La partecipazione di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi è già un caso politico
Il ministro Andrea Abodi ha dichiarato espressamente che sul palco di San Siro l’artista italo tunisino non esprimerà le proprie opinioni politiche
Ghali
Il nome di Ghali come ospite alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi che si svolgerà il 6 febbraio allo Stadio San Siro di Milano è uscito solo qualche giorno fa e ha giù suscitato le prime polemiche. Nella giornata di ieri, infatti, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha dichiarato espressamente che il rapper italo tunisino sul palco olimpico non esprimerà le proprie opinioni politiche, aggiungendo che “le caratteristiche della cerimonia di apertura sono centrate sul rispetto dello sport. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il suo pensiero e i messaggi che ha mandato. Un Paese deve saper reggere all’urto di un artista che ha espresso un’idea che non condividiamo e che non sarà espressa su quel palco”, ha concluso.
La Lega su Ghali alle Olimpiadi: «L’Italia merita un artista, non un fanatico proPal»
La Lega si è ovviamente schierata contro la partecipazione di Ghali. “È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari”, tuona il Carroccio. “L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal. Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi è una notizia sconcertante, resa ancora più disgustosa pensando che domani è il Giorno della Memoria”. Anche Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, si è espressa a sfavore dell’artista. “È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida sul ruolo che deve svolgere. Sono fiduciosa che capirà cosa è chiamato a fare in quel contesto e in quel momento”.
M5S: «Questa è una censura preventiva»
L’opposizione ha parlato di censura preventiva. “Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista non esprimerà il suo pensiero sul palco non sta parlando di rispetto o di etica. Non è una questione di condividere o meno le idee di Ghali, è una questione molto più grave: un governo che pretende di stabilire in anticipo cosa si può dire e cosa no. Dietro il linguaggio di Andrea Abodi c’è solo paura della libertà di espressione. Chi rappresenta quando si esprime in questo modo? L’arte non nasce per essere neutra, addomesticata o innocua, ma per esprimersi liberamente. Chi non è in grado di reggerla è semplicemente perché non regge la democrazia”.
Insomma, Ghali non è ancora salito sul palco delle Olimpiadi ma la sua partecipazione è già diventata un caso divisivo per la politica. Del resto l’artista non si è mai tirato indietro dall’esprimere le sue posizioni apertamente a favore della Palestina, sia sul palco del Festival di Sanremo nel 2024 – dove ha evocato lo stop al genocidio perpetrato da Israele -, sia nelle piazze e sui social, dove ha denunciato l’ipocrisia dei suoi colleghi rapper che non parlano dello sterminio dei palestinesi per paura di perdere sponsor e opportunità.
Cosa farà Ghali sul palco delle Olimpiadi?
Le opinioni – anche (evidentemente) le più basilari, come essere contro a un genocidio – possono essere condivisibili o meno, ma la vicenda che sta vedendo coinvolto Ghali nelle ultime ore sta avendo dello sconcertante. Perché chiamare ad esibirsi un artista che – pur essendo riconosciuto dalla stessa Fondazione Milano-Cortina una delle figure più rappresentative della cultura contemporanea italiana – è comunque dichiaratamente schierato se se ne teme la voce così tanto da far sembrare quasi messo nero su bianco che non uscirà dal “copione” prestabilito? Mettere – soprattutto a priori – un veto sulla libertà di espressione è un modus operandi censorio che ci riporta a tempi bui della nostra storia che non dovrebbero più trovare spazio.
Il fatto che il caso sia ormai di dominio pubblico lascia aperte delle domande a cui solo Ghali potrà dare una risposta. Rinuncerà a un evento di tale portata e risonanza? Salirà sul palco rivendicando le sue idee o eseguendo quello per cui è stato chiamato e – dunque – confermando le parole del ministro Abodi?
