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Addio a Gino Paoli, gigante della musica italiana

Il cantante, autore di canzoni senza tempo come “Il Cielo in una Stanza”, “Sapore di Sale” e “Una Lunga Storia d’Amore”, è scomparso a 91 anni dopo un breve ricovero in una clinica privata

  • Il24 Marzo 2026
Addio a Gino Paoli, gigante della musica italiana

Il mondo della musica piange la scomparsa, a 91 anni, di Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori italiani e tra i massimi esponenti della scuola genovese. «Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari», ha dichiarato la famiglia di Paoli in una nota stampa, con la quale chiede la massima riservatezza ai media. Secondo le prime ricostruzioni, Paoli (nato a Monfalcone il 23 settembre 1934) è morto nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata.

Il mito di Gino Paoli

Nel 2024, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 90 anni, il cantautore si è detto molto fortunato per aver fatto sempre quello che ha voluto e per aver goduto pienamente la propria vita, ricca di successi, di splendide donne e di amici sinceri. «Mi mancano gli amici, e forse è questo il rimpianto più grosso che posso avere alla mia età», ha sottolineato Paoli. «Bruno Lauzi mi diceva sempre: “Non siamo i più bravi, ma i sopravvissuti”».

Sopravvissuto non è solo un modo di dire, ma la pura realtà, se si pensa che il 13 luglio del 1963, in seguito a una delusione amorosa e a un incidente d’auto in cui morì un suo amico, Paoli si sparò al cuore con una pistola. La pallottola arrivò così vicina al cuore da rendere troppo rischioso l’intervento per rimuoverla, ma, incredibilmente e fortunatamente, non lo uccise. Un mese dopo aver visto la morte in faccia, la sua Sapore di Sale, dedicata a una giovanissima Stefania Sandrelli, arrivò prima in classifica.

Fra i padri della cosiddetta scuola genovese insieme agli amici e colleghi Luigi Tenco, Fabrizio De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri e Giorgio Calabrese, a Paoli dobbiamo capolavori come Il Cielo in una Stanza, la già citata Sapore di Sale, Una Lunga Storia d’Amore, Che Cosa C’è, La Gatta e Ti Lascio una Canzone, che sono entrati a far parte della memoria collettiva.

L’amore per Ornella Vanoni

Per un curioso gioco del destino, il suo grande amore Ornella Vanoni era nata il 22 settembre, il giorno dopo il compianto Leonard Cohen (21 settembre) e il giorno prima di lui (23 settembre), tre fuoriclasse della canzone nati tutti nel 1934. I due artisti si conobbero nel 1961 quando lei aveva bisogno di una canzone e Paoli scrisse per lei la splendida Senza Fine: quel valzer ricco di pathos fu l’inizio della loro travolgente storia d’amore.

«La Vanoni mi ha tolto le belinate del sesso con la colpa», ha dichiarato Paoli in un’intervista al Corriere della Sera. «Che poi su ognuno di noi giravano voci senza senso. E prima di avere il coraggio di dichiararmi l’ho portata in giro per tutta Milano, lei poverina con i tacchi… finché un giorno, sotto casa sua, le dico “scusa ti devo chiedere una cosa, sei lesbica?”. E lei: “Io? No. E tu sei frocio?”. E io: “No!”. “E allora?”. Allora c’era un albergo lì vicino e siamo andati a risolvere la storia».

Il percorso jazz

Nel 2000 Giuliano Palma & The Bluebeaters hanno riportato nelle classifiche due gioielli di Paoli degli anni ’60, Domani e Che Cosa C’è, rielaborati con sonorità reggae / rock steady e impreziositi dall’inconfondibile voce del cantautore.

Dopo aver fatto innamorare generazioni con le sue canzoni senza tempo, Gino Paoli, invece di sedersi sugli allori, negli ultimi anni si è reinventato cantante jazz confidenziale, grazie anche ad alcuni formidabili musicisti.

L’album che ha segnato l’inizio della sua seconda giovinezza artistica è stato Milestones, pubblicato nel 2007 dalla prestigiosa etichetta Blue Note. Il disco conteneva alcuni standard americani e i brani più famosi del suo repertorio, riarrangiati in chiave jazz. Un album elegante e ispirato, nel quale Paoli ha coinvolto i migliori jazzisti italiani: Enrico Rava alla tromba, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria e Danilo Rea al pianoforte. Il successo di vendite e la trionfale accoglienza ricevuta dal quintetto in ogni data del tour hanno convinto Paoli a non considerare episodica questa esperienza ma a proseguire con convinzione sulla strada del jazz.

Squadra che vince non si tocca e così, nel successivo Un Incontro in Jazz, vengono confermati Rea, Bonaccorso e Gatto, mentre Enrico Rava viene sostituito egregiamente da Flavio Boltro. L’affinità con Danilo Rea, uno dei pianisti italiani più lirici e creativi, è tale da decidere di intraprendere con lui, nel 2012, un coraggioso progetto solo voce e piano dal titolo Due Come Noi Che. «Quando siamo insieme sul palco», ha sottolineato Paoli, «io potrei suonare il pianoforte e lui cantare, anche se normalmente accade il contrario: ci leggiamo nella testa». L’accoglienza trionfale nei teatri e i continui sold out confermano la bontà dell’operazione, tanto da incidere insieme, pochi mesi dopo, Napoli con Amore, caloroso omaggio alla canzone napoletana.

Il commiato

Negli ultimi anni il cantautore genovese non si è più esibito dal vivo in concerto, anche a causa di una fastidiosa labirintite, ma non ha mai smesso di comporre nuova musica, tanto da aver inciso nel 2019 l’album Appunti di un Lungo Viaggio.

Recentemente Gino Paoli ha composto alcune canzoni che avrebbero dovuto far parte di un nuovo lavoro di inediti, l’ennesimo di una lunga serie iniziata nel lontano 1961. Un disco che sarebbe dovuto essere il commiato dalla musica del cantautore che, in settant’anni di carriera, non ha mai smesso di regalarci emozioni, ricordi e grandi canzoni.

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