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La cruda dolcezza di Jacob Alon conquista i BRIT Awards: alla scoperta del cantautore scozzese

Vincitore del BRIT’s Critic Choice Award, il giovane artista ha convinto tutti con il suo disco d’esordio “In Limerence”. Sì, il persino il dolore si può raccontare con la delicatezza

  • Il20 Gennaio 2026
La cruda dolcezza di Jacob Alon conquista i BRIT Awards: alla scoperta del cantautore scozzese

Ci sono due modi in cui si può scoprire Jacob Alon. La prima volta ci si può lasciare cullare dalla superficie folk-pop. Il suono della sua voce e gli arpeggi sempre diversi, ma mai troppo elaborati, delle sue dita sulle corde della chitarra acustica, sono la costante emotiva. Un modo d’esprimersi che porta altrove, in un luogo di pace, dove la natura sembra sullo sfondo. Questo vale ancora di più se ci si sofferma su Home Tapes, nona traccia del suo album di debutto In Limerence, l’unica quasi del tutto strumentale, fatta eccezione per le registrazioni tratte dalla sua infanzia. La mossa successiva è soffermarsi sulle parole, a partire da quell’infatuazione che detta titolo e mood dell’intero disco. Un esordio che ha stupito tutto il Regno Unito, non solo la sua Scozia, con annesso endorsement da sua maestà Elton John.

Ieri Jacob Alon è stato annunciato vincitore del Critic Choice Award dei BRITs, (ritirerà il premio alla cerimonia del 28 febbraio), l’equivalente del premio che fino allo scorso anno era chiamato Rising Star. Un riconoscimento che finalmente accende un faro su uno dei cantautori più interessanti che hanno debuttato lo scorso anno. Il suo disco, che era stato anche candidato al Mercury Prize (vinto poi da Sam Fender con People Watching), gli è valso il trionfo davanti ad altri candidati illustri come Rose Gray e Sienna Spiro. Il premio ha anche un valore non indifferente per la filosofia che lo contraddistingue. Per essere ammessi, infatti, gli artisti non devono aver ancora raggiunto la top 20 degli album o più di un singolo nella top 20 delle classifiche ufficiali del Regno Unito al 31 ottobre 2025. A giudicare sono i 1.200 membri della BRITs Voting Academy.

«Taing mhòr ai critici per aver riconosciuto il mio lavoro con questo premio, siete davvero adorabili! Nella piccola città in cui sono cresciuto in Scozia, spesso sembrava che ci fosse un limite a quanto in alto si potesse osare sognare. Quindi far parte di qualcosa del genere mi fa sentire come se stessi fluttuando molto al di sopra del cielo» ha commentato Jacob.

Nel mondo di Cob

In realtà, fin dal primo ascolto di In Limerence, ti rendi conto che sei da solo in compagnia di Jacob e hai l’impressione che ti stia raccontando qualcosa di molto personale anche se non stai prestando attenzione alle parole. Questo è uno dei motivi che rendono il disco una perla rara nel panorama odierno. Dodici brani durante i quali il giovane cantautore non si preoccupa della durata, ma sembra cantare per sé e per chi vuole ascoltarlo. La sua non è la Scozia della birra e di muri in mattoni macchiati dalla polvere e dai graffiti, ma quella dei paesi immersi nella natura, dove l’isolamento non è una scelta.

È l’Alon consapevole e più “adulto” quello che emerge brano dopo brano. Il destinatario è il piccolo Cob (diminutivo del suo nome) e con lui tutti coloro che vi si riconoscono. Si susseguono storie e confessioni molto personali, talvolta dolorose, ma per questo liberatorie. Confessions è un brano scritto di notte, in uno di quei momenti in cui dimentichi il significato della parola autostima. Una canzone dedicata alle persone queer, per lavarsi via il dolore dalle mani e con esso tutti i silenzi e la vergogna. La vita di un adolescente gay è il filo rosso che lega i racconti dell’artista scozzese che attraverso la scrittura rende partecipi gli ascoltatori anche di aspetti molti privati.

Se il suo primo singolo, Fairy in a Bottle parlava di come un’infatuazione amorosa possa diventare un’ossessione oscura, Liquid Gold 25 è ancora più cruda. Intitolata come una marca di popper, droga afrodisiaca e rilassante, è una canzone in cui Jacob parla del suo rapporto con Grindr e del conseguente ciclo di esaltazioni e morti emotive che l’app di incontri provoca. Qui la produzione di Dan Carey diventa più presente e la si percepisce dalla drum machine e dal modo in cui gli ottoni subentrano e arricchiscono la chitarra acustica di Jacob. Insieme al finale sintetico Sertraline, unico momento in cui il suono delle cinque corde è accompagnato da una componente elettronica. Qualcosa che magari anticipa il futuro e la strada che potrà prendere la sua musica da questo momento in poi.

Il disco è una riflessione generale su cosa vuol dire essere un adolescente queer in un contesto come quello di una piccola cittadina scozzese. Che non sia del tutto una passeggiata lo dimostra il testo di August Moon. Il cantautore racconta di un suo viaggio a Creta con un suo amico e compagno dell’epoca durante il quale i due subirono un’aggressione omofoba.

«In un mondo pieno di spigoli rotti e arrugginiti, sono grato di aver trovato ancora un posto dove regna la dolcezza. E continuerò a lottare per questo. Ci tengo davvero e credo in questa musica, che rende il mio mondo più luminoso ogni volta che raggiunge qualcun altro. Spero che questo significhi che altre persone meravigliose possano trovare qualcosa nel mio album». Ogni momento però è raccontato con una delicatezza disarmante. Basti pensare all’angelico arpeggio di chitarra di Don’t Fall Asleep dove si lascia ispirare da un cugino conosciuto solo attraverso i ricordi dei familiari annegato in piscina da piccolo.

Tra i vincitori del BRIT’s Critic Choice degli scorsi anni figurano nomi come The Last Dinner Party, Sam Fender e Sam Smith. Andando ancora più a ritroso nel tempo ci sono anche Florence + The Machine e la prima di tutti: Adele. Jacob Alon è una voce diversa che possiede quella pasta speciale per diventare un classico. Ode alla delicatezza, soprattutto quando riesce a raccontare il dolore per guarirlo.  

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