Grammy Awards 2026: trionfa Bad Bunny e non mancano discorsi politici contro l’ICE
La premiazione si è tenuta domenica 1 febbraio alla Crypto.com Arena di Los Angeles e come ogni anno non sono mancati colpi di scena e battaglie politiche
harry Styles consegna il premio per Miglior Album dell'Anno a bad Bunny (foto Billboard US di Frazer Harrison/Getty Images)
Anche quest’anno ai Grammy Awards 2026 non si può ignorare l’attualità. Sono stati diversi i discorsi politici fatti dagli artisti vincitori nelle diverse categorie contro l’ICE, organizzazione che specialmente negli ultimi giorni sta terrorizzando gli Stati Uniti con i suoi metodi violenti per l’anti-immigrazione. Dunque, anche quest’anno, la politica è entrata nella sala della Crypto.com Arena di Los Angeles durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta domenica 1 febbraio. Non sono mancati dall’altra parte i premi e i colpi di scena per le diverse categorie oltre che a diverse performance come quelle di Sabrina Carpenter, Sombr, Alex Warren e Lola Young
Bad Bunny trionfa ai Grammy Awards 2026 come Miglior Album dell’Anno
La serata dei Grammy Awards ha segnato anche diverse “prime volte” e trionfi da record. A cominciare da Debí Tirar Más Fotos di Bad Bunny. Il disco ha fatto la storia ai Grammy Awards 2026 diventando il primo album in lingua spagnola a vincere il premio per Album dell’Anno. L’unico altro album in spagnolo precedentemente nominato in questa categoria era Un Verano Sin Ti, sempre di Bad Bunny, che tre anni fa aveva perso contro Harry’s House di Harry Styles.
Con un gesto particolarmente significativo, è stato proprio Styles a consegnare il premio a Bad Bunny quella sera. Ma non è tutto. L’album della star portoricana si porta a casa anche il Grammy per Miglior Album di Musica Urbana, mentre un brano tratto dall’album, EOO, si è aggiudicato il premio per Miglior Performance di Musica Globale.
Sebbene la maggior delle persone parte fosse soddisfatta della vittoria di Bunny come Album dell’Anno, resta il fatto che nessun album rap ha vinto in questa categoria di punta dai tempi di Speakerboxxx/The Love Below degli OutKast, 22 anni fa. Il fatto che, per la prima volta, tre album rap fossero nominati come album dell’anno potrebbe aver ridotto le possibilità di vittoria di Lamar.
Il discorso contro l’ICE
«Prima di dire grazie a Dio, dico fuori l’ICE. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni: siamo solo umani», così inizia il suo discorso Bad Bunny sul palco della cerimonia dei Grammy Awards 2026 tra la folla di applausi dei presenti. Le cosiddette culture wars sono state viste come un fattore a favore di Bunny. La sua vittoria è interpretata, in parte, come una risposta alla retorica anti-immigrazione del presidente Donald Trump (anche se, in quanto portoricano, Bunny è cittadino statunitense), allo stesso modo in cui il trionfo delle The Chicks nel 2007 fu letto come una presa di posizione dei votanti a favore del trio nella loro battaglia verbale con il presidente George W. Bush.
Un altro elemento che ha giocato a favore di Bunny: la Recording Academy ha invitato tutti i membri votanti della Latin Recording Academy a entrare a far parte dei propri ranghi e, secondo l’amministratore delegato Harvey Mason Jr., quasi mille di loro hanno accettato l’offerta. Questo afflusso di nuovi membri latini potrebbe aver contribuito anche alla vittoria del Buena Vista Social Club come Miglior Album di Musical Teatrale, superando concorrenti molto forti come Maybe Happy Ending e Just in Time.
Inoltre, Bad Bunny sarà l’headliner dello show dell’intervallo del Super Bowl tra una settimana, l’8 febbraio. Diventerà così la prima persona a vincere il Grammy per Album dell’Anno e a esibirsi nello show dell’Halftime del Super Bowl nello stesso anno dai tempi di Tony Bennett, che ci riuscì nel 1994. Il leggendario cantante si esibì il 29 gennaio insieme a Patti LaBelle, Teddy Pendergrass, Arturo Sandoval e i Miami Sound Machine. Un mese dopo, il 1° marzo, vinse l’album dell’anno per MTV Unplugged.
La vittoria di Kendrick Lamar
Kendrick Lamar ha stabilito un nuovo record come il rapper con il maggior numero di Grammy in carriera. Nel corso della serata ha vinto quattro premi, portando il suo totale a 26 Grammy. Il precedente primato apparteneva a Jay-Z con 25 statuette, seguito da Ye con 24. La rapidità con cui Lamar ha scalato le classifiche dei Grammy è particolarmente impressionante se si considera che ha vinto i suoi primi premi solo nel 2015. A quel punto, Jay-Z e Ye avevano già entrambi conquistato 21 Grammy.
Lamar ha vinto il premio per Record dell’anno con Luther, la sua collaborazione di enorme successo con SZA. Aveva già trionfato nella stessa categoria lo scorso anno con Not Like Us. Lamar è soltanto il quarto artista nella storia dei Grammy a vincere questo premio per due anni consecutivi e, inoltre, è il primo solista maschile a riuscirci. Prima di lui, l’impresa era stata compiuta solo da due soliste — Roberta Flack e Billie Eilish — e da un gruppo, gli U2.
La vittoria di Luther è vista come un riconoscimento non solo per Lamar e SZA, ma anche per Luther Vandross e Cheryl Lynn, il cui brano If This World Were Mine è campionato nella canzone, oltre che per Marvin Gaye, autore del pezzo originale, inciso nel 1967 insieme alla sua storica partner di duetti Tammi Terrell. Il brano ha inoltre vinto il Grammy per miglior performance rap melodica. Gli altri premi conquistati da Lamar nella serata sono stati miglior canzone rap come coautore di TV Off e miglior performance rap come artista ospite in Chains & Whips dei Clipse.
Anche Billie Eilish e Finneas O’Connell fanno la storia dei Grammy
I due fratelli sono diventati i primi nella storia dei Grammy a vincere tre volte il premio per la canzone dell’anno. Quest’anno hanno trionfato con Wildflower, dopo aver già vinto in passato con Bad Guy e What Was I Made For?. Il premio è stato consegnato da Carole King, che nel 1972 divenne la prima cantautrice donna a vincere la canzone dell’anno con You’ve Got a Friend.
Questo è il quarto anno consecutivo in cui il premio per la canzone dell’anno va a un brano scritto da uno o due soli autori. Le due canzoni di Billie e Finneas si affiancano a due brani scritti da un unico autore ciascuno: Just Like That di Bonnie Raitt e Not Like Us di Kendrick Lamar. Un dato che va controtendenza rispetto all’industria musicale, sempre più orientata verso grandi collettivi di autori.
Anche Billie Eilish durante il suo discorso di ringraziamento non ha mancato di criticare le politiche dell’ICE dicendo che «nessuno è illegale in terra rubata». La cantante ha anche invitato le persone a continuare a portare avanti le proteste contro l’organizzazione.
Premiati anche Olivia Dean, Aura V e Chick Corea
Non sono mancate anche sorprese e spazio alle voci più nuove della scena musicale. Olivia Dean infatti ha vinto il premio come Miglior Artista Esordiente, segnando il nono anno consecutivo in cui una solista donna conquista questa categoria. Dean segue una lunga serie di vincitrici: Alessia Cara, Dua Lipa, Billie Eilish, Megan Thee Stallion, Olivia Rodrigo, Samara Joy, Victoria Monét e Chappell Roan. Nessun artista maschile ha vinto in questa categoria dai tempi di Chance the Rapper, nel 2017.
Ma non è tutto perché Dean può già essere considerata una seria candidata alle principali categorie dei Grammy del prossimo anno. Il suo elegante singolo Man I Need sarà eleggibile per record dell’anno e canzone dell’anno, mentre il suo album di successo The Art of Loving potrà concorrere per il premio di album dell’anno.
Aura V, che ha vinto il Grammy per Miglior Album di Musica per Bambini insieme a suo padre Fyütch per Harmony, ha stabilito un nuovo record diventando la più giovane vincitrice di un Grammy accreditata individualmente nella storia. Aura V ha appena 8 anni. Il precedente record apparteneva a Blue Ivy Carter, che cinque anni fa, all’età di 9 anni, vinse insieme a sua madre Beyoncé e a WizKid per Brown Skin Girl.
Inoltre, Chick Corea, il compianto pianista jazz fusion, compositore e bandleader ha vinto il suo 29° Grammy per la miglior performance jazz con Windows – Live, una collaborazione con Christian McBride e Brian Blade. Solo due persone nella storia dei Grammy hanno vinto 29 o più premi: Beyoncé, che guida la classifica con 35 Grammy, seguita da Sir Georg Solti con 31.
Ai Grammy Awards 2026 trionfano anche Lady Gaga, Laufey, Amy Allen e Remy Le Boeuf Brothers
Lady Gaga ha vinto il premio per il miglior album pop vocale con MAYHEM, 15 anni dopo la sua prima vittoria nella stessa categoria con The Fame Monster. È una delle quattro artiste ad aver vinto due volte questo premio nella storia della categoria, insieme ad Adele, Kelly Clarkson e Taylor Swift. Anche Lady Gaga ha preso posizione contro l’ICE durante la cerimonia dei Grammy Awards 2026 a cominciare da delle spille e mollette indossate con la scritta “ICE OUT”.
Dall’altra parte, Laufey, la cantante islandese ha vinto per la seconda volta il premio come Miglior Album Pop Vocale Tradizionale con A Matter of Time, diventando la terza donna nella storia a vincere più volte in questa categoria. La precedono Natalie Cole e Lady Gaga. Entrambe le vittorie di Gaga erano condivise con Tony Bennett, mentre il primo premio di Cole fu per il duetto Unforgettable con il suo compianto padre Nat “King” Cole, che, essendo deceduto da oltre 25 anni, non ricevette il Grammy.
Amy Allen è diventata la prima artista a vincere due volte il premio per Songwriter of the Year, Non-Classical. Aveva già conquistato il riconoscimento lo scorso anno. Quest’anno ha vinto per aver co-scritto successi come APT. di ROSE e Bruno Mars; Just Keep Watching di Tate McRae e Manchild e Tears, entrambi di Sabrina Carpenter.
Infine, Remy Le Boeuf ha vinto il premio per la Miglior Composizione Strumentale con First Snow, un anno dopo che il suo gemello identico, Pascal Le Boeuf, aveva vinto nella stessa categoria con Strands. Nel 2004, i due fratelli, oggi 39enni, hanno formato i Le Boeuf Brothers e pubblicato quattro album, mescolando jazz, hip-hop, elettronica e musica classica.
