Intervista a DAGOOD YL: «Con “Nena” abbandono per un momento i ritmi dei trap corridos»
Nella sua prima intervista, il rapper romano ci racconta come è nata “Camicia e Zanotti” e perché oggi ha deciso di cambiare le basi che lo hanno reso famoso
DAGOOD YL, foto di Giovanni Zanotto
Il 3 maggio di quest’anno, al concerto di Sadturs e Kiid ai Magazzini Generali, un ospite suscita un grande e insolito interesse nel pubblico. È Dagood YL, giovane rapper romano (anzi di San Giorgio di Acilia) di soli 17 anni, che porta in Italia i ritmi dei corridos tumbados messicani, come quelli di Peso Pluma e Natanael Cano. Ritmi che, in Messico appunto, derivano direttamente dai narcocorrido, usati per raccontare le vicende dei cartelli.
Dagood, all’anagrafe Federico Alessandri, è lì grazie a un permesso speciale dati gli arresti domiciliari che sta finendo di scontare. I ragazzi conoscono a memoria tutti i suoi pezzi e sono più che entusiasti nel cantarli, da Camicia e Zanotti feat twentyone21 a Iphone della droga. Ed è solo l’inizio, perché improvvisamente già un mese dopo il nome di Dagood YL è sulla bocca di tutti.
A inizio giugno esce FIRST DAY OUT, il singolo dove Federico festeggia la fine dei domiciliari e a fine luglio esce DEMONIO, per No Regular Music/Warner. Oggi pubblica un nuovo capitolo che lascia spiazzati: NENA con il suo collega e sodale twentyone21 prodotto da Kiid. Un singolo dove non compaiono più i ritmi dei corridos tumbados, ma quelli della trap, che verrà pubblicato nella deluxe Demonio, in attesa della grazia. L’auto-ironia non manca al ragazzo che raggiungiamo al telefono, per quella che è, a tutti gli effetti, la sua prima intervista. In attesa di rivederlo sul palco dei Magazzini Generali il 26 novembre (e in tour questo autunno).
Intervista a Dagood YL: gli inizi
Dagood ancora non hai compiuto 18 anni ma già da piccolino ascoltavi i corridos?
Pensa che li compirò il 29 novembre, durante la data a Livorno che è il 28. Sarà meraviglioso, non vedo l’ora. Non li ascoltavo ma sentivo un sacco di musica. Prima dei 7 anni (quando è nato mio fratello) passavo molto tempo con mio nonno e giocavo da solo, canticchiando tutto il giorno. Inventandomi le parole. Poi a 8 anni ho scoperto il rap con A volte esagero di Coez, Salmo, Marracash. E ho iniziato a scrivere a 11, grazie a ThaSupreme.
E i corridos quando li hai scoperti?
Ricordo che ero in Sardegna e avevo scovato questo video di Eladio Carrión e Peso Pluma: 77. Peso non mi era piaciuto all’inizio, onestamente, ma continuavo a guardarlo perché mi aveva incuriosito. Mi gasavano le trombe, davvero non riuscivo a capacitarmi di come facessero a trapparci sopra. Avrò avuto 15 anni.
Quando hai scritto il primo pezzo invece?
Sarà stato l’anno dopo ed ero in hotel a Praga. Giravo per la mia stanza d’hotel in mutande e intanto registravo la mia voce. Era Camicia e Zanotti.
L’incontro con Close Listen è stato fondamentale per iniziare a produrre musica?
Close Listen mi ha aiutato quando ero in difficoltà, economica e generale. Me l’ha presentato IDRA Rxx. Ma stavo già registrando musica in studio, diciamo che abbiamo iniziato insieme, parlando molto di tutto.
Intervista a Dagood YL: il rapporto con Ghali
E col team di Ghali come è andata?
Lui una volta è venuto a casa mia con Sadturs e sono rimasto spiazzato perché comunque sono cresciuto ascoltando lui e Sfera Ebbasta nel 2018. Prima l’avrò visto altre cinque volte e posso dire che abbiamo parlato tanto e mai di musica. Siam diventati amici e solo dopo abbiamo parlato di lavoro.
Cosa pensi vi abbia uniti?
Il fatto che lui ce l’abbia fatta ma prima stesse peggio di me. In me rivede molto lui stesso da piccolo. Al di là di quello che la gente può pensare, tra noi c’è davvero un rapporto sincero.
Dagood quando hai capito che stavi diventando davvero famoso?
Al concerto ai Magazzini Generali a Milano a maggio.
Cosa ti dicevano i ragazzi?
“Sei un grande”, cose così. A Roma vengono con più facilità e non si fanno alcun problema, ma anche a Milano lo fanno.
Intervista a Dagood: la svolta di Nena
Come mai hai deciso di cambiare completamente i ritmi dei corridos tumbados con Nena?
Volevo sperimentare nuovi generi. Comunque anche prima secondo me non seguivamo la tradizione messicana ma abbiamo lavorato in chiave più italiana. Perché io trappavo su una chitarra o due, mentre i corridos prevedono molti più strumenti, almeno 5, tutti insieme. In generale comunque su 10 tracce che pubblico 7/8 sono trap e solo 2 corridos. Ho pubblicato corridos perché aveva senso in quel momento: nessuno avrebbe potuto ignorare quel suono. Pubblicare nel 2026 ancora trap l’avrebbe fatta disperdere.
Quest’estate in un reel su Instagram hanno detto che gli italiani sono degli ipocriti perché non hanno mai apprezzato i neo-melodici ma poi arrivi tu che fai un genere simile ma che si ispira alla tradizione di un altro Paese, ovvero il Messico e allora spacchi: cosa ne pensi?
Non mi sembra che i curridos tombados siano mai c’entrati qualcosa con i neo-melodici. Che poi a me piacciono quest’ultimi! La gente deve sempre parlare per dire qualcosa. Anche quando era uscita la Dark Polo Gang: le persone li insultavano e avevano un sacco di pregiudizi, ma poi li ascoltavano.
Pensi che la gente li abbia nei tuoi confronti?
Certo. Raccontano un sacco di cazzate su di me. Pensano di sapere tutto vedendo due TikTok, però dopo un po’ passa la febbre dell’hater.
Senti di poter esprimere con la musica qualcosa che non potresti fare normalmente nei discorsi di persona?
No, io scrivo quello che faccio. Non scrivo appositamente di sentimenti.
Essere stato ai domiciliari 8 mesi pensi abbia avuto anche un risvolto positivo?
Mi ha salvato. Sarei potuto stare molto ma molto male. All’inizio è stata dura ma poi il mio pezzo è andato virale ed è cambiato tutto. Però Dio secondo me ti aiuta quando sente che hai bisogno.
Sei credente?
È complicato, non ne vorrei parlare. Comunque in realtà devo ringraziare Lele (Genovese di 800klan, la crew di Dagood, ndr), uno dei miei migliori amici, perché quando mi hanno arrestato ha pubblicato i 22 pezzi di FREEDAG su Spotify non finiti. C’era anche Camicia e Zanotti. E da allora il pezzo è diventato virale.
Nei tuoi brani sono nominati sempre un sacco di brand.
Certo, sto in fissa dai tempi di Lil Pump. Mi esaltano un sacco, per questo ne parlo. Per me la trap deve essere così.
Qual è il tuo primo desiderio per la musica?
Fare sold-out al tour. Mi piace troppo il momento del concerto: adoro i miei fan, sono davvero calorosi e non ho mai ansia. A Roma ovviamente ma anche a Milano. Per il nuovo tour faremo uno spettacolo dark e spettrale, un po’ come si vede dalla locandina del tour che ricorda il film Il Corvo. Una cosa mai vista in Italia: non salirò sul palco e basta.
Quindi un po’ tipo Messico e Los dias de los muertos?
Tipo Coco, che hit di film: lo hai visto?
Certo. Sei stato in Messico?
No, ma ci vorrei andare. Tantissimo.

