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Le BLACKPINK e un mini-album a tempo scaduto

Tra autori illustri, una titletrack mancata e l’assenza quasi totale del coreano, “DEADLINE” lancia la band oltre il K-pop con un disco in cui le ingombranti carriere soliste di JISOO, JENNIE, ROSÉ e LISA tentano di trovare uno spazio condiviso

  • Il3 Marzo 2026
Le BLACKPINK e un mini-album a tempo scaduto

Ascoltare per la prima volta DEADLINE nel marasma sanremese, tra una conferenza e l’altra, in attesa della serata cover è un’esperienza mistica. Forse anche questo ha inficiato la mia primissima impressione sul quarto EP delle BLACKPINK. Cinque brani uniti da un dichiarato messaggio di empowerment femminile che esplorano EDM, techno e synth pop anni Ottanta e che alternano produttori fidati e autori di spicco. La titletrack GO non è di quelle che colpiscono al primo colpo e quel veleno rosa che si sarebbe dovuto infilare nelle orecchie degli ascoltatori con Me and My – un brano da vere baddie – emerge paradossalmente nel brano conclusivo più intimo e acustico Fxxxboy.

Con 1,46 milioni di copie vendute nel primo giorno, DEADLINE ha stabilito il record per le vendite più alte nel primo giorno di un gruppo femminile K-pop, ma la prima sensazione è che le BLACKPINK ci abbiano solo offerto un antipasto di ciò che ci attende nell’immediato futuro. Quando JISOO, JENNIE, ROSÉ e LISA fanno il compitino il risultato è comunque di buon livello perché la base di partenza è alta. Se poi unisci il gusto melodico di Chris Martin e la produzione sempre acuta di Cirkut (producer tra gli altri di APT.), la formula è probabile che funzioni.

GO non è forse la titletrack ideale, ma la rappresentazione di quello che sono le BLACKPINK oggi. Quattro popstar ben definite, ognuna con le proprie peculiarità, che decidono di fare musica insieme. Ed è proprio questo il pregio e il difetto del singolo di punta del progetto. Da un lato la partecipazione attiva di tutte le componenti alla scrittura mette in mostra le loro sfumature nelle varie sezioni: il rap di LISA e JENNIE, le armonie vocali di JISOO e il canto intimistico di ROSÉ la cui voce in tutto il disco viene spesso strategicamente accompagnata dalla chitarra acustica. Segno che la sua strada, come si è visto in rosie e nei concerti dal vivo, sarà quella.

Dall’altro si ha l’impressione, a prescindere dalla bellezza del bridge, che si stia ascoltando un featuring tra le quattro artiste se non fosse per il coro «BLACKPINK» ripetuto nel finale. Sull’utilizzo parziale dell’AI nel videoclip resta un po’ di scetticismo: ce n’era davvero bisogno?

Ascolto dopo ascolto, la convinzione è che Champion forse sarebbe stata una titletrack più forte. I motivi sono due. Il primo è la sintesi perfetta tra messaggio e musicalità. L’arpeggio di chitarra, piuttosto cupo, e poi i sintetizzatori presi in prestito dal pop statunitense degli anni Ottanta che trasmettono la determinazione della band davanti alle difficoltà, sono un glow up che avviene in meno di un minuto. Il secondo è la penna di EIJAE (Kpop Demon Hunters), evidente nel ritornello anthemico e nostalgico. Dal vivo funzionerà e la speranza è di averne presto la conferma.

È questa la DEADLINE delle BLACKPINK?

Qualche giorno fa ROSÉ è diventata la prima artista K-pop a vincere ai BRIT Awards per la sua hit APT. con Bruno Mars. Un riconoscimento storico che lancia l’artista nell’universo delle popstar globali. La cantante sui propri profili social, oltre a una coreografia di GO, ha sottolineato come il sostegno e il supporto reciproco siano l’anima della band. Eppure, sebbene sia prevista l’uscita di un full length album prima della fine dell’anno, è inevitabile interrogarsi sul loro futuro.

Di certo, come suggerisce il titolo, questo quarto mini-album traccia una linea netta con il passato. Non si può più parlare di K-pop, dimostrazione è il fatto che a eccezione di JUMP tutti i nuovi brani sono solo in inglese. Ciascuna delle quattro componenti ha ormai un’identità talmente forte e ingombrante che a tratti quasi fanno fatica a convivere senza ritagliarsi uno spazio ad hoc nei singoli brani.

DEADLINE è un EP a tempo scaduto perché è stato atteso per così tanto che viene da pensare che sia uscito in ritardo. JISOO, JENNIE, ROSÉ e LISA sono grandi e lanciate verso carriere soliste che devono riuscire a far combaciare, non tanto con le attività di gruppo, quanto con la direzione artistica dello stesso. Al di là della forza e della qualità di una titletrack, è questa la vera grande sfida che attende la girl band più celebre del pianeta.

Dei comeback più importanti del 2026 e dell’exploit dei gruppi femminili abbiamo parlato negli ultimi due numeri della nostra newsletter K-pop Radar. Recuperali e iscriviti al link qui sotto.

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