Futuro Live Tour, rassegna itinerante che porterà dodici progetti artistici in diverse città: Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Taranto, Pesaro e Torino. Si conta un totale di 96 concerti divisi a metà tra primavera e autunno con appuntamenti a ingresso gratuito.
La tournée, che prevede 96 concerti in totale, partirà il 10 aprile a Germi a Milano, per poi proseguire allo Spazioporto di Taranto, l’Urbica di Pesaro, I Candelai di Palermo, l’Auditorium Novecento di Napoli, il Wishlist Club di Roma e Il Covo di Bologna, per concludersi allo Spazio 211 di Torino il 30 maggio. Tra i protagonisti ci saranno Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz.
Suoni dal Futuro nasce sulla base del precedente progetto Carne Fresca. Parallelamente, grazie alla collaborazione con l’etichetta indipendente Woodworm e alla distribuzione di Universal Music Italia, è stata pubblicata una raccolta di brani che ha contribuito a raccontare e valorizzare la nuova scena emergente.

Le dichiarazioni
«Sono stato in giro negli ultimi anni, un po’ casualmente e un po’ per merito di mia figlia Emma», racconta Manuel Agnelli durante la conferenza stampa di presentazione del progetto. «Mi ha portato a vedere dei concerti, che io mi aspettavo abbastanza improbabili ma invece ho davvero scoperto una miniera d’oro di talento. C’è una tendenza fra i ragazzi più giovani: suonare gli strumenti, cantare senza autotune e scrivere le canzoni. Una cosa che per me non è una novità: io sono cresciuto così. Ma negli ultimi anni ho visto scomparire questa tendenza».
E ancora: «L’attitudine che mi ha avvicinato alla musica l’ho vista sparire progressivamente. Invece questa nuova generazione la scopre per la prima volta. Hanno scoperto l’enorme potenza di avere questo tipo di linguaggio, di identità. Li fa sentire meno soli, li fa riscoprire un senso di comunità. Nel nostro piccolo gli diamo una possibilità per usufruire di un laboratorio: sbagliare, cambiare, crescere nel tempo senza sfornare per forza una hit o sparire completamente».
Salvatore Nastasi, presidente di SIAE, aggiunge: «Appena finito il Covid c’è stata un’esplosione di live: le persone avevano bisogno di vedere gli artisti dal vivo. Il rapporto fisico del pubblico con la musica è ancora fortissimo. Così mi sono detto: diamo a questi ragazzi la possibilità di farsi vedere, sentire la forza del pubblico e uscire dall’idea che a 20 anni ci sia San Siro o niente».
