Terry Hall, un innovatore dal sorriso malinconico. Il ricordo di Alioscia dei Casino Royale

Ci ha lasciato a soli 63 anni in seguito a una malattia fulminante uno dei grandi protagonisti della effervescente scena musicale anglosassone nata dopo l’onda del punk. Alioscia dei Casino Royale ci ha lasciato un suo ricordo personalissimo a seguito della triste notizia
Terry Hall, foto di Stefano Masselli

Terry Hall fu con i The Specials uno degli eroi della scena ska che esplose in Inghilterra alla fine degli anni ’70. Quell’omonimo disco d’esordio che uscì nel 1979 per la mitica label 2 Tone, segnò un’intera generazione di mod e amanti dello ska. Tra questi anche un giovanissimo Alioscia Bisceglia, che poi renderà omaggio ai suoni del 2 Tone movement, con i suoi primi lavori dei Casino Royale. Sono state tante le “trasformazioni” musicali di Terry Hall nel corso della sua carriera, appena dopo l’uscita del meraviglioso singolo Ghost Town che raggiunse il numero uno nella clasifica UK nel luglio del 1981.


I The Specials si sciolsero e Terry Hall – con Neville Staples e Lynval Golding – formò i Fun Boy Three. Anche in questo caso scrisse tante canzoni di successo (Our lips Are Sealed venne portata in alto anche nelle classifiche USA dalle Go- Go’s). Ma il capolavoro rimane il malinconico Waiting, album del 1983 in cui coinvolsero anche David Byrne.

Poi arrivò un album con David A. Stewart degli Eurythmics sotto il nome di Vegas, e a metà anni ’80 anche l’esperienza con il progetto di pop raffinato ed elegante, The Colourfield. Finalmente, negli anni ’90, l’inizio della carriera da solista con buonissimi album. Terry Hall nei decenni  successivi non ha mai smesso di collaborare con tanti musicisti di spessore e ha inciso nuovi tour con la sua prima band, i The Specials, di cui ricordiamo anche l’ultimo notevole album in studio del 2021, Protest Songs 1924-2012. Terry Hall era nato a Coventry nel marzo del 1959, ci ha lasciato purtroppo molto presto.


Il ricordo di Alioscia Bisceglia di Terry Hall

Che si rompano le file e che le dipartite inizino sta nell’ordine delle cose. La vita è fatta spesso di saluti che giudichiamo prematuri ed ingiusti, ma questa è la vita. Per questo forse meglio pensarla come un episodio di una serie molto molto lunga. Ci sono figure che continui a tenere nel tuo Olimpo da quando sei adolescente. Figure di riferimento che continui a seguire e che continuano a darti conferma che la prospettiva che ti avevano aiutato a mettere a fuoco non cambia, anche con il passare dei decenni. Terry Hall per me era una di queste. Nell’essere un ragazzino che saliva sul palco non certo per le spiccate qualità canore, quel tipo super slick dalla voce acida di Coventry è stato un faro.

Anche dopo More Specials, dopo essersi rotto il giocattolo con Jerry Damners, mente del gruppo, Terry Hall ha continuato a produrre progetti innovativi e di ricerca sonora per nulla scontati. Ritrovarlo poi con nuovi artisti alfieri del nuovo che ti piace, come Tricky o Demon Albarn, sembrava un segno del destino ed una traccia da continuare a seguire.

È stata inaspettata ad un certo punto la reunion degli Specials e l’opportunità di incontrarlo. Il realizzare quanto fosse vulnerabile e allo stesso tempo deciso nel seguire un suo percorso artistico e umano in modo coerente. Un art director più che un musicista puro. Un cantante unico e particolare nelle sue melodie e code melanconiche, che ha saputo essere dritto e diretto praticamente punk ed intimo e confidenziale. Quasi precursore del Trip Hop.


Ho provato a collaborare con lui e ne avevamo parlato. Quando mi ha scritto che non c’è l’avrebbe fatta a questo giro, mi sono sentito come quando ad un bambino gli cade il gelato.

Abbiamo avuto la fortuna di aprire un concerto degli Specials, potete immaginare cosa significasse suonare prima di uno dei gruppi che ti ha cambiato la tua vita e che quando hai iniziato a suonare si era già sciolto. L’ho rincontrato lì, siamo stati insieme un po’ nel backstage parlando dei figli e dicendoci che avremmo potuto riprovarci. “Passa a trovarci a casa” mi disse Terry Hall. Forse a me è bastato anche quello. L’aver trovato in un mio mito e punto di riferimento artistico un volto umano, una fragilità non nascosta da maschere o aggressività, sensibilità e voglia di non allinearsi.

Sarà sorprendente per chi non conosce il personaggio di Terry Hall scoprire in questi giorni surfando in rete quanti artisti lo menzioneranno per rendergli omaggio. Defilato e fondamentale, riservato e sempre incisivo, pacato, acuto e ribelle.


Buona notte Terry, resterai sempre un compagno di viaggio.


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